Manifestazione Cgil
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Enti locali

Cgil Bat sul nuovo assetto delle struttura Asl

Non condivisa la scelta di accorpare dipartimenti afferenti a settori diversi

Luigi Manzano, presidente generale della Fp Cgil Bat è intervenuto sulla delibera Asl provinciale sull'assetto organizzativo delle strutture. Le osservazioni del sindacato hanno trovato riscontro in sede regionale.

«Lo scorso mese di ottobre - scrive in una nota stampa - abbiamo inoltrato alla Direzione Generale della Asl di Barletta – Andria – Trani ed all'assessore regionale alla salute della Regione Puglia alcune osservazioni in merito alla delibera n. 1445/2014 sulla rimodulazione dell'assetto organizzativo delle strutture (complesse, a valenza dipartimentale e semplici) a partire dal primo novembre. Avevamo sottolineato, in particolare, alcune evidenti contraddizioni contenute nell'atto chiedendone correzione e riscontro, tenuto conto delle reali esigenze e dei bisogni di salute dei cittadini del nostro territorio. Ritenendo che l'attuazione di quanto deliberato dalla Asl Bat non può garantire valore alle professionalità presenti in azienda rispetto alla reale corrispondenza tra livelli di responsabilità professionale realmente ricoperti e quelli riconosciuti, abbiamo richiesto il ripristino di una proposta che fosse in linea con le regole e norme legislative esistenti e che guardasse al miglioramento dei servizi ed alla qualità delle prestazioni».

«Vero è - prosegue - che dalla deliberazione si evince che la proposta della Asl è stata sottoposta alle organizzazioni sindacali nel corso di ben 7 delegazioni trattanti ma si omette di dire che l'atto deliberativo doveva rispondere esclusivamente a conti ragionieristici (seppur dettati dalla normativa regionale dovuta alla pregressa situazione in cui la Regione Puglia si trovava in "piano di rientro" all'epoca dell'approvazione stessa delle deliberazioni regionali di riferimento n. 1388/2011 e 3008/2012, imposte dal governo nazionale che continua a tagliare le spese per i servizi pubblici e per la salute dei cittadini, non proroga i Ccnl dei Lavoratori dei servizi pubblici e del Pubblico Impiego) e non invece, a garantire, un migliore ed innovato funzionamento delle strutture organizzative dell'azienda, a tutela delle professionalità presenti ed al soddisfacimento del bisogno di salute della popolazione di una Provincia che è già stata fortemente penalizzata da passati e recenti provvedimenti governativi, nazionali e regionali, in tema di rispetto degli indici e standard di posti letto previsti per abitanti del territorio, deroga e autorizzazione della spesa per le assunzioni di personale, ecc. La Fp Cgil Bat ha colto con favore la nota regionale del 19 novembre scorso a riscontro delle richieste sindacali nella quale la Regione, evidentemente ritenendo fondate le osservazioni del sindacato, invita il Direttore Generale dell' Asl Bat a voler provvedere alla rimodulazione dell'assetto organizzativo aziendale con propri atti deliberativi ma rivedendo alcune delle osservazioni rilevate dal sindacato rispetto alla deliberazione n. 1445/2014 ed in particolare richiamando lo stesso all'osservanza delle norme e leggi regionali di riferimento».

Queste le richieste del sindacato: «Non è possibile accorpare due Dipartimenti territoriali previsti e disciplinati da specifiche leggi regionali quali il Dipartimento Salute Mentale (DSM) ed il Dipartimento Dipendenze Patologiche (DDP); non si comprende l'accorpamento del cosiddetto "Dipartimento Territoriale" con il Dipartimento della Riabilitazione che invece è disciplinato con recente Regolamento regionale n. 6 del 4.3.2013; non si comprende l'opportunità di costituire due ulteriori dipartimenti e precisamente quello delle Tecnostrutture e Servizi Direzionali, perché non previsti dalla vigente normativa, ecc. Chiediamo, inoltre, di tener conto della particolarità del nostro territorio provinciale che, allo stato attuale, non è stato adeguatamente considerato al pari di altri territori provinciali pugliesi, in termini di tutela e soddisfazione del bisogno di salute dei cittadini partendo, per esempio, da un incremento dei posti letto nel rispetto degli standard nazionali previsti, potenziando le dotazioni organiche mediante nuove assunzioni a tempo indeterminato, rafforzando i servizi territoriali e di medicina preventiva e riabilitativa territoriale (Penitenziaria e Pronto Soccorsi compresi, Hospice, ecc…) in alternativa alla chiusura ed alla riconversione degli ospedali. È necessario ridurre le liste di attesa e la mobilità passiva, quindi i viaggi della speranza verso altre Asl pugliesi o verso altre Regioni. Attendiamo risposte, e speriamo che vadano nella direzione della salvaguardia dei servizi pubblici, a favore del lavoro pubblico e quindi a favore dei cittadini».
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