Vito Branà
Vito Branà
Politica

Trani, tegola sul PNRR: revocati 15 mln. per il Pinqua. L'allarme di Branà (M5S): «Un disastro annunciato»

Il pentastellato durissimo: «Uffici affogati e risorse perse mentre si pagano i progettisti. Il Sindaco doveva avere l'onestà di dirlo alla città»

Mentre la città si gode gli ultimi scampoli di festa, su Palazzo di Città si abbatte una "tegola" amministrativa ed economica di proporzioni enormi. Il Comune di Trani ha perso i finanziamenti per il progetto PINQUA: in fumo ben 15 milioni di euro di fondi PNRR destinati alla riqualificazione delle case popolari e alla creazione di nuovi alloggi nella zona della scuola Petronelli. A lanciare l'allarme, lo fa oggi con un post social, e a scoperchiare il caso è Vito Branà, capogruppo del Movimento 5 Stelle ed ex candidato sindaco nel 2015. La conferma del "disastro" – come lo definisce l'opposizione – arriva nero su bianco dalla Determina Dirigenziale n. 5 dell'Area Segreteria Generale (Ufficio Legale), pubblicata proprio questa mattina, 5 gennaio 2026, all'Albo Pretorio.

La revoca ministeriale e il silenzio dell'Amministrazione. Secondo quanto riportato da Branà, il documento svela un retroscena inquietante: il Ministero aveva già revocato il finanziamento lo scorso 6 novembre, ma la notizia è rimasta sottotraccia fino ad oggi. «Se ci fosse veramente onestà intellettuale e politica, oltre che dei festeggiamenti vari, il Sindaco avrebbe dovuto comunicare alla cittadinanza anche questo», attacca Branà, puntando il dito contro la gestione della comunicazione istituzionale, pronta a celebrare i successi ma silente sulle disfatte strategiche.

L'accusa: «Troppa carne al fuoco». L'analisi politica del capogruppo M5S è spietata e riprende un monito lanciato più volte in Consiglio Comunale: l'errore fatale sarebbe stato quello di voler intercettare «tutti i finanziamenti possibili», finendo per paralizzare la macchina amministrativa. «Questa amministrazione ha voluto "buttarsi" su tutto – spiega Branà – con il risultato di aver affogato gli uffici lavori pubblici e aver pagato fior di parcelle ai progettisti (i veri beneficiari di tutto ciò), con il rischio concreto di perdere i finanziamenti già concessi». Secondo l'esponente pentastellato, sarebbe stato più saggio «concentrarsi su due/tre opere e portarle a termine nel più breve tempo possibile», invece di disperdere energie in una corsa all'oro che ora presenta il conto.

I rischi futuri: non solo Pinqua. La preoccupazione di Branà non si ferma ai 15 milioni del Pinqua. Il timore è che questo sia solo il primo domino a cadere in uno scenario che vede altre opere strategiche in bilico. «Abbiamo delle situazioni incancrenite dove rischiamo di perdere ulteriori finanziamenti con annesse cause legali», avverte il consigliere, citando espressamente la Nuova scuola Papa Giovanni e il Parco ex Angelini. Si tratta di partite da milioni di euro su cui, sottolinea Branà, «abbiamo chiesto anche mutui con Cassa Depositi e Prestiti, quindi soldi dei cittadini di Trani».
L'inizio del 2026 porta dunque con sé un interrogativo pesante sul futuro urbanistico della città: quanti dei sogni disegnati sulla carta del PNRR diventeranno realtà e quanti resteranno debiti e occasioni perse? tl@
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