Rifiuti incendiati fra Trani e Barletta
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Trani città ambientalista? I cittadini forse, l’amministrazione no

Lettera in redazione del coordinamento Rifiuti Zero di Trani

Trani tra discarica e cartoniadi: pubblichiamo integralmente la lettera del coordinamento cittadino di Rifiuti Zero. «Trani ha una situazione ambientale caratterizzata da: una raccolta differenziata pari a circa il 16% a fronte di una percentuale minima fissata dalla legge nel 65%. Ha inoltre una discarica che di conseguenza accoglie un quantitativo enorme di rifiuti della città, cui si aggiungono quelli di altri bacini al di fuori del nostro territorio, così come ci viene imposto dalla Regione con proroghe emergenziali che di sei mesi in sei mesi si protraggono da circa due anni, in violazione dei termini prescritti dalla legge. Il che comporta che invece delle 400 tonnellate al giorno di nostri rifiuti, la discarica ne riceve 850, rendendo la sua capacità contenitiva molto prossima all'esaurimento. Nella discarica poi, arrivano i rifiuti organici, il cosiddetto umido, che in barba alle direttive europee e alle prescrizioni normative nazionali e regionali, nel nostro comune non viene differenziato (se non nella piccolissima zona in cui è stata introdotta la raccolta domiciliare a livello sperimentale), e pertanto è conferito insieme alle altre tipologie di rifiuti, senza che vi sia un impianto di compostaggio che permetta di trasformare l'umido da potente fonte di inquinamento, a preziosa risorsa per l'agricoltura.

Sempre nella discarica cittadina manca un impianto di captazione del biogas prodotto dai rifiuti, che quindi lasciato libero di disperdersi in atmosfera, produce inquinamento e alterazioni climatiche. La raccolta differenziata porta a porta, unica modalità di raccolta realmente in grado di incrementare la differenziata a livelli prossimi alle prescrizioni normative in breve tempo, viene effettuata, come già accennato, solo in una piccola zona della città da circa due mesi e per ancora altri due mesi soltanto, stando al progetto originario. La Provincia ha autorizzato altri due centri di stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali a Trani e il depuratore cittadino è sotto sequestro giudiziario perché da tempo versa in mare reflui trattati male o non trattati affatto, con un conseguente inquinamento marino che ogni estate mette a repentaglio la salute dei bagnanti tranesi.

Però in questi giorni apprendiamo con soddisfazione che il Comune di Trani ha vinto le "Cartoniadi", un concorso in cui sei Comuni della Puglia tra le province di Bari e Barletta-Andria-Trani, si sono sfidati nella raccolta di carta e cartoni, dimostrando, così come ha dichiarato compiaciuto il Sindaco Riserbato, che Trani è una città "ambientalista"! In realtà, a parte la fin troppo facile ironia, un fondo di verità in queste parole c'è: una sensibilità ecologica e ambientalista in questa città esiste davvero, non ravvisabile però nell'operato di un'Amministrazione che poco o niente fa per risolvere tutte le problematiche fin qui descritte, ma piuttosto visibile nel comportamento di una gran parte dei cittadini.

La si può trovare nelle mille firme raccolte a sostegno della proposta di legge Rifiuti Zero, nelle 600 cartoline che gli abitanti di Trani hanno inviato al Sindaco (senza peraltro ricevere alcuna risposta) per chiedere l'adesione del Comune alla Strategia Rifiuti Zero, nella risposta positiva alla raccolta differenziata domiciliare, nella partecipazione cospicua alla manifestazione per un mare pulito, nelle 500 firme apposte alla petizione con cui la richiesta per un mare pulito e per coste fruibili è stata presentata all'Assessore all'Ambiente e al Sindaco (anche su questa nessuna risposta ufficiale), nell'attenzione con cui i ragazzi del liceo scientifico, presso il quale il Coordinamento Rifiuti Zero sabato scorso ha presentato la Strategia Rifiuti Zero, hanno ascoltato, hanno posto domande e hanno mostrato di comprendere pienamente la necessità che ci sia un decisivo cambio di rotta nella politica legata all'ambiente.

Tutto questo dimostra che la cittadinanza ha davvero già maturato una coscienza ambientalista. La speranza ora è che a ciò l'Amministrazione sappia dare finalmente adeguata risposta».
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