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Lezione al carcere maschile di Trani per alcune classi del liceo de Sanctis

Nel corso della mattinata gli alunni hanno dialogato con vivo interesse e visitato alcuni luoghi

Il Liceo "F. De Sanctis" apre nuove piste di dialogo con il territorio e si interfaccia con gli Istituti penali di Trani. Nell'ambito del progetto "Libera…mente", le classi 4BS e 3DLes, guidate dalle docenti Antonella de Gennaro, Angela di Gregorio e Giuliana Laporta, hanno potuto oltrepassare i cancelli della Casa circondariale maschile di Trani per svolgere, nelle giornate del 12 e 16 maggio, una lezione fuori dagli schemi.

L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla disponibilità del Direttore, dott. Giuseppe Altomare, della Vice Direttrice, dott.ssa Maria Consiglia Affatato e di tutto lo staff composto dai Funzionari giuridico-pedagogici, dott.ssa Cinzia Calzaretti, dott.ssa Stefania Novielli, dott.ssa Luciana Prudente, dai Funzionari contabili dott.ssa Antonella Di Terlizzi e dott.ssa Nica Testino, dal Funzionario mediatore culturale dott. Francesco Romano, dal Funzionario dell'Organizzazione delle relazioni dott. Antonio Riuscitto, dal Vice Comandante di Reparto Polizia Penitenziaria dott. Andrea Gavarrino. Nel corso della mattinata gli alunni hanno dialogato con vivo interesse, hanno attraversato virtualmente la dimensione della vita carceraria, scoprendo la realtà delle "camere di pernottamento", un tempo celle, parlando di recupero, di aspetti finanziari, di impegno nell'intraprendere percorsi diversi. Hanno visitato l'Aula bunker, hanno visto le "sbarre", hanno inquadrato il luogo dove nel Natale del 1981 nacque la Sacra Corona Unita con un patto di sangue storico, hanno ammirato i giardini che sono il risultato di un'azione di recupero rivolta ad alcuni detenuti impegnati in un corso di formazione professionale, finalizzato ad un reinserimento nella società.

Grande emozione è stata avvertita nel momento in cui la parola è stata data a Mimmo, un detenuto impegnato nella strada del recupero. Il suo racconto ha fatto comprendere come l'esperienza carceraria possa trasformare la persona, riconducendola il più delle volte ad una riscoperta di aspetti della vita che sembravano banali e che, dopo la perdita della libertà e la riconquista della stessa, appaiono di spessore diverso. La dimensione umana, che vista da dietro le sbarre sembra "in grande movimento, in gran fretta, mentre noi dietro le sbarre siamo fermi" acquista un valore diverso quando si ritorna a contatto con quella libertà. Anche il rumore del vento o le onde e il profumo del mare acquistano un senso nuovo.

Mimmo aveva dei sogni, che sono stati interrotti dall'errore, ma oggi sente di essere tornato ricco di una forza, quella di amare la vita, di apprezzare le cose semplici e di riuscire a parlare di legalità a ragazzi nei quali vede riflessa la sua immagine del passato.

La realtà detentiva non va ignorata, né tanto meno disprezzata. Bisogna conoscere per tendere una mano a chi ha compreso di aver sbagliato ed è pronto a reintegrarsi nella società, se solo la società riuscisse a tendere la mano e a superare vecchi pregiudizi.
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