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Enti locali
Caso ospedale, se n’è discusso in Prefettura
Regione come sempre assente dai nostri problemi. Intanto il comitato L328 si prepara per il corteo cittadino: partenza alle 9 dal Comune
Trani - mercoledì 27 febbraio 2013
15.46
La semplice sospensione da parte della Asl Bat delle delibere attuative del piano di riordino sanitario regionale viene letta e recepita dal neo costituito comitato L328 come una pura azione strumentale, priva di risvolti positivi a tutela del diritto alla salute dei cittadini tranesi. Il comitato chiede che non ci sia sospensione, ma revoca delle stesse delibere della Asl Bat al fine di poter rivedere e ridiscutere il piano di riordino ospedaliero regionale. Per questo motivo, domani mattina il comitato si prepara ad una nuova marcia sul San Nicola Pellegrino. Partenza alle 9 dal Comune, diretti verso l'ospedale che sarà pacificamente occupato. Al corteo hanno già aderito anche le autorità cittadine.
Intanto si apprende che il caso ospedale è approdato all'attenzione del prefetto Carlo Sessa che, recependo la richiesta del sindaco, Gigi Riserbato, ha convocato nei giorni scorsi il gruppo di allarme sociale. Alla riunione, oltre al prefetto della Bat ed al sindaco di Trani, hanno partecipato anche il direttore generale della Asl, Giovanni Gorgoni, il presidente della Bat, Francesco Ventola, ed Antonio Savasta, in rappresentanza del procuratore capo del tribunale di Trani. Assente all'incontro, come sempre, la Regione Puglia, la qual cosa è stata stigmatizzata dallo stesso prefetto.
Sarà un caso, ma in concidenza con la convocazione del gruppo di allarme sociale, la Asl ha deliberato la sospensione dei provvedimenti che, per l'ospedale di Trani, avrebbero comportato, serie ripercussioni. Secondo quanto stabilito dal piano, il nosocomio cittadino avrebbe perso l'unità operativa di urologia e quella di cardiologia (avviate a Bisceglie) ed ematologia (destinata a Barletta). Inoltre i servizi di patologia clinica, radiodiagnostica, anestesia e rianimazione, medicina e chirurgia d'accettazione e d'emergenza, farmacia ospedaliera, nonché la direzione medica di presidio sarebbero diventate articolazioni delle rispettive unità operative dell'ospedale di Bisceglie.
Intanto si apprende che il caso ospedale è approdato all'attenzione del prefetto Carlo Sessa che, recependo la richiesta del sindaco, Gigi Riserbato, ha convocato nei giorni scorsi il gruppo di allarme sociale. Alla riunione, oltre al prefetto della Bat ed al sindaco di Trani, hanno partecipato anche il direttore generale della Asl, Giovanni Gorgoni, il presidente della Bat, Francesco Ventola, ed Antonio Savasta, in rappresentanza del procuratore capo del tribunale di Trani. Assente all'incontro, come sempre, la Regione Puglia, la qual cosa è stata stigmatizzata dallo stesso prefetto.
Sarà un caso, ma in concidenza con la convocazione del gruppo di allarme sociale, la Asl ha deliberato la sospensione dei provvedimenti che, per l'ospedale di Trani, avrebbero comportato, serie ripercussioni. Secondo quanto stabilito dal piano, il nosocomio cittadino avrebbe perso l'unità operativa di urologia e quella di cardiologia (avviate a Bisceglie) ed ematologia (destinata a Barletta). Inoltre i servizi di patologia clinica, radiodiagnostica, anestesia e rianimazione, medicina e chirurgia d'accettazione e d'emergenza, farmacia ospedaliera, nonché la direzione medica di presidio sarebbero diventate articolazioni delle rispettive unità operative dell'ospedale di Bisceglie.
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