
Politica
Presidenza del Consiglio, «Terremoto politico»
Le riflessioni del consigliere comunale Mimmo Santorsola. «A Trani i bambini capricciosi sono più di uno»
Trani - domenica 16 dicembre 2012
19.58
Nuove riflessioni del consigliere comunale di Sinistra e Libertà Mimmo Santorsola. In una nota inviata alla stampa Santorsola attacca maggiorana e opposizione con un'analisi politica a 360 gradi.
«Se fosse vero – scrive il consigliere di Sel - come dice miss Marple nelle sue investigazioni, che tutto il mondo è come il giardino di casa tua ci sarebbe veramente da preoccuparsi! Non metto in dubbio che Trani possa essere "il posto più bello del mondo... nonostante i tranesi" ma scagli la prima pietra chi, almeno una volta, non abbia pensato che si tratta di una città strana, una città nella quale non trovano spazio i diritti o i doveri o i presupposti morali che normalmente regolano la vita nel resto del mondo, anche in quello più vicino a noi. Se poi analizziamo la scena politica tranese degli ultimi giorni, una scena che pure non è mai stata logica e coerente, non possiamo non renderci conto che appare come una scacchiera sulla quale i vari pezzi sono stati mescolati dalla mano di un bambino... capriccioso! Non esiste più la linea di divisione tra bianchi e neri, non c'è più differenza fra pedoni e "nobili", non è più possibile per l'alfiere muoversi in diagonale e la torre non può più arroccare per difendere il proprio re!
Gli ultimi eventi all'interno del consiglio comunale, a soli 5 (dico cinque!) mesi dal suo insediamento hanno determinato un "terremoto" analogo sul panorama politico cittadino; il quadro è reso ancora più confuso dal fatto che i bambini capricciosi sono più di uno e l'effetto di tante volontà e di tanti desideri è talmente devastante che già descriverne il risultato è un'impresa. Possiamo comunque provarci partendo dal fatto che il pomo della discordia è sempre lo stesso: la presidenza del Consiglio Comunale.
L'indennità ed il potere amministrativo che competono al fortunato vincitore di questa lotteria sono un boccone talmente goloso che durante la campagna elettorale sono stati fatti accordi trasversali avallati e certificati dai notabili di centro-destra del "comprensorio", accordi che ora, a servizio reso, vanno rispettati. Ma, mai come in questo caso, i conti sono stati fatti senza l'oste: un sindaco, andando contro i suoi interessi politici ed ogni regola di "fair play" è costretto a fermare il consiglio comunale per tre ore in attesa che arrivi il prescelto a riscuotere i suoi trenta denari, un commissario del partito di maggioranza relativa viene sfiduciato pubblicamente nel corso dello stesso consiglio, un gruppo di consiglieri abbandona l'aula nonostante sia in votazione un bilancio di fine anno.
Ma c'è di più: un gruppo di opposizione supporta la nomina del presidente con l'obiettivo di spaccare la maggioranza mentre un altro gruppo, sempre di "opposizione", permette l'approvazione dello stesso bilancio; c'è chi piange a destra e chi da destra passa all'opposizione "apparando" il conto di una precedente fuga da sinistra a destra, c'è chi fonda un nuovo partito e chi spera che il proprio rimanga in vita; qualcuno, ancora, prova ad attaccarsi alla catena umana per riscuotere il favore cittadino mentre chi tenta di riaprire un vero dialogo a sinistra si trova di fronte il rifiuto a parlare anche di argomenti di interesse pubblico come l' ospedale o la sanità territoriale.
La crisi politica non è stata scatenata (ancora?) ma i consiglieri di centrodestra chiedono l'azzeramento della giunta per poter ricontrattare le posizioni ed i compensi. "Ce casein!" (che baraonda) direbbe "cuss" che come sapete sono io: parlare di politica, quella vera, a Trani, oggi, sembra impossibile per chi non ha voglia di entrare in un pollaio ed avviare una lotta che, in barba alle alleanze ed ai colori, tenda esclusivamente alla conquista di una supremazia personale o di interessi di parte; tutto questo nonostante le promesse di innovazione morale ed amministrativa elargite a piene mani durante la campagna elettorale dalle forze della maggioranza!
Alla stessa conclusione di "invivibilità amministrativa" deve essere giunto il Direttore dell'Ufficio Economico che, dopo tanti sacrifici e tante notti insonni ha "gettato la spugna" per tornare a lavorare in un ambiente più salubre; questo particolare, però, merita una analisi a sé che faremo a breve. Il dramma attuale, il vero dramma, è che le elezioni politiche si avvicinano: il mondo esterno ci guarda e ne approfitta, e si tratta di un mondo nel quale, dappertutto, le beghe personali lasciano il posto all'interesse dei gruppi e delle comunità; dappertutto tranne che a Trani, visto che ancora oggi, come sempre, ci apprestiamo a dividere le nostre forze in mille inutili rivoli facendo il gioco del nemico.
Io mi auguro che almeno in questa occasione i gruppi politici di centro-sinistra sappiano trovare una intesa di coalizione che ci permetta di raggiungere obiettivi più soddisfacenti e più utili alla città di quelli ottenuti negli anni precedenti; le primarie del centro sinistra hanno infatti dimostrato che l'apporto di gruppi anche piccoli può sovvertire il risultato di una battaglia ritenuta persa e che accordi leali e corretti, resi più efficaci da una buona dose di umiltà e dalla disponibilità al dialogo possono portare a risultati sorprendenti.
All'interno del mio gruppo qualcuno ha obiettato che questo invito potrebbe anche essere raccolto dalle forze "concorrenti": la mia opinione in merito è che, in ogni caso, per Trani sarebbe un buon affare perché, come ha giustamente obiettato un mio giovanissimo amico rispondendo al messaggio di ringraziamento per aver contribuito alla vittoria di Bersani "l'obiettivo non può essere questo: da elettore lo considero solo un primo step verso una politica più genuina... "!»
«Se fosse vero – scrive il consigliere di Sel - come dice miss Marple nelle sue investigazioni, che tutto il mondo è come il giardino di casa tua ci sarebbe veramente da preoccuparsi! Non metto in dubbio che Trani possa essere "il posto più bello del mondo... nonostante i tranesi" ma scagli la prima pietra chi, almeno una volta, non abbia pensato che si tratta di una città strana, una città nella quale non trovano spazio i diritti o i doveri o i presupposti morali che normalmente regolano la vita nel resto del mondo, anche in quello più vicino a noi. Se poi analizziamo la scena politica tranese degli ultimi giorni, una scena che pure non è mai stata logica e coerente, non possiamo non renderci conto che appare come una scacchiera sulla quale i vari pezzi sono stati mescolati dalla mano di un bambino... capriccioso! Non esiste più la linea di divisione tra bianchi e neri, non c'è più differenza fra pedoni e "nobili", non è più possibile per l'alfiere muoversi in diagonale e la torre non può più arroccare per difendere il proprio re!
Gli ultimi eventi all'interno del consiglio comunale, a soli 5 (dico cinque!) mesi dal suo insediamento hanno determinato un "terremoto" analogo sul panorama politico cittadino; il quadro è reso ancora più confuso dal fatto che i bambini capricciosi sono più di uno e l'effetto di tante volontà e di tanti desideri è talmente devastante che già descriverne il risultato è un'impresa. Possiamo comunque provarci partendo dal fatto che il pomo della discordia è sempre lo stesso: la presidenza del Consiglio Comunale.
L'indennità ed il potere amministrativo che competono al fortunato vincitore di questa lotteria sono un boccone talmente goloso che durante la campagna elettorale sono stati fatti accordi trasversali avallati e certificati dai notabili di centro-destra del "comprensorio", accordi che ora, a servizio reso, vanno rispettati. Ma, mai come in questo caso, i conti sono stati fatti senza l'oste: un sindaco, andando contro i suoi interessi politici ed ogni regola di "fair play" è costretto a fermare il consiglio comunale per tre ore in attesa che arrivi il prescelto a riscuotere i suoi trenta denari, un commissario del partito di maggioranza relativa viene sfiduciato pubblicamente nel corso dello stesso consiglio, un gruppo di consiglieri abbandona l'aula nonostante sia in votazione un bilancio di fine anno.
Ma c'è di più: un gruppo di opposizione supporta la nomina del presidente con l'obiettivo di spaccare la maggioranza mentre un altro gruppo, sempre di "opposizione", permette l'approvazione dello stesso bilancio; c'è chi piange a destra e chi da destra passa all'opposizione "apparando" il conto di una precedente fuga da sinistra a destra, c'è chi fonda un nuovo partito e chi spera che il proprio rimanga in vita; qualcuno, ancora, prova ad attaccarsi alla catena umana per riscuotere il favore cittadino mentre chi tenta di riaprire un vero dialogo a sinistra si trova di fronte il rifiuto a parlare anche di argomenti di interesse pubblico come l' ospedale o la sanità territoriale.
La crisi politica non è stata scatenata (ancora?) ma i consiglieri di centrodestra chiedono l'azzeramento della giunta per poter ricontrattare le posizioni ed i compensi. "Ce casein!" (che baraonda) direbbe "cuss" che come sapete sono io: parlare di politica, quella vera, a Trani, oggi, sembra impossibile per chi non ha voglia di entrare in un pollaio ed avviare una lotta che, in barba alle alleanze ed ai colori, tenda esclusivamente alla conquista di una supremazia personale o di interessi di parte; tutto questo nonostante le promesse di innovazione morale ed amministrativa elargite a piene mani durante la campagna elettorale dalle forze della maggioranza!
Alla stessa conclusione di "invivibilità amministrativa" deve essere giunto il Direttore dell'Ufficio Economico che, dopo tanti sacrifici e tante notti insonni ha "gettato la spugna" per tornare a lavorare in un ambiente più salubre; questo particolare, però, merita una analisi a sé che faremo a breve. Il dramma attuale, il vero dramma, è che le elezioni politiche si avvicinano: il mondo esterno ci guarda e ne approfitta, e si tratta di un mondo nel quale, dappertutto, le beghe personali lasciano il posto all'interesse dei gruppi e delle comunità; dappertutto tranne che a Trani, visto che ancora oggi, come sempre, ci apprestiamo a dividere le nostre forze in mille inutili rivoli facendo il gioco del nemico.
Io mi auguro che almeno in questa occasione i gruppi politici di centro-sinistra sappiano trovare una intesa di coalizione che ci permetta di raggiungere obiettivi più soddisfacenti e più utili alla città di quelli ottenuti negli anni precedenti; le primarie del centro sinistra hanno infatti dimostrato che l'apporto di gruppi anche piccoli può sovvertire il risultato di una battaglia ritenuta persa e che accordi leali e corretti, resi più efficaci da una buona dose di umiltà e dalla disponibilità al dialogo possono portare a risultati sorprendenti.
All'interno del mio gruppo qualcuno ha obiettato che questo invito potrebbe anche essere raccolto dalle forze "concorrenti": la mia opinione in merito è che, in ogni caso, per Trani sarebbe un buon affare perché, come ha giustamente obiettato un mio giovanissimo amico rispondendo al messaggio di ringraziamento per aver contribuito alla vittoria di Bersani "l'obiettivo non può essere questo: da elettore lo considero solo un primo step verso una politica più genuina... "!»
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