
Politica
Mimmo Santorsola dopo l'ultimo consiglio comunale: «Quasi quasi mi dimetto!»
Lettera sfogo del consigliere di Sinistra e Libertà
Trani - martedì 17 dicembre 2013
9.54
Mimmo Santorsola, consigliere comunale di Sinistra e Libertà ha distribuito alla stampa una lunga lettera sui recenti fatti avvenuti in consiglio comunale, che pubblichiamo integralmente.
«Gli avvenimenti della settimana appena trascorsa – scrive il consigliere Mimmo Santorsola - e la sensazione di equilibrio instabile che gli stessi hanno generato nei nostri animi avevano anche l'obiettivo di influenzare i nostri comportamenti futuri. Non voglio parlare della rivolta dei forconi, nome tristemente evocativo quanto anacronistico, anche perché sarebbe impossibile aggiungere valore a quanto espresso con estrema chiarezza e coerenza da alcuni esponenti del circolo SEL di Trani i quali, nonostante la loro giovane età, hanno saputo comunicare una condanna ferma e democratica ad un movimento che ha disunito i più poveri ed ha rafforzato i più ricchi. Forse sarebbe stata utile una tavola rotonda aperta ai cittadini ed a tutte le forze politiche e sociali della città per tentare di orientare al meglio la protesta e, nel pur limitato ruolo istituzionale che ci compete, ci abbiamo anche provato. Inutilmente, almeno sino ad ora.
Aleggia ancora nell'aria una sorta di aspettativa timorosa per quanto potrà avvenire nelle prossime settimane, timore e incertezze che possiamo vincere solo riappropriandoci delle solite e forse anche banali attività quotidiane e non abbandonando il controllo della vita amministrativa della nostra città. Ritorno perciò al "racconto secondo me" del Consiglio comunale del 28 novembre, una seduta sfibrante conclusasi all'alba nella quale, ancora una volta, ci siamo ritrovati in tre a fare opposizione sino all'ultima delibera. Uscendo da palazzo Palmieri, forse per la stanchezza o forse per una sensazione di inutilità di tanti sacrifici non solo fisici e non solo miei, pensavo: quasi quasi mi dimetto!
Del resto mi ci hanno chiamato a fare il consigliere comunale e nonostante quello che pensa il mio Sindaco avrei tante altre cose da fare, anche di domenica. Ero convinto che se anche non avessimo vinto avremmo comunque fatto una opposizione degna ma se fare opposizione significa far passare sotto silenzio il fatto che l'amministrazione, in un'unica seduta consiliare, riesca ad approvare 45 punti su 41 che ne aveva presentati ci sarebbe da porsi qualche dubbio. Già, non è un errore, sono passate 45 proposte su 41, e se non contestiamo che sono passate nonostante fossero prive dei documenti necessari, nonostante tante irregolarità procedurali e nonostante il parere contrario degli organi di revisione, beh, allora è giusto chiedersi: «ce stam a fè?»
Che stiamo a fare, in fondo, se accettiamo supinamente tutti gli "sgamuffi" della maggioranza o se non assolviamo con dignità e consapevolezza il ruolo, seppure minoritario, di controllo politico ed amministrativo che la legge ed il voto ci hanno assegnato? A pensarci bene mi dimetterei volentieri ma abbandonare il campo e tradire gli impegni non mi piace; resisto a questo dubbio alla Gaber e giro la domanda a tutti i consiglieri del centro-sinistra nella speranza non di una dimissione di massa ma di una presa di coscienza che porti ad una opposizione concertata e più efficace che possa essere utile alla comunità. Forse la faccio lunga, forse esagero e, forse, domani mi sarà anche passata ma non mi va proprio l'idea di nascondere il mio disappunto per il modo leggero e disattento, talvolta neanche malevolo, con cui si gestiscono situazioni come quella del riconoscimento dei debiti fuori bilancio nei confronti dell'AMET SpA.
Riporto la mia dichiarazione in merito perché "se non fosse una storia vera sarebbe tutta da ridere visto che la vicenda si trascina ormai da mesi e sembra quasi una novella alla Hitchcock con improvvisi colpi di scena che lasciano lo spettatore sempre più disorientato". "…la mia capacità di comprendere i meccanismi finanziari è molto scarsa, rasenta quasi lo zero ma….nel caso della partita debitoria/creditoria fra AMET e Comune… non è colpa mia. Solo pochi mesi fa abbiamo assistito a trionfalistici ritrovamenti di fondi nelle casse del comune... ed una parte di quei soldi erano crediti vantati dalla Amministrazione comunale nei confronti dell'azienda partecipata… Se non ricordo male si trattava di oltre due milioni di euro ma, cambio di scena, l'Amet dichiara di non dovere nulla al Comune perché quella somma dopo tanti solleciti è andata in prescrizione ed anzi iscrive in bilancio una serie di crediti che devono essere riconosciuti come debiti fuori bilancio del Comune. Il nostro responsabile dell'Ufficio finanziario dichiara che è tutto una frottola e rassicura il Sindaco e la giunta sulla solidità delle casse; sì, forse, a pensarci bene c'è qualche debito ma i crediti sono di gran lunga superiori.
Per essere coerente vado all'AMET, chiedo il bilancio e, strano a dirsi me lo danno in tempi brevi; lo leggo e mi rendo conto, nonostante le mie difficoltà di comprensione, che i loro revisori del conto confermano la giustezza della cancellazione per prescrizione della somma di cui sopra. Ho aspettato questo consiglio comunale con calma, ho letto la vostra proposta di delibera e mi accorgo che ancora una volta si disconosce la prescrizione e si dà atto che sono mantenuti i vincoli di stabilità da parte del Comune.
Tiro un sospiro di sollievo di fronte al pericolo scampato ma ieri sera mi viene recapitata la relazione dell'organo di controllo del Comune, una relazione un po' sibillina, a dire la verità, ma dopo averla letta e riletta, dopo averla confrontata con la delibera, dopo essermi consultato con il mio amico Gino arrivo alla conclusione che i nostri revisori danno ragione ai loro, che la prescrizione è legale, che i dati contabili della nota di riconciliazione non sono stati asseverati dal collegio sindacale, e che forse il patto di stabilità... Tutto questo tira e molla mi sembra un dialogo fra sordi nel quale come si dice dalle nostre parti "uno dice tira e l'altro dice spingo" così che non si potrà mai raggiungere un risultato utile ma, dopo tante considerazioni, rimane una sola domanda: chi è il colpevole di questo delitto in famiglia? O,meglio ancora, ci sarà qualcuno che dovrà assumersi la responsabilità di aver dimenticato 2.384.368,04 euro? Non credo che lo scopriremo mai anche perché il dimenticarsi tutti quei soldi non è l'unica colpa di questa triste vicenda. Non serve ma non posso esimermi dal dire che del resto in sede di discussione del bilancio di previsione 2013 avevamo fatto dei rilievi invitando il Segretario Generale ad apportare per tempo i correttivi relativi alla inesigibilità per prescrizione del debito Amet onde evitare, a cascata, una variazione dell'avanzo di amministrazione e, come effetto ultimo, un disequilibrio iniziale del bilancio". Forse avrei anche ragione a volermi dimettere e, forse, non c'è nulla di peggio che essere "mal sentiti"»
«Gli avvenimenti della settimana appena trascorsa – scrive il consigliere Mimmo Santorsola - e la sensazione di equilibrio instabile che gli stessi hanno generato nei nostri animi avevano anche l'obiettivo di influenzare i nostri comportamenti futuri. Non voglio parlare della rivolta dei forconi, nome tristemente evocativo quanto anacronistico, anche perché sarebbe impossibile aggiungere valore a quanto espresso con estrema chiarezza e coerenza da alcuni esponenti del circolo SEL di Trani i quali, nonostante la loro giovane età, hanno saputo comunicare una condanna ferma e democratica ad un movimento che ha disunito i più poveri ed ha rafforzato i più ricchi. Forse sarebbe stata utile una tavola rotonda aperta ai cittadini ed a tutte le forze politiche e sociali della città per tentare di orientare al meglio la protesta e, nel pur limitato ruolo istituzionale che ci compete, ci abbiamo anche provato. Inutilmente, almeno sino ad ora.
Aleggia ancora nell'aria una sorta di aspettativa timorosa per quanto potrà avvenire nelle prossime settimane, timore e incertezze che possiamo vincere solo riappropriandoci delle solite e forse anche banali attività quotidiane e non abbandonando il controllo della vita amministrativa della nostra città. Ritorno perciò al "racconto secondo me" del Consiglio comunale del 28 novembre, una seduta sfibrante conclusasi all'alba nella quale, ancora una volta, ci siamo ritrovati in tre a fare opposizione sino all'ultima delibera. Uscendo da palazzo Palmieri, forse per la stanchezza o forse per una sensazione di inutilità di tanti sacrifici non solo fisici e non solo miei, pensavo: quasi quasi mi dimetto!
Del resto mi ci hanno chiamato a fare il consigliere comunale e nonostante quello che pensa il mio Sindaco avrei tante altre cose da fare, anche di domenica. Ero convinto che se anche non avessimo vinto avremmo comunque fatto una opposizione degna ma se fare opposizione significa far passare sotto silenzio il fatto che l'amministrazione, in un'unica seduta consiliare, riesca ad approvare 45 punti su 41 che ne aveva presentati ci sarebbe da porsi qualche dubbio. Già, non è un errore, sono passate 45 proposte su 41, e se non contestiamo che sono passate nonostante fossero prive dei documenti necessari, nonostante tante irregolarità procedurali e nonostante il parere contrario degli organi di revisione, beh, allora è giusto chiedersi: «ce stam a fè?»
Che stiamo a fare, in fondo, se accettiamo supinamente tutti gli "sgamuffi" della maggioranza o se non assolviamo con dignità e consapevolezza il ruolo, seppure minoritario, di controllo politico ed amministrativo che la legge ed il voto ci hanno assegnato? A pensarci bene mi dimetterei volentieri ma abbandonare il campo e tradire gli impegni non mi piace; resisto a questo dubbio alla Gaber e giro la domanda a tutti i consiglieri del centro-sinistra nella speranza non di una dimissione di massa ma di una presa di coscienza che porti ad una opposizione concertata e più efficace che possa essere utile alla comunità. Forse la faccio lunga, forse esagero e, forse, domani mi sarà anche passata ma non mi va proprio l'idea di nascondere il mio disappunto per il modo leggero e disattento, talvolta neanche malevolo, con cui si gestiscono situazioni come quella del riconoscimento dei debiti fuori bilancio nei confronti dell'AMET SpA.
Riporto la mia dichiarazione in merito perché "se non fosse una storia vera sarebbe tutta da ridere visto che la vicenda si trascina ormai da mesi e sembra quasi una novella alla Hitchcock con improvvisi colpi di scena che lasciano lo spettatore sempre più disorientato". "…la mia capacità di comprendere i meccanismi finanziari è molto scarsa, rasenta quasi lo zero ma….nel caso della partita debitoria/creditoria fra AMET e Comune… non è colpa mia. Solo pochi mesi fa abbiamo assistito a trionfalistici ritrovamenti di fondi nelle casse del comune... ed una parte di quei soldi erano crediti vantati dalla Amministrazione comunale nei confronti dell'azienda partecipata… Se non ricordo male si trattava di oltre due milioni di euro ma, cambio di scena, l'Amet dichiara di non dovere nulla al Comune perché quella somma dopo tanti solleciti è andata in prescrizione ed anzi iscrive in bilancio una serie di crediti che devono essere riconosciuti come debiti fuori bilancio del Comune. Il nostro responsabile dell'Ufficio finanziario dichiara che è tutto una frottola e rassicura il Sindaco e la giunta sulla solidità delle casse; sì, forse, a pensarci bene c'è qualche debito ma i crediti sono di gran lunga superiori.
Per essere coerente vado all'AMET, chiedo il bilancio e, strano a dirsi me lo danno in tempi brevi; lo leggo e mi rendo conto, nonostante le mie difficoltà di comprensione, che i loro revisori del conto confermano la giustezza della cancellazione per prescrizione della somma di cui sopra. Ho aspettato questo consiglio comunale con calma, ho letto la vostra proposta di delibera e mi accorgo che ancora una volta si disconosce la prescrizione e si dà atto che sono mantenuti i vincoli di stabilità da parte del Comune.
Tiro un sospiro di sollievo di fronte al pericolo scampato ma ieri sera mi viene recapitata la relazione dell'organo di controllo del Comune, una relazione un po' sibillina, a dire la verità, ma dopo averla letta e riletta, dopo averla confrontata con la delibera, dopo essermi consultato con il mio amico Gino arrivo alla conclusione che i nostri revisori danno ragione ai loro, che la prescrizione è legale, che i dati contabili della nota di riconciliazione non sono stati asseverati dal collegio sindacale, e che forse il patto di stabilità... Tutto questo tira e molla mi sembra un dialogo fra sordi nel quale come si dice dalle nostre parti "uno dice tira e l'altro dice spingo" così che non si potrà mai raggiungere un risultato utile ma, dopo tante considerazioni, rimane una sola domanda: chi è il colpevole di questo delitto in famiglia? O,meglio ancora, ci sarà qualcuno che dovrà assumersi la responsabilità di aver dimenticato 2.384.368,04 euro? Non credo che lo scopriremo mai anche perché il dimenticarsi tutti quei soldi non è l'unica colpa di questa triste vicenda. Non serve ma non posso esimermi dal dire che del resto in sede di discussione del bilancio di previsione 2013 avevamo fatto dei rilievi invitando il Segretario Generale ad apportare per tempo i correttivi relativi alla inesigibilità per prescrizione del debito Amet onde evitare, a cascata, una variazione dell'avanzo di amministrazione e, come effetto ultimo, un disequilibrio iniziale del bilancio". Forse avrei anche ragione a volermi dimettere e, forse, non c'è nulla di peggio che essere "mal sentiti"»
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