
Politica
Trani 2012, Fabrizio Ferrante non farà passi indietro
«I vertici del Pd decidano sul simbolo, io vado avanti lo stesso». Conferenza stampa nel suo comitato elettorale
Trani - lunedì 12 marzo 2012
22.45
«In questi giorni sto ricevendo fortissime pressioni dall'alto per fare un passo indietro, ma sto ricevendo anche fortissime pressioni dal basso, dai militanti e dalla gente comune, per andare avanti. Siccome ritengo le seconde più vere e giuste delle prime, io non mi fermo. Aspetto che i vertici del Pd assumano delle decisioni ed in tempi rapidi, ma poiché ritengo che la politica sia qualcosa di onesto e che si realizza anche al di fuori delle stanze del potere, annuncio fin da ora la mia intenzione ad andare avanti per essere eletto sindaco della città di Trani». Fabrizio Ferrante convoca la stampa nel suo comitato elettorale e ribadisce di voler tenere barra dritta insieme alla coalizione che lo sta sostenendo.
«Ho deciso di parlare alla luce dei reiterati appelli indirizzati al sottoscritto e giunti da dirigenti del mio partito, alcuni dei quali non hanno assolutamente nulla a che fare col nostro territorio, come ad esempio Losacco. Parlo con assoluta tranquillità e senza imbarazzo, stato d'animo che dovrebbe provare qualcun altro, non certo io. Penso ad esempio alla Mastromauro, oggi così attenta alle dinamiche tranesi e fino a ieri completamente assente dalle vicende del partito, della città e del Paese come dimostra la sua assenza in Parlamento quando si decideva sullo scudo fiscale. Da anni ho intrapreso un percorso politico all'interno di regole a me care ed a cui mi sono sempre attenuto, le regole del Pd, appunto. Oggi c'è chi, disconoscendo quei principi, mi sta chiedendo di disconoscere un'investitura popolare e di vanificare un lavoro partecipativo, svolto da un'intera segreteria. Sono convinto che il Pd di Trani non debba essere asservito a schemi diversi da quelli portati avanti dai suoi militanti in questi anni e perciò attendo con fiducia delle determinazioni da Bari. Detto questo, non piegherò la schiena. Sono un uomo libero, predico libertà e andrò avanti secondo la linea già tracciata».
«Ho deciso di parlare alla luce dei reiterati appelli indirizzati al sottoscritto e giunti da dirigenti del mio partito, alcuni dei quali non hanno assolutamente nulla a che fare col nostro territorio, come ad esempio Losacco. Parlo con assoluta tranquillità e senza imbarazzo, stato d'animo che dovrebbe provare qualcun altro, non certo io. Penso ad esempio alla Mastromauro, oggi così attenta alle dinamiche tranesi e fino a ieri completamente assente dalle vicende del partito, della città e del Paese come dimostra la sua assenza in Parlamento quando si decideva sullo scudo fiscale. Da anni ho intrapreso un percorso politico all'interno di regole a me care ed a cui mi sono sempre attenuto, le regole del Pd, appunto. Oggi c'è chi, disconoscendo quei principi, mi sta chiedendo di disconoscere un'investitura popolare e di vanificare un lavoro partecipativo, svolto da un'intera segreteria. Sono convinto che il Pd di Trani non debba essere asservito a schemi diversi da quelli portati avanti dai suoi militanti in questi anni e perciò attendo con fiducia delle determinazioni da Bari. Detto questo, non piegherò la schiena. Sono un uomo libero, predico libertà e andrò avanti secondo la linea già tracciata».
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