Tommaso Laurora e Amedeo Bottaro
Tommaso Laurora e Amedeo Bottaro
Politica

Nuova giunta Bottaro, tra gli assessori Tommaso Laurora

La prima intervista da assessore, tra le deleghe quella alle innovazioni tecnologiche

E' stato un percorso travagliato e non facile, fatto di rinvii e ostacoli, ma la nomina dei nuovi assessori della seconda parte del governo Bottaro è ormai cosa fatta. Si parlava già di un annuncio ufficiale da lunedì 4 dicembre, ma dopo aver valutato meglio i curricola e definito al 100% le deleghe, limando i dettagli, è arrivato il tanto atteso (da parte di alcuni) esito, passato attraverso un azzeramento. Insomma come nelle trattative e contratti per l'acquisto di nuovi giocatori. Bottaro, inutile dirlo, avrebbe bisogno di un centravanti di sfondamento che ad oggi, nella sua amministrazione, non si è visto. Molti gregari, per altro spesso con poco appeal nel rapporto con la cittadinanza e zero lampi da top player. Il suo Napoli ha perso Milik, lui (AB) un centravanti nemmeno l'ha mai visto. Dopo i dettagli, quindi, l'annuncio alla stampa ed ai cittadini.

Fra i nuovi assessori siamo già venuti a sapere che, tra loro, ce ne sarebbe uno particolarmente "allergico" agli incontri coi giornalisti (nell'era in cui la comunicazione è il primo banco di prova per l'immagine e la trasmissione al popolo delle proprie idee e competenze, non sarebbe certo un inizio incoraggiante). Chi di certo non ha problemi con la stampa, anzi, negli anni ha sempre più migliorato rapporti e presenze sui media, è proprio Tommaso Laurora, che ha concesso a Traniviva ed al sottoscritto la prima intervista nelle vesti di assessore.

Incontriamo Tommaso Laurora in un bar della periferia Sud, zona in cui vive con la sua famiglia - la giovane moglie odontoiatra e due figli - e lavora come geometra. Pozzopiano è dunque il suo "quartier generale" e base di affetti, amicizie e primo bacino elettorale. Quasi tre anni fa sfiorò la candidatura in Regione (col senno di poi, probabilmente, si può pensare che l'avergli tarpato le ali in quella corsa, può essere stato un errore, visto come sono andate le cose).

Tommaso Laurora, finalmente ci siamo per la nomina di assessore; pensa di poter portare qualcosa di nuovo con questo suo innesto a metà mandato per l'amministrazione Bottaro?
Ho un'idea particolare che riguarda uno dei settori che curerò con delega specifica, quello delle Innovazioni Tecnologiche: vorrei introdurre il potenziamento della rete software del Comune di Trani, per snellire tutta la macchina burocratica che, ad oggi, è intasata da lungaggini e attese per l'utenza, che si tratti di aziende o di semplici cittadini, dall'Ufficio tecnico a quello della ragioneria a tutti gli altri. Queste attese portano poi gli interessati a rivolgersi al consigliere di turno o all'amico dell'amico, per "scavalcare" altri o cercare corsie "preferenziali" e questo è un malcostume che, solo con l'acquisizione di mezzi tecnologici più dinamici e comodi e facilitando il rapporto diretto tra utenza e istituzioni, può essere eliminato. Uno dei mali di oggi, per quanto riguarda l'amministrazione, è proprio la carenza di personale (tra l'altro quello che c'è è stato valutato da una recente indagine, come tra i più assenteisti d'Italia e, a detta del sindaco "gli uffici non brillano per efficienza" come ha scritto nella sua ultima nota su FB- altro nodo che Laurora dovrà prendere in considerazione, in quanto rileverà anche la delega del Personale da Lignola, NDA) e credo che il supporto di software più efficienti e funzionali, possa sopperire al problema.

Oltre alle Innovazioni Tecnologiche e al Personale, assumerà la delega dei Rapporti tra Comune e Partecipate, una bella "gatta da pelare", visti gli ultimi risvolti e "complicanze".
Su questo posso dire che sulle Aziende Partecipate il punto di vista del semplice consigliere, ruolo che ho ricoperto finora, è molto diverso da quello di assessore, che entra nella "stanza dei bottoni" e sicuramente avrà una percezione diversa, in quanto vista da vicino, sul campo, insomma. Ci sono situazioni molto delicate sia in Amet che in Amiu che voglio studiare bene, guardandomi, come suol dirsi, le carte e facendomi un'idea ben precisa su quello che c'è da fare, per quelle che sono le competenze dell'amministrazione.

Sia più concreto, meno vago.
Le priorità sono tante. La questione Amiu è seria, lo sappiamo tutti, ma non sottovalutiamo l'Amet: in concreto, mi chiedo se non sia il caso di vederci chiaro sugli aspetti riguardanti il nuovo Park and Ride gestito da Amet, alle spalle dell'ex Macello Comunale; lì entrano in ballo, tra costi del personale e sistemazione dell'area, circa 100 mila euro, ma ad oggi molti passaggi, a cominciare dai tempi dell'avvio effettivo del servizio non sono chiari. Ecco, per esempio, questo è un tema che mi piacerebbe "studiare" subito e farne partecipe la cittadinanza, perché sappiamo quanto grave sia il problema della mancanza di parcheggi, per il commercio e per il turismo.

Ma come mai il Sindaco ci ha messo tanto tempo per mettere "nero su bianco" questo rimpasto? Glielo chiedo in quanto, come dal sottoscritto anticipato, Lei sarebbe stato parte in causa, con l'avvicendamento con Capone (visto che poi le dimissioni le ha date, anche se per un canale diverso? Tanto fantasiosa la nostra penna non è, nda) insieme agli avvocati Di Tullo e Di Lernia (altri nomi da noi forniti ai lettori con largo anticipo). Perché dunque, nonostante le soluzioni fossero state "trovate", tutti questi rinvii? Lei che idea si è fatto?
Tanti motivi ci sono secondo me. C'è chi aveva fatto del proprio posto di assessore e del rischio di essere rimosso un fatto personale e la "rimozione" ha dovuto richiedere tempi di "ammorbidimento" e prudenza: non puoi dire ad una persona dall'oggi al domani: "Quella è la porta, vattene"; c'erano inoltre nomi di assessori che avrebbero già da tempo essere sostituiti, come da richiesta degli stessi consiglieri di riferimento, ma non si trovava un nome che andasse bene anche al sindaco; c'era il problema di trovare nominativi femminili all'altezza, visto che si sapeva che ci sarebbero state "rimozioni" di donne e , nel rispetto delle quote rosa, con altre donne avrebbero dovuto essere sostituite. Tutti questi ostacoli hanno portato, secondo me, alla dilatazione dei tempi.

Un'ultima domanda: ma lei non avrebbe voluto fare il vicesindaco? Che fine ha fatto quell'opzione?
In politica bisogna essere realisti e analizzare il contesto in cui ci si muove. E' vero, come lei scrisse, c'era quell'opzione sul tavolo, che non è detto che, col tempo, non venga ripresa in considerazione, ma in politica ci sono equilibri e situazioni coi quali bisogna sapersi misurare e magari ora i tempi non erano ancora maturi per quel passo. Andiamo per gradi ed ora voglio impegnarmi al massimo in questa nuova veste e con queste deleghe specifiche ( per la cronaca avrà anche la delega al Patrimonio, quattro dunque in tutto, NDA).
  • Tommaso Laurora
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