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Cronaca
Omicidio Gomes, la difesa dell’unico indagato parla di pista alternativa alla rapina
L’avvocato punta l’indice contro i mancati accertamenti su un profilattico e tracce ematiche
Trani - sabato 2 dicembre 2017
Una difesa su tutta la linea quella di Patrizio Lomolino, accusato dell'omicidio del viados brasiliano Aldomiro Gomes, noto negli ambienti della prostituzione transessuale col nome di Tatiana, assassinato, all'età di 57 anni, in Contrada Schinosa il 18 febbraio 2007. Uno dei suoi difensori, l'avvocato Mario Malcangi, ritiene che le indagini non abbiano sondato a fondo piste alternative alla rapina sfociata nell'omicidio contestato al 37enne tranese pregiudicato, la cui avversione al mondo dei gran sessuali sarebbe stata nota anche ad alcuni collaboratori di giustizia.
Le loro dichiarazioni, però, non hanno trovato, per diversi motivi, il crisma del Tribunale della Libertà di Bari che ha annullato ben due ordinanze d'arresto per il delitto Gomes. La seconda delle quali è stata annullata per ragioni formali legate all'inutilizzabilità di alcune intercettazioni. Provvedimento che ha portato il pubblico ministero Michele Ruggiero a chiedere l'archiviazione delle indagini, con possibilità, dunque, di riaprirle con nuovi, legittimi, elementi.
Ma il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani Maria Grazia Caserta ha fissato d'ufficio la camera di consiglio, evidentemente per valutare, nel contraddittorio con la difesa, se e quali ulteriori passi dovrà prendere il fascicolo d'inchiesta. Di qui la parola all'avvocato Malcangi secondo cui non sono stati valutati adeguatamente altri elementi investigativi ed una differente pista, quale un giro di usura in cui sarebbe stato coinvolto Gomes. Inoltre, nella sua auto furono rinvenute tracce ematiche nonché un profilattico usato: elementi, tuttora a disposizione degli inquirenti ma mai analizzati secondo il difensore. L'udienza camerale proseguirà il 15 dicembre quando la parola passerà all'avvocato Domenico Loprieno, coodifensore di Lomolino.
Le loro dichiarazioni, però, non hanno trovato, per diversi motivi, il crisma del Tribunale della Libertà di Bari che ha annullato ben due ordinanze d'arresto per il delitto Gomes. La seconda delle quali è stata annullata per ragioni formali legate all'inutilizzabilità di alcune intercettazioni. Provvedimento che ha portato il pubblico ministero Michele Ruggiero a chiedere l'archiviazione delle indagini, con possibilità, dunque, di riaprirle con nuovi, legittimi, elementi.
Ma il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani Maria Grazia Caserta ha fissato d'ufficio la camera di consiglio, evidentemente per valutare, nel contraddittorio con la difesa, se e quali ulteriori passi dovrà prendere il fascicolo d'inchiesta. Di qui la parola all'avvocato Malcangi secondo cui non sono stati valutati adeguatamente altri elementi investigativi ed una differente pista, quale un giro di usura in cui sarebbe stato coinvolto Gomes. Inoltre, nella sua auto furono rinvenute tracce ematiche nonché un profilattico usato: elementi, tuttora a disposizione degli inquirenti ma mai analizzati secondo il difensore. L'udienza camerale proseguirà il 15 dicembre quando la parola passerà all'avvocato Domenico Loprieno, coodifensore di Lomolino.
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