Presentata la nuova App dei parcheggi
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Vita di città

Parcheggi e parcometri, tante domande ma ancora poche risposte

Daniele di Lernia (Fit-Cisl): «Bisogna avviare un discorso serio sul futuro del servizio e dell'azienda»

Come tanti cittadini, abbiamo seguito in diretta streaming l'ultimo Consiglio comunale, svoltosi il giorno 27 aprile notando come, finalmente, si sia avviata una discussione sul tema parcometri/parcheggi e come ci sia stata, negli ultimi giorni, una disponibilità al dialogo, da parte dell'assessore alle partecipate. Restiamo però sconcertati dalle dichiarazioni rese del primo cittadino che ha dichiarato che i parcometri non risolverebbero, comunque, il problema parcheggi.

Ovvio, infatti i parcometri risolverebbero, nell'immediato, il problema dei parcheggi... a pagamento (a raso). La creazione di nuovi parcheggi o il rifacimento di parcheggi già esistenti invece fanno parte di progetti da realizzarsi in futuro, con tempi relativamente lunghi e che sono strettamente legati ad una rimodulazione del trasporto pubblico locale ed ad un piano della mobilità che preveda, che le auto, (che "non si possono mettere nel parcometro") non abbiano neanche la possibilità di arrivare nel centro cittadino, attraverso la chiusura dello stesso, altrimenti anche il turista più civile preferirà parcheggiare ad un metro dal b&b dove soggiorna, piuttosto che a un km distanza. (Nelle ipotetiche aree di parcheggio decentrate).

Perché quindi non dare da subito, ed in vista dell'imminente stagione estiva, la possibilità a cittadini e turisti di poter pagare il parcheggio nella maniera più semplice possibile e nel contempo, capire la reale capacità di introiti che il servizio può generare, affinché si possa valutare il futuro del servizio, con dati reali? E come già ribadito più volte, reinvestire tali introiti, che sicuramente sarebbero triplicati, anche, nella creazione delle aree di parcheggio decentrate di cui Trani ha bisogno?

L'installazione dei parcometri è necessaria inoltre perché cosi si eviterebbero anche situazioni di turisti, sopratutto stranieri, che girano spaesati e armati di carta di credito (prepaid card - carta ricaricabile prepagata), cercando di capire cosa significhi appunto, la dicitura "pagamento con schede prepagate" che stride infatti, con l'immagine del parchimetro riportata sui pannelli indicanti la sosta a pagamento e che induce i malcapitati a cercare la colonnina per effettuare il pagamento tramite carta, cartelli dunque che dovrebbero essere uniformati a quelli delle maggiori città turistiche che riportano, chiaramente, il metodo di pagamento (magari pubblicizzando anche le app) e la sanzione in cui si incorre per il mancato pagamento.

Ci chiediamo inoltre come mai non si sono semplificate le vetrofanie indicanti le rivendite autorizzate che risultano inefficaci già a pochi metri di distanza in favore di grafiche più essenziali e direttamente riconoscibili? (P ticket - sfondo blu).

Perché non si è mai pensato di inserire della pubblicità sui grattini (o in futuro sulle colonnine), come fanno in molte altre città, per massimizzare gli introiti? Come mai sul sito di Amet dopo 7 anni, il servizio parcheggi non è neanche riportato tra i servizi gestiti dall'azienda? Non sarebbe stato più opportuno creare un'apposita sezione in cui l'utente potesse visualizzare le tariffe, gli abbonamenti, le zone in cui vige la sosta a pagamento e le rivendite autorizzate?

Come mai non si è pensato di inserire dei banner, collegati tramite link alle sezione sopra descritta, direttamente sui siti di hotel e b&b con le indicazioni su come pagare il parcheggio una volta arrivati in città? Come mai non si è pensato di installare dei paletti anti-sosta per lo meno nelle zone del centro storico con più alto afflusso di auto e conseguente parcheggio selvaggio, sopratutto sui marciapiedi, per evitare lunghi procedimenti di rimozione che impegnano le poche pattuglie presenti per ore?

È necessario alludere ancora alla mancanza di controlli, pur sapendo che gli operatori hanno elevato circa 30000 sanzioni pur operando nelle condizioni critiche che conosciamo tutti? Inoltre non sarebbe il caso di spiegare al Consiglio comunale che c'è già un dettagliato progetto sottoposto all'attenzione dell'amministrazione e dei vertici aziendali di Amet, cosi come anche annunciato durante l'ultimo Consiglio comunale, da un consigliere di maggioranza, in modo da poter avviare un discorso serio sul futuro del servizio e dell'azienda?

Attendiamo con ansia risposte a queste e molte altre domande che questa Segreteria pone ormai da tempo e che sono sempre rimaste inascoltate.

Il segretario sindacale aziendale Fit-Cisl,
Daniele di Lernia
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