
Cronaca
Omicidio Zanni, Napoletano: «Il mio amico mi disse di averlo accoltellato»
Due ore di interrogatorio per il 19enne arrestato ieri, negati i domiciliari
Trani - sabato 3 ottobre 2015
Si è protratto per due ore l'interrogatorio di garanzia di Gianluca Napoletano, il 19enne tranese coinvolto nella rissa che la notte del 20 Settembre causò la morte del 34enne Biagio Zanni in piena movida del porto di Trani. Assistito dall'avvocato Antonio Florio il giovane ha ammesso d'aver partecipato alla rissa ma ha negato d'aver avuto una diretta colluttazione con la vittima. Botte sarebbero volate con l'amico di Zanni, colui che secondo alcune ricostruzioni, potrebbe avere innescato il motivo, comunque futile, della rissa omicida.
Napoletano, che nella colluttazione utilizzò anche l'ingessatura di un braccio, ha aggiunto che all'indomani del fatto di sangue avrebbe ricevuto dall'amico 15enne che era nella loro comitiva la confessione d'esser stato lui ad accoltellare Zanni, morto poche ore dopo all'ospedale di Andria per le conseguenze emorragiche. A conclusione dell'interrogatorio, reso davanti al giudice per le indagini preliminari Rossella Volpe, la difesa di Napoletano ha formulato istanza di arresti domiciliari. Il pubblico ministero titolare del fascicolo d'indagine, Marcello Catalano, ha già espresso parere negativo alla scarcerazione. Sull'istanza, nelle prossime ore, è attesa la decisione del Gip Volpe.
L' avvocato Florio ha comunque impugnato l'ordinanza di custodia cautelare, eseguita ieri mattina dai Carabinieri, davanti al Tribunale del Riesame di Bari. Nell'inchiesta sono coinvolti altri 4 ragazzi. Due di loro (fratelli minorenni), tra cui il 15enne ritenuto autore dei mortali fendenti con un coltello a scatto, sono stati affidati ad una comunità: la loro posizione è di competenza del Tribunale per i Minorenni di Bari. Gli altri sono indagati a piede libero.
Napoletano, che nella colluttazione utilizzò anche l'ingessatura di un braccio, ha aggiunto che all'indomani del fatto di sangue avrebbe ricevuto dall'amico 15enne che era nella loro comitiva la confessione d'esser stato lui ad accoltellare Zanni, morto poche ore dopo all'ospedale di Andria per le conseguenze emorragiche. A conclusione dell'interrogatorio, reso davanti al giudice per le indagini preliminari Rossella Volpe, la difesa di Napoletano ha formulato istanza di arresti domiciliari. Il pubblico ministero titolare del fascicolo d'indagine, Marcello Catalano, ha già espresso parere negativo alla scarcerazione. Sull'istanza, nelle prossime ore, è attesa la decisione del Gip Volpe.
L' avvocato Florio ha comunque impugnato l'ordinanza di custodia cautelare, eseguita ieri mattina dai Carabinieri, davanti al Tribunale del Riesame di Bari. Nell'inchiesta sono coinvolti altri 4 ragazzi. Due di loro (fratelli minorenni), tra cui il 15enne ritenuto autore dei mortali fendenti con un coltello a scatto, sono stati affidati ad una comunità: la loro posizione è di competenza del Tribunale per i Minorenni di Bari. Gli altri sono indagati a piede libero.
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