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Vita di città

Sciopero dei lavoratori di Stp, Francesco Paolo Fortunato: «È ingiustificato»

Il presidente chiarisce la posizione della partecipata sullo stato di agitazione annunciato dai sindacati

Intendo precisare la posizione della STP sullo sciopero preannunciato dalle due sigle sindacali USB e FILT-CGIL con un'enfasi così ostile (Avanti nella lotta) del tutto ingiustificata giacché non trova alcun riscontro con i fatti. Non è certo mia intenzione mettere in discussione il diritto di sciopero costituzionalmente garantito, regolamentato con una legge e con specifiche procedure di autoregolamentazione in considerazione del fatto che anche la mobilità è un diritto anch'esso garantito dalla Carta Costituzionale (art. 16).

Proprio perché si tratta di contemperare due diritti previsti dalla Costituzione, ad avviso di chi scrive l'esercizio deve trovare un fondamento chiaro ed acclarato ai fini della tutela dei rispettivi interessi dei lavoratori da una parte e degli utenti del trasporto pubblico dall'altra. Orbene, allo stato attuale non c'è una sola ragione che giustifichi il ricorso all'estremo atto di agitazione, lo sciopero né tanto meno a proclami spropositati. In data 16 ottobre u.s. si è esperito un tentativo di conciliazione presso la Prefettura di Bari ed è stato redatto un verbale, dal quale si desume che la S.T.P. S.p.A. Bari ha posto in essere tutte le azioni richieste da tutti in sindacati di categoria interessati, tanto che proprio oggi, 21 ottobre 2019, si sta trattando presso la sede operativa di Bari con le altre sigle sindacali.

Credo sia opportuno esporre in breve i fatti. Il Testo Unico degli accodi aziendali, edizione 2015, vigente in Azienda, nel quale è compreso anche il Premio di risultato, è scaduto il 31 dicembre 2016 e prorogato sino al 31 dicembre 2017. Le trattative sono iniziate a marzo del 2017 e sono continuate per tutto l'anno con intensa frequenza. Considerato lo stato di stasi al tavolo si decise consensualmente che l'Azienda avrebbe dovuto presentare una proposta di modifica. Di conseguenza in data 21 settembre 2018 fu trasmessa a tutti i sindacati una proposta organica di novazione del Testo Unico con allegato una proposta sul Premio di risultato. La proposta era articolata sulla normativa del Testo unico senza minimamente ledere l'aspetto economico dei lavoratori.

Allo scopo di rendere più coerenti con la contrattazione collettiva i vari istituti, è stato creato un doppio regime tra i lavoratori in forza alla data della stipula del contratto, per i quali venivanomantenuti i trattamenti economici con un'apertura a rivedere le retribuzioni dei nuovi assunti per ridurre la forbice retributiva che si poteva determinare agendo anche sul Premio di risultato. Preciso, pronto ad essere smentito, che l'Azienda non ha mai voluto ridurre i trattamenti economici dei lavoratori, anzi con i recuperi di produttività, l'importo del Premio di risultato sarebbe sicuramente aumentato. La proposta non fu accolta dai sindacati e l'Azienda l'ha accantonata e si è dichiarata pronta al confronto sull'attuale Testo unico e ad esaminare una proposta sindacale sul Premio di risultato al fine di condividere gli obiettivi da raggiungere in termini di produttività, di efficienza, di redditività e di qualità.

Visto che il confronto non sortiva alcun effetto, in data 1° luglio 2019 l'Azienda ha disdettato gli accordi aziendali fissando però la decorrenza degli effetti al 1°ottobre 2019. Tutte le sigle sindacali chiesero di ritirare la disdetta e l'Azienda ha accolto parzialmente tale richiesta accettando di riprendere il confrontoprevia verifica al 31 ottobre 2019 dello stato di avanzamento del confronto,dichiarando la propria disponibilità a fissare un'altra data ovvero a farla coincidere con la data di stipula del nuovo Testo unico. La disdetta era viepiù necessaria se si considerano le caratteristiche proprie del premio di risultato, la cui scadenza per sua natura può avvenire nella misura in cui le parti concordano gli obiettivi e verificano i risultati.

Nel contempo la Direzione dell'esercizio ha predisposto i nuovi turni invernali dal 1° ottobre scorso. Contrariamente a quanto si è affermato, i turni sono stati elaborati nel pieno rispetto della normativa legale e contrattuale vigent, di primo e secondo livello, tanto che con le RSA la Direzione d'esercizio ha esperito il previsto esame congiunto senza che sia stata fatta alcuna proposta alternativa.

I lavoratori e gli stessi sindacati hanno lamentato che le percorrenze chilometriche previste nei programmi di eserciio e riportate nei turni, peraltroeffettuate da oltre 14 anni, non erano coerenti e su loro richiesta l'Azienda ha aderito alla costituzione di una commissione paritetica per effettuare un rilevamento oggettivo in contradditorio. Al tavolo è stato chiarito che l'esito dei lavori della suddetta commissione nonché gli eventuali modifiche dei tempi per operazioni accessorie e complementari alla guida dovessero essere decisi al tavolo politico. Cosa è successo dal 1à ottobre è sotto gli occhi di tutti. Alcuni lavoratori hanno volontariamente ed arbitrariamente rallentato la corsa degli autobus a 30/40 km orari (vi sono tangibili prove in tal senso fornite da parte della clientela), ponendo una violazione alle norme sul diritto di sciopero, configurando la fattispecie il c.d. sciopero in bianco e conseguente grave inadempimento contrattuale perseguibile con appositi provvedimenti disciplinari. Ai suddetti lavoratori non solo saranno applicate idonee sanzioni disciplinari ma denunciati nelle sedi giudiziarie competenti affinché valutino se nelle fattispecie si ravvisino ipotesi di reato.

I sindacati hanno chiesto il ripristino dei turni di servizio ante 1° ottobre, anche questa richiesta, ancorché ultronea al problema delle percorrenze che sono le stesse, è stata ratificata dal C.d.A. convocato con urgenza venerdì scorso, dal la decisione assunta dal sottoscritto e dalla AD, professoressa Rosa Pastore e dallo stesso Direttore di esercizio, Ing. Mauro Piazza, in vista dell'incontro fissato per oggi 21 ottobre. Per tutte queste ragioni le altre organizzazioni sindacali, dimostrando grande senso di responsabilità, hanno scioltopositivamente la prima parte della procedura di raffreddamento e hanno deciso riapre il confronto. Sono certo che vi sono tutte le condizioni per addivenire ad un buon accordo con la massima soddisfazione di tutte le parti.

Viene allora spontanea la domanda perché la USB e la FILT-CGIL hanno dichiarato con forza la lotta a tutti i costi? Anche su questo aspetto l'Azienda sta riflettendo per verificare quali siano le vere motivazioni di una siffatta spropositata azione di lotta.

Francesco Paolo Fortunato,
presidente Stp
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