Giacomo Marinaro
Giacomo Marinaro
Politica

Trani, l'orgoglio di Marinaro: «Identità non in vendita, no ad accordi sottobanco»

Il leader del civismo tranese chiude a destra e sinistra dopo il mancato apparentamento: «Al ballottaggio voto libero e in coscienza. Saremo un'opposizione ferma e rigorosa»

Le urne del primo turno a Trani hanno consegnato una certezza e un grande escluso: la certezza è che il civismo, quando è strutturato, sposta gli equilibri; l'escluso è Giacomo Marinaro che, pur raccogliendo un clamoroso 21,50% (quasi 7.000 voti), è rimasto fuori dal ballottaggio. Nel limbo dei pochi giorni che separano la città dal nome del nuovo Sindaco, tutti gli occhi erano puntati su di lui. La sua conferenza stampa del 1° giugno non è stata però la fiera delle rivendicazioni o delle poltrone: è stata una dichiarazione di assoluta indipendenza politica che rimodella i confini della governabilità futura a Trani.

La genesi di un record: «Una campagna elettorale mattone su mattone»
Davanti a sostenitori e giornalisti, Giacomo Marinaro ha voluto innanzitutto blindare il valore politico del risultato ottenuto. Sotto la sua guida, cinque liste civiche totalmente nuove sono riuscite a competere ad armi pari con le corazzate della politica tradizionale, un exploit mai registrato prima nella storia recente del comune adriatico. «Questo incontro è pieno, soprattutto partecipato, il che non può che continuare a darmi gioia ed emozione. Questa campagna elettorale ha fatto e ha ottenuto il nostro primo e più importante risultato: creare un gruppo di persone capaci e pronte a poter dare un'amministrazione alla nostra amata Trani. Abbiamo fatto una campagna elettorale davvero mattone per mattone; abbiamo camminato, abbiamo incontrato persone, abbiamo ascoltato, ed è stato questo a riempirci di gioia. Vedere tanta stima e tanto affetto crescere di giorno in giorno ed essere arrivati a oltre il 20%, a quasi 7.000 voti — un record assoluto per una coalizione civica a Trani tra i due classici schieramenti — penso sia stato davvero incredibile».

Giacomo Marinaro ha rivendicato con forza la trasparenza del percorso, sottolineando la scelta strategica di rinnovare completamente i simboli per dare un segnale di profonda discontinuità: «Abbiamo presentato alla cittadinanza cinque simboli nuovi a dimostrazione di voler intraprendere un percorso di cambiamento, un percorso che portasse sicuramente l'esperienza accumulata in tanti anni di amministrazione e che quindi rendesse la nostra coalizione pronta dal primo giorno a poter amministrare e a poter dare segnali tangibili alla cittadinanza».

Il retroscena delle trattative: «L'apparentamento fa paura perché è alla luce del sole»
Il passaggio più atteso e politicamente rilevante è stato quello relativo ai "giorni del telefono rovente", ovvero i fitti dialoghi intercorsi con i due schieramenti giunti al ballottaggio. Marinaro ha sollevato il velo sulle trattative, spiegando la differenza tra la sua proposta di trasparenza e le offerte ricevute. «Si è parlato molto di apparentamento in questi giorni. Non so se, essendo una parola diversa, qualcuno l'ha presa come una parolaccia, perché a Trani, guarda caso, non si è mai fatto. Qualcuno si è chiesto il motivo? Forse ci siamo accorti in questa campagna elettorale del perché: fare l'apparentamento vuol dire essere trasparenti, essere presenti, essere davanti a tutti e non nascondere niente. L'apparentamento è questo: fare un accordo alla luce del sole perché non c'è nulla di cui vergognarsi, raggiungendo un'intesa sui programmi e sulla loro realizzazione».

Il leader civico ha confermato di aver avanzato la richiesta di un apparentamento formale che includesse tutte e cinque le liste della sua coalizione, ricevendo però netti rifiuti dettati dal timore dei partiti di perdere seggi in Consiglio Comunale: «Ci sono state interlocuzioni ad altissimi livelli, sia con la sinistra che con il destra. Con il centrosinistra si è provato a fare un certo tipo di ragionamento sulla continuità del lavoro, ma le richieste erano diverse. Con il centrodestra, subito dopo i primi passi sulla richiesta di un apparentamento totale di tutte e cinque le nostre liste, si è passati da parte loro alla proposta di farlo solo con alcune liste ed escluderne altre. Questo fino a quando le segreterie dei partiti hanno frenato, rendendosi conto che avrebbero subito un forte indebolimento della loro composizione interna nel prossimo Consiglio Comunale. A quel punto ci hanno proposto un generico 'accordo politico'. Onestamente, se mi chiedete quale accordo ci abbiano proposto, non lo so perché non l'ho voluto nemmeno ascoltare».

Un retroscena emblematico ha riguardato l'incontro cordiale ma infruttuoso con il candidato sindaco del centrodestra, Angelo Guariello: «Il dottor Guariello è venuto, abbiamo preso un caffè e mi ha detto con molta franchezza: 'Giacomo, lo sai, l'apparentamento mi hanno detto che non è possibile farlo'. Io ho risposto: 'Angelo, con tutto il rispetto, sono contento della tua schiettezza'. Lui si era dimostrato disponibile da subito, ma quando mi è stato confermato che l'apparentamento ufficiale non era sul tavolo, la mia risposta è stata un 'no' secco. Non abbiamo bisogno di accordi di sottobanco. Abbiamo costruito questo risultato con il sacrificio, il sudore, le gambe, le idee e il cuore. E la nostra identità non è in vendita».

Niente mercati di voti: l'appello alla "coscienza" e alla libertà
Rifiutata ogni sponda formale, Marinaro ha rispedito al mittente le speculazioni circolate via chat e social network, dove la sua figura era stata dipinta ora come stampella della destra, ora come ala di riserva della sinistra. Il candidato escluso ha rigettato con sdegno la logica della denigrazione digitale, annunciando anche possibili vie legali: «Utilizzare WhatsApp per denigrare una coalizione e poi, dal vivo, venire a chiedere una mano per il ballottaggio penso sia una delle cose peggiori che un uomo o una donna possano fare. Inventare cattiverie, estrapolare dieci secondi di un'intervista... per fortuna qualche avvocato che lavora per noi ce l'abbiamo e si divertirà».

Sulla scelta del voto per il ballottaggio, la linea è di assoluta neutralità istituzionale: «Bisogna andare a votare, assolutamente. Dobbiamo allontanare lo spettro dell'astensionismo che ogni ballottaggio porta con sé. Ma si deve votare in completa libertà. Siamo cittadini che hanno davvero a cuore la propria città e che nelle urne sapranno trovare al meglio la valutazione su chi riporre la fiducia. Chi vincerà sarà comunque il Sindaco di tutti i cittadini. Chiedo di votare in scienza e coscienza, perché ho estrema fiducia nei tranesi».

Il ruolo a Palazzo Palmieri: un'opposizione che "sa scrivere i provvedimenti"
Il futuro della coalizione civica non sarà quello di un comitato elettorale pronto a sciogliersi. Marinaro ha annunciato che il gruppo manterrà una sede fisica in città e che l'attività politica si sposterà, con lo stesso rigore, sui banchi della minoranza. Non ci sarà spazio per l'ostruzionismo ideologico, ma non si faranno sconti sulla qualità amministrativa. «Noi non indietreggeremo di un millimetro. Se in Consiglio Comunale saranno portati punti all'ordine del giorno a favore della nostra città, ci troveranno a favore. Se questo non dovesse accadere o se i provvedimenti non saranno coerenti con il nostro programma, faremo opposizione. Sarà un'opposizione ferma, rigorosa, fatta sempre con educazione e spirito istituzionale, senza fare la guerra a prescindere perché la città non lo merita».

Inoltre, Marinaro ha voluto lanciare un avvertimento tecnico-politico alla nuova e giovane classe dirigente che si appresta a entrare nel Consiglio Comunale, richiamandola alla sacralità del ruolo pubblico in aperta polemica con la politica spettacolo dei social: «Le urne hanno consegnato un ricambio generoso fra i candidati a consiglieri comunali. Voglio ricordare ai tanti nuovi eletti, da una parte e dall'altra, che un consigliere comunale è un pubblico ufficiale e come tale si deve comportare. Bisogna stare attenti all'utilizzo dei social, bisogna stare attenti a quello che si va a votare, a quello che si va a proporre e soprattutto nei comportamenti quotidiani. Questo è quello che ho fatto da Presidente del Consiglio Comunale e questo farò da consigliere d'opposizione. Noi arriveremo in aula già con i nostri progetti pronti, con le nostre delibere scritte e con mozioni capaci di dare indirizzi precisi. Sì, perché noi sappiamo scrivere oltre il punto».

Il richiamo finale è alla propria storia personale e familiare, ricordando la figura del padre che sedette sugli stessi banchi della minoranza: «Farò l'opposizione nella stessa identica maniera in cui ho fatto il Presidente del Consiglio. Magari recupererò quel posto che è stato ben occupato e per cui ha combattuto mio padre. Mi sveglio la mattina alle sei, mi guardo allo specchio da solo e sono tranquillo. Siamo pronti dal primo giorno». La conferenza stampa di Giacomo Marinaro congela i sogni di chi sperava in un travaso automatico del 21,50% dei voti civici verso l'uno o l'altro sfidante del ballottaggio. Rivendicando la purezza di un consenso pulito e rifiutando lo spacchettamento delle proprie liste o promesse di assessorati "sotto banco", Marinaro si erge a custode di un elettorato d'opinione che non accetta padroni politici né a Bari né a Roma. Dall'08 giugno, chiunque siederà sulla poltrona di Sindaco sa che a Palazzo Palmieri troverà un'opposizione che non farà sconti, forte di settemila tranesi che hanno scelto di non piegarsi alle logiche dei vecchi partiti. La partita per la governance di Trani, di fatto, ricomincia da qui.

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