Consiglio Comunale Tommaso Laurora
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Politica

Pulizia degli uffici giudiziari, affidamenti diretti per 230 mila auro

Tommaso Laurora (Pd): «È preoccupante il modo di procedere dell'Amministrazione»

«Con determinazione dirigenziale n. 166 del 24/7/2014 l'ing. Stasi, dirigente area LL.PP ad interim, ha liquidato alla società consortile "Gruppo Servizi Associati " di Roma le mensilità di aprile, maggio e una prestazione di giugno, per il servizio di pulizia degli uffici giudiziari. Si tratta di un servizio che grava sulle casse comunali per circa 230.000 euro all'anno, appaltato a suo tempo a seguito di una gara pubblica ed aggiudicato per il triennio 2010/2013 con determinazione dirigenziale del 22/12/2009». Con una nota stampa, il consigliere comunale del Pd, Tommaso Laurora, punta i riflettori su una determina dirigenziale per il servizio di pulizia degli uffici giudiziari, dimostrando con la stessa l'inefficienza, a suo dire, della macchina amministrativa.

«Fin qui nulla, o quasi, di strano. Ciò che mi appare particolarmente sintomatico del modo di procedere di questa amministrazione comunale, allorquando scadono gli appalti pubblici, è rilevabile dal contenuto della predetta determinazione, di cui vi riporto integralmente uno stralcio della narrativa, che fornisce una cronistoria dell'appalto a partire dalla scadenza: "Dato atto: che con determinazione dirigenziale n. 63 del 1/3/2013, esecutiva ai sensi di legge, è stato disposto il riaffidamento del servizio per la durata di mesi tre (3) e precisamente dall'1/3/2013 al 31/5/2013 per l'importo complessivo di euro 56.411,88 IVA inclusa; che con determinazione dirigenziale n. 155 del 31/5/2013, esecutiva ai sensi di legge, è stato disposto il riaffidamento del servizio per mesi due (2) e precisamente dal 1/6/2013 al 31/7/2013 per l'importo complessivo di euro 37.608,00 IVA inclusa; che con determinazione dirigenziale n. 189 del 25/7/2013, esecutiva ai sensi di legge, è stato disposto il riaffidamento del servizio per la durata di mesi due (2) e precisamente dal 1/8/2013 al 30/9/2013 per l'importo complessivo di euro 37.608,00 IVA inclusa; che con determinazione dirigenziale n. 245 del 8/10/2013, esecutiva ai sensi di legge, è stato disposto il riaffidamento del servizio nelle more del completamento dell'iter amministrativo da definire con CONSIP e comunque entro e non oltre il 31/12/2013; che con determinazione dirigenziale n. 404 del 20/12/2013, esecutiva ai sensi di legge, è stato disposto il riaffidamento del servizio nelle more del completamento della gara di affidamento del servizio per un periodo di mesi tre (3) a partire dal 1/1/2014; che con determinazione dirigenziale n. 198 del 3/4/2014, esecutiva ai sensi di legge, è stato disposto il riaffidamento del servizio nelle more del completamento della gara di affidamento del servizio per un periodo di mesi tre (3) dal 1/4/2014 al 30/6/2014; che i rapporti tra la citata società ed il comune di Trani sono stati formalizzati con contratto Rep. n. 867, n. 868, n. 869 del 24/6/2014".

Lo stralcio della determinazione dirigenziale, come su riportato, evidenzia in modo netto e chiaro la situazione disastrata della (in)efficiente macchina amministrativa. Vorrei fare alcune considerazioni. La prima: per mezzo di questi riaffidamenti, che sono equivalenti a trattative private, sono stati gestiti poco più di 300.00 euro in sedici mesi. La seconda: al momento non risulta bandita alcuna nuova gara, nonostante in alcune determinazioni dirigenziali si facesse riferimento ad uno pseudo completamento della stessa (lo definirei un falso ideologico del dirigente dell'ufficio tecnico che ha sottoscritto quei provvedimenti). La terza: non comprendo come la dirigente della area finanze abbia potuto liquidare le prestazioni prima della sottoscrizione dei contratti che hanno disciplinato un anno e mezzo di appalto, tutti stipulati contemporaneamente (??) in data 24/6/2014. E se non servivano perché sono stati stipulati a sanatoria? La quarta: per poter procedere con tutte questi riaffidamenti/trattative private occorrerebbero dei requisiti che in questo caso non sono tutti rispettati. Infatti elemento cardine della possibilità del riaffidamento è che la ripetizione del servizio sia stata prevista nel bando di gara. Inoltre la facoltà della ripetizione comporta che il costo complessivo stimato dei servizi successivi deve essere compreso per la determinazione del valore globale dell'appalto. Senza questi presupposti la trattativa privata non è legale. Non faccio ulteriori commenti per il momento. Attenderò l'esito di questa gara che ancora non esiste (l'isola che non c'è)».
  • Tommaso Laurora
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