
Cronaca
«Amnistia, amnistia». Caos nel carcere di Trani
Protestano i detenuti. Hanno sbattuto porte, tavoli, sgabelli ed hanno inveito contro le grate
Trani - giovedì 18 agosto 2011
«Amnistia, amnistia». Durissima protesta dei 370 detenuti attualmente di stanza nel carcere maschile di Trani. Con questo grido, a più riprese nell'arco di due giornate infuocate (15 e 16 agosto), i reclusi hanno creato il caos in via Andria 300.
I detenuti hanno sbattuto porte, tavoli, sgabelli ed hanno inveito contro le grate delle finestre e delle proprie celle utilizzando utensili da cucina e bombolette di gas. Panico per i 15 agenti di polizia penitenziaria che son dovuti intervenire per fermare i facinorosi con non poche difficoltà operative.
La notizia è stata data dal vice segretario nazionale dell'Osapp, Mimmo Mastrulli. Molti i danni arrecati alla struttura, specialmente nel padiglione detentivo Italia (di recente apertura). Alcune delle celle sono state messe a soqquadro: è stata spaccata la pavimentazione e sono state divelte le mattonelle in ceramica. Molti cancelli di sbarramento sono stati resi non funzionanti. Per Mastrulli «questi episodi rappresentano dei fatti gravi ma prevedibili alla luce di quanto sta accadendo in tutta Italia. A Trani la situazione è resa più critica dalla mancanza di un numero sufficiente di agenti. E' impossibile lasciare un penitenziario di 370 detenuti sotto la sorveglianza di appena 15 unità».
I detenuti hanno sbattuto porte, tavoli, sgabelli ed hanno inveito contro le grate delle finestre e delle proprie celle utilizzando utensili da cucina e bombolette di gas. Panico per i 15 agenti di polizia penitenziaria che son dovuti intervenire per fermare i facinorosi con non poche difficoltà operative.
La notizia è stata data dal vice segretario nazionale dell'Osapp, Mimmo Mastrulli. Molti i danni arrecati alla struttura, specialmente nel padiglione detentivo Italia (di recente apertura). Alcune delle celle sono state messe a soqquadro: è stata spaccata la pavimentazione e sono state divelte le mattonelle in ceramica. Molti cancelli di sbarramento sono stati resi non funzionanti. Per Mastrulli «questi episodi rappresentano dei fatti gravi ma prevedibili alla luce di quanto sta accadendo in tutta Italia. A Trani la situazione è resa più critica dalla mancanza di un numero sufficiente di agenti. E' impossibile lasciare un penitenziario di 370 detenuti sotto la sorveglianza di appena 15 unità».
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