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Politica
Partito Democratico, in 106 si sospendono dal partito
Laurora: «Operazione da vecchio regime sovietico». Trani 2012, strascichi del commissariamento
Trani - mercoledì 21 marzo 2012
10.39
Centosei tesserati del circolo di Trani del Partito Democratico si sono autosospesi dal partito dopo la decisione della segreteria provinciale di commissariare la sezione di Trani, di vanificare il percorso politico fin qui intrapreso dalla segreteria cittadina e di spostare il simbolo del Pd nella coalizione di Ugo Operamolla.
I 106 iscritti si dichiarano «sconcertati dalle decisioni assunte in modo antidemocratico nei confronti della segreteria di Trani», ribadiscono «il pieno sostegno al percorso politico che ha portato alle primarie e all'individuazione del candidato sindaco Fabrizio Ferrante» e si autosospendono dal partito «fino a quando - dicono - non verrà ripristinato nel partito il rispetto delle regole democratiche». Nella nota inviata alla stampa, viene precisato che i tesserati autosospesi costituiscono numericamente oltre i due terzi degli iscritti al Partito Democratico di Trani.
L'ex segretario del Pd di Trani, Tommaso Laurora, commenta così l'epilogo della storia: «Il segretario Andrea Patruno richiama norme statutarie differenti da quelle eventualmente utilizzabili e lo aiutiamo anche in questo dicendogli che è l'articolo 20 dello statuto regionale del Pd semmai a dover essere richiamato. Un commissariamento presuppone delle motivazioni gravi e delle gravi violazioni statutarie ed io non ho potuto costatarne alcunché in merito nel comunicato di Patruno. Quando si fa riferimento a primarie monche Patruno dimentica che analoghe primarie monche si sono svolte nel mese di gennaio nella sua San Ferdinando con un esito numerico che lo ha visto sconfitto. È evidente dunque che la spinta ad un'azione di questo tipo non possa ricondursi unicamente ad un segretario provinciale già delegittimato nella sua stessa città ma debba intravedersi in dinamiche della nomenclatura tipo ex Pci che noi ritenevamo estinte. Quello che sta accadendo è sotto gli occhi di tutti e la gente ha già manifestato più volte consensi nei confronti di un gruppo politico che oggi si vorrebbe screditare. È semplicemente scandaloso che il Partito Democratico abbia scelto di sostenere chi non ha mai voluto sottoporsi alle primarie negando quei principi di partecipazione a cui fa riferimento il Pd. È evidente che Operamolla in un truffaldino tentativo di voler apparire candidato sopra le parti ha in realtà manifestato tutta l'arroganza stile prima Repubblica che nell'ambiente della coalizione formatasi intorno a lui certamente non manca».
«Oggi - prosegue Laurora - con un colpo di mano da vecchio regime sovietico si sta cercando di riportare in sella una mediocrità politica che Trani conosce bene e che avrebbe voluto volentieri dimenticare. Noi abbiamo intrapreso un percorso, presentato dei programmi, sui quali chiediamo la fiducia ai cittadini perché quando facciamo politica è a loro che ci rivolgiamo e non al signor spezzaferro di turno. Inoltre voglio specificare che le dichiarazioni rilasciate da Patruno sono false e prive di fondamento nella parte in cui tenta di prendere in giro i cittadini dicendo che 25 componenti del coordinamento cittadino su 50 sono dalla parte di Operamolla, quando invece 28 su 50 più il sottoscritto, altri due consiglieri comunali e altri due componenti del coordinamento provinciale supportavano la candidatura di Ferrante. Questa si chiama democrazia dei numeri».
I 106 iscritti si dichiarano «sconcertati dalle decisioni assunte in modo antidemocratico nei confronti della segreteria di Trani», ribadiscono «il pieno sostegno al percorso politico che ha portato alle primarie e all'individuazione del candidato sindaco Fabrizio Ferrante» e si autosospendono dal partito «fino a quando - dicono - non verrà ripristinato nel partito il rispetto delle regole democratiche». Nella nota inviata alla stampa, viene precisato che i tesserati autosospesi costituiscono numericamente oltre i due terzi degli iscritti al Partito Democratico di Trani.
L'ex segretario del Pd di Trani, Tommaso Laurora, commenta così l'epilogo della storia: «Il segretario Andrea Patruno richiama norme statutarie differenti da quelle eventualmente utilizzabili e lo aiutiamo anche in questo dicendogli che è l'articolo 20 dello statuto regionale del Pd semmai a dover essere richiamato. Un commissariamento presuppone delle motivazioni gravi e delle gravi violazioni statutarie ed io non ho potuto costatarne alcunché in merito nel comunicato di Patruno. Quando si fa riferimento a primarie monche Patruno dimentica che analoghe primarie monche si sono svolte nel mese di gennaio nella sua San Ferdinando con un esito numerico che lo ha visto sconfitto. È evidente dunque che la spinta ad un'azione di questo tipo non possa ricondursi unicamente ad un segretario provinciale già delegittimato nella sua stessa città ma debba intravedersi in dinamiche della nomenclatura tipo ex Pci che noi ritenevamo estinte. Quello che sta accadendo è sotto gli occhi di tutti e la gente ha già manifestato più volte consensi nei confronti di un gruppo politico che oggi si vorrebbe screditare. È semplicemente scandaloso che il Partito Democratico abbia scelto di sostenere chi non ha mai voluto sottoporsi alle primarie negando quei principi di partecipazione a cui fa riferimento il Pd. È evidente che Operamolla in un truffaldino tentativo di voler apparire candidato sopra le parti ha in realtà manifestato tutta l'arroganza stile prima Repubblica che nell'ambiente della coalizione formatasi intorno a lui certamente non manca».
«Oggi - prosegue Laurora - con un colpo di mano da vecchio regime sovietico si sta cercando di riportare in sella una mediocrità politica che Trani conosce bene e che avrebbe voluto volentieri dimenticare. Noi abbiamo intrapreso un percorso, presentato dei programmi, sui quali chiediamo la fiducia ai cittadini perché quando facciamo politica è a loro che ci rivolgiamo e non al signor spezzaferro di turno. Inoltre voglio specificare che le dichiarazioni rilasciate da Patruno sono false e prive di fondamento nella parte in cui tenta di prendere in giro i cittadini dicendo che 25 componenti del coordinamento cittadino su 50 sono dalla parte di Operamolla, quando invece 28 su 50 più il sottoscritto, altri due consiglieri comunali e altri due componenti del coordinamento provinciale supportavano la candidatura di Ferrante. Questa si chiama democrazia dei numeri».
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