
Enti locali
«Uffici giudiziari, il Comune si affretti per non rischiare scippi»
Ferrante indica palazzo Beltrani come sede provvisoria. «Stiamo già pagando l'ingiusta sottrazione dell'ospedale»
Trani - lunedì 1 ottobre 2012
18.56
I decreti legislativi 155 e 156, emanati lo scorso 7 settembre, hanno fissato l'accorpamento per 31 tribunali, 31 procure e 220 sedi distaccate di tribunale. Il Tribunale di trani sarebbe, ad oggi, inadeguato e quindi non potrebbe assorbire gli ulteriori carichi di lavoro dei Comuni di Andria, Barletta, Bisceglie, Molfetta,Canosa di Puglia, Minervino Murge,Corato, Ruvo di Puglia, Spinazzola e Terlizzi. Fabrizio Ferrante è estremamente preoccupato: «La questione della carenza di locali e strutture idonee dell'ufficio accorpante di Trani – scrive - è stata sollevata anche dagli Ordini professionali e dagli operatori della giustizia in genere. Il pericolo dell'intasamento, anche fisico, rende di fatto concreto l'aumento dei disservizi da parte degli uffici giudiziari tranesi, con in primis l'aumento della durata dei processi».
Il consigliere comunale d'opposizione ritiene che il Comune in questa fase debba da subito rendersi parte attiva nel riferire sulla disponibilità sia immediata che a medio termine di strutture diverse da quelle oggi utilizzate (la procedura impone il passaggio dall'agenzia del demanio di Bari). «Sia che si parli di cittadella giudiziaria ex novo o di immobili già esistenti da ristrutturare – scrive - il fattore tempo e i disservizi sono le principali armi nelle mani di chi a questo accorpamento si oppone come alcuni operatori e rappresentanti istituzionali di altre città».
«Abbiamo e stiamo pagando l'ingiusta sottrazione dell'ospedale di Trani – conclude Ferrante - e sarebbe paradossale che nel momento in cui ci viene riconosciuta la possibilità di un potenziamento dei servizi della giustizia la città possa farsi trovare impreparata. Certamente nell'immediato strutture tipo palazzo Carcano sono assolutamente insufficienti ed allora, ove possibile, ad esempio palazzo Beltrani, dove sono disponibili subito 3.000 metri quadrati circa, potrebbe rappresentare non certo la soluzione, ma un modo per cominciare, nell'immediato, a dare risposte al nostro territorio. Come anche una seria ristrutturazione di palazzo Gadaleta, che ogni giorno affida alla dea bendata la caduta di calcinacci, ed una sua integrale fruizione diventano, nell'ottica dell'accorpamento, una necessità indifferibile da affrontare non solo con risorse comunali, assolutamente insufficienti, ma con un vero e proprio concorso di più soggetti istituzionali. Credo che l'impegno di tutti possa consentire alla città di cogliere quest' importantissima occasione».
Il consigliere comunale d'opposizione ritiene che il Comune in questa fase debba da subito rendersi parte attiva nel riferire sulla disponibilità sia immediata che a medio termine di strutture diverse da quelle oggi utilizzate (la procedura impone il passaggio dall'agenzia del demanio di Bari). «Sia che si parli di cittadella giudiziaria ex novo o di immobili già esistenti da ristrutturare – scrive - il fattore tempo e i disservizi sono le principali armi nelle mani di chi a questo accorpamento si oppone come alcuni operatori e rappresentanti istituzionali di altre città».
«Abbiamo e stiamo pagando l'ingiusta sottrazione dell'ospedale di Trani – conclude Ferrante - e sarebbe paradossale che nel momento in cui ci viene riconosciuta la possibilità di un potenziamento dei servizi della giustizia la città possa farsi trovare impreparata. Certamente nell'immediato strutture tipo palazzo Carcano sono assolutamente insufficienti ed allora, ove possibile, ad esempio palazzo Beltrani, dove sono disponibili subito 3.000 metri quadrati circa, potrebbe rappresentare non certo la soluzione, ma un modo per cominciare, nell'immediato, a dare risposte al nostro territorio. Come anche una seria ristrutturazione di palazzo Gadaleta, che ogni giorno affida alla dea bendata la caduta di calcinacci, ed una sua integrale fruizione diventano, nell'ottica dell'accorpamento, una necessità indifferibile da affrontare non solo con risorse comunali, assolutamente insufficienti, ma con un vero e proprio concorso di più soggetti istituzionali. Credo che l'impegno di tutti possa consentire alla città di cogliere quest' importantissima occasione».
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