lido Marechiaro
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Attualità

Una Trani senza identità che affonda nelle contraddizioni

Dalle piccole alle grandi delibere sempre sospesi tra ideali ed ambizione

Penso che una delle colpe maggiori di chi ci amministra, ed in generale della gran parte dei rappresentanti istituzionali, sia il fatto di non aver lavorato per dare una precisa identità a Trani. Oltre i peccati, quasi veniali, ma comunque gravi e comuni a tanti altre realtà, della scarsa competenza, della fame di stipendi e di poltrone e dell'analfabetismo istituzionale e amministrativo, c'è il peccato mortale e definitivo della mancanza di decisioni e di scelte precise per fornire un'identità specifica e caratterizzante a questa città.

Dalle piccole alle grandi delibere, siamo sempre sospesi tra visioni ideali, grandi, di ambizioni, spesso irraggiungibili, e realtà miopi, ristrette e contraddittorie. Non si spiega diversamente lo stridore tra la riapertura di polmoni verdi come villa Bini e villa Telesio e la poca attenzione agli aspetti ambientali, con i nodi sempre stretti della discarica Amiu, tra tempi lunghi, burocrazia, poco raccordo con la Regione, inchiesta in corso, perizie da attuare, percolato che potrebbe continuare a dare problemi sia in modo diretto (salute pubblica) sia in modo indiretto (eventuali possibili nuovi nodi giudiziari, stando a voci che filtrano dai Palazzi). Si vuole che la gente goda il verde all'aria aperta ed anche gli aspetti naturalistici della città, per quel poco che ne è rimasto, vista la cementificazione selvaggia, ma poi si lasciano tante incognite aperte proprio sull'aspetto ambientale.

Si vuole la salute dei cittadini coi polmoni verdi e poi ci si fa paraculare bellamente con l'ospedale smontato un pezzo alla volta, fino alla fine, fino al Pronto Soccorso, dopo aver sparato notizie tipo quella del rifacimento del parcheggio (l'apice della presa per il culetto è quella). Così in altri settori: si vogliono i turisti, ma non si lavora per parcheggi e parcometri, anzi, come scrivevamo nelle Pagelle di ieri, si rischia di consegnarsi armi e bagagli ai privati, con prospettiva di depauperamento delle risorse locali.

Si vuole fare cultura alta, di un certo livello (Dialoghi e compagnia bella) poi si viene a sapere che in un Palazzo di proprietà comunale ribattezzato "contenitore culturale",sarebbe stata celebrata la festa di compleanno per i 18 anni di un rampollo di nota famiglia. Ecco perché lo definirono Palazzo multiuso e multiculturale e noi che non lo avevamo capito … Si vuole fare cultura Alta e si snobba la mostra ed il catalogo di Bassi e dell'autrice Lucia Pastore. E ancora, scendendo più in basso: si re- inaugura il depuratore ma molti cittadini in questi giorni (ed il sottoscritto fa pure un sopralluogo e conferma) sentono odori terribili. Qualcuno ipotizza che qualche cisterna durante la "lavorazione" sia rimasta aperta. Speriamo sia solo per quello.

Si pensa di rilanciare il mare come risorsa locale che consenta ai turisti di programmare una villeggiatura vera, di almeno sette giorni, e poi a metà aprile non si vede ombra di lavori di lidi promessi, di piano delle coste, per cui era subentrato un nuovo assessore come Tondolo, presentato come un "fuoriclasse", ma che fino ad ora non ci ha fatto sapere ancora nulla tra nuovi accessi a mare, rivalutazione delle coste e del mare, i vecchi cavalli di battaglia del Di Gregorio oppositore, oggi assessore pure lui.

C'è qualche assessore in quota a personaggi politici naif o assessori che al loro ingresso in giunta qualche mese fa, ci avevano promesso svolte, nuovi corsi, città rilanciata, che dopo qualche "lancio" ( tipo telecamere acchiappa sporcaccioni- poi abbiamo il tredicenne colpito da pallino e non sappiamo chi è stato e le scuole sono ancora senza videocamere-) e dopo qualche post scritto dal galoppino di turno in buon italiano stile tema della maturità - almeno quello … - sono caduti nel silenzio e nell'anonimato più assoluto. Anche qui uno stridore: la tromba squillante per partire, nelle conferenze stampa e nei post da pausa caffè dei galoppini di cui sopra (chiacchiere e palloni per illudere i pochi gonzi rimasti in circolazione, più che altro speranzosi nella solita presa per il culo del posto di lavoro promesso a partire dalla prossima campagna elettorale) poi la marcia funebre, il flauto traverso, anzi floscio.

Come questa città che non è più né carne né pesce: pensa in grande (si fa per dire), almeno sui social e nei comunicati e nelle sempre più surreali conferenze stampa ma vive in piccolo, in un vicolo piccolo borghese e provinciale che tende a deformare la realtà davanti a cittadini sempre più disorientati e fatalisti. Tra politici a caccia di stipendio e soggetti senza né arte né parte, che promettono posti di lavoro (addirittura assessorati) ai pochi gonzi rimasti e si portano dietro famiglie e storie personali da "giro – partiti", da destra a sinistra, da candidatura a candidatura, da assessori in capo a loro senza curriculum, da anime in pena che cercano di sbarcare il lunario. Che vadano alla Caritas la prossima volta, e non si presentino alle elezioni.
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