
Attualità
Classifica qualità della vita, BAT 105esima: le opinioni di tre giovani del territorio
In testa alla classifica ci sono tante città del Nord Italia
Trani - sabato 6 giugno 2026
Il Sole 24 Ore ha pubblicato la classifica sulla qualità della vita per fasce d'età tra i 15 e i 35 anni. La graduatoria è stabilita sulla base di 20 indicatori diversi, che misurano l'accessibilità ai servizi, le opportunità lavorative e di studio, le condizioni di vita, le relazioni, il benessere sociale, il livello di istruzione, le abitazioni (canone di locazione, acquisto case), le aree sportive, il quoziente di nuzialità, il quoziente di natalità, spettacoli, concerti ed eventi locali, sicurezza, ecc.
L'indice della qualità della vita dei giovani è composto da 20 indicatori. Per ciascun indicatore, mille punti vengono assegnati alla provincia con il valore migliore e zero punti a quella con il valore peggiore. Il punteggio delle altre province si distribuisce in funzione della distanza rispetto agli estremi (1000 e 0).
L'indice sintetico finale è dato dalla media dei punteggi ottenuti nei 20 indicatori di riferimento, ciascuno pesato in modo uguale agli altri. Le province con dati mancanti sono state ricavate in base ai dati medi nazionali o ai dati delle province limitrofe. (fonte: https://lab24.ilsole24ore.com/qualita-della-vita-generazioni/giovani/)
In testa alla classifica ci sono tante città del Nord Italia, mentre il capoluogo Barletta-Andria-Trani scende rovinosamente al 105° posto, risultando tra le ultime posizioni della graduatoria. Abbiamo sentito le opinioni di alcuni giovani abitanti della provincia, uno per ciascuna delle tre città del capoluogo.
GIANLUCA, 29 ANNI. BARLETTA
«Penso che essere giovani nel 2026 non sia semplice. Da un lato, i ragazzi hanno molte più opportunità rispetto al passato: possono studiare, informarsi e comunicare con il mondo intero grazie alla tecnologia. Dall'altro lato, però, devono affrontare molte pressioni e aspettative che spesso li fanno sentire insicuri sul proprio futuro. Ritengo anche che oggi sia più difficile immaginare il futuro con serenità. Le preoccupazioni economiche, i cambiamenti climatici e l'incertezza del lavoro possono generare ansia.
Nonostante questo, vedo nei giovani una grande forza: la capacità di adattarsi, di imparare rapidamente e di impegnarsi per migliorare la società. Per questo motivo penso che la cosa più importante sia non smettere di credere nei propri sogni e nelle proprie capacità. Gli errori e le difficoltà fanno parte della crescita e non devono essere considerati fallimenti, ma occasioni per imparare. Solo attraverso l'impegno, la determinazione e la fiducia in sé stessi i giovani possono costruire il proprio futuro e contribuire a rendere il mondo un posto migliore!»
ELIA, 26 ANNI. TRANI
«Secondo me la posizione della BAT in questa classifica è dura da vedere, però non posso dire che sia completamente lontana dalla realtà. Fa male leggere la nostra provincia così in basso, soprattutto perché chi vive qui conosce anche il lato bello di Trani e del territorio: il mare, il centro storico, una dimensione più tranquilla rispetto alle grandi città, i rapporti umani, le abitudini, il senso di casa.
Però, se parliamo di qualità della vita per i giovani, bisogna essere onesti: la bellezza del posto non basta.
Oggi la BAT viene vista spesso soprattutto come un luogo di divertimento estivo. D'estate arrivano forestieri, turisti, ragazzi dai paesi vicini, gente che viene per il mare, per i locali, per una serata, per qualche evento o per passare qualche giorno. Da fuori può sembrare un territorio vivo, pieno di movimento, locali e possibilità. Però per noi che ci viviamo tutto l'anno la percezione è diversa.
Città come Firenze, Trento, Bologna, Roma o Milano offrono molto di più, non solo dal punto di vista universitario o lavorativo, ma anche come qualità della vita, esperienze, stimoli, eventi, cultura, relazioni e crescita personale. Invece nella provincia non c'è una vera vita universitaria, non ci sono gli stessi spazi, gli stessi stimoli, la stessa idea di possibilità che trovi in città più grandi e meglio organizzate. Questo fa capire che la nostra provincia non riesce ancora a essere autonoma dal punto di vista culturale, sociale e ricreativo. Ci sono eventi, certo, ma spesso sono concentrati in estate o legati a iniziative isolate. Manca una programmazione continua, viva, pensata davvero anche per i giovani del posto.
Secondo me quindi la classifica rispecchia abbastanza la realtà, anche se non racconta tutto. Non racconta il legame che abbiamo con questi posti, la bellezza di Trani, il mare, la tranquillità, alcune relazioni umane che nelle grandi città spesso si perdono. Però racconta bene una cosa: per un giovane, qui, costruire qualcosa è più difficile.
La sensazione è che nella BAT si viva bene soprattutto se hai già una base: una famiglia, una casa, un'attività, una rete di conoscenze. Se invece sei un ragazzo che deve costruire tutto da zero, studiare, lavorare, fare esperienze, crescere e trovare una strada propria, allora diventa molto più complicato.
Per migliorare servirebbe una visione diversa: non pensare alla BAT solo come un territorio da riempire d'estate, ma come un posto in cui i giovani possano scegliere di restare anche d'inverno. Servirebbero lavoro qualificato, collegamenti migliori, spazi culturali, eventi continuativi, sport accessibile, servizi per il tempo libero, politiche giovanili vere e una maggiore attenzione alla formazione.
La classifica non è solo un numero, ma diventa il riflesso di una realtà che chi vive qui conosce bene. 1° posto alla bellezza, 105° per il futuro»
SARA, 23 ANNI. ANDRIA
«Forse sono controcorrente rispetto ai dati della graduatoria e all'opinione dei miei coetanei, ma penso che il terzultimo posto non rispecchi del tutto la realtà. Ovviamente i dati parlano e sono oggettivi.
La BAT è un territorio abbastanza lasciato a sé stesso. Tutto ciò che esiste e sopravvive è grazie e in mano ai privati, principalmente. Le istituzioni sono sempre lontane, nonostante percepisco un tentativo di avvicinamento, perlomeno ai giovani.
È vero, la situazione è difficile in tutti i campi, i pensieri rivolti al futuro non sono per nulla nitidi, le incertezze sono molteplici. Tutti gli indici analizzati da "Il Sole 24 Ore" sono concatenati tra loro, quindi se uno decresce o aumenta, lo fanno anche gli altri in modo abbastanza proporzionale. Basterebbe lavorare su alcuni di essi in modo tale che anche gli altri migliorino. Vorrei rimanere positiva e sperare che il 105° posto sia solo un ricordo il prossimo anno.»
L'indice della qualità della vita dei giovani è composto da 20 indicatori. Per ciascun indicatore, mille punti vengono assegnati alla provincia con il valore migliore e zero punti a quella con il valore peggiore. Il punteggio delle altre province si distribuisce in funzione della distanza rispetto agli estremi (1000 e 0).
L'indice sintetico finale è dato dalla media dei punteggi ottenuti nei 20 indicatori di riferimento, ciascuno pesato in modo uguale agli altri. Le province con dati mancanti sono state ricavate in base ai dati medi nazionali o ai dati delle province limitrofe. (fonte: https://lab24.ilsole24ore.com/qualita-della-vita-generazioni/giovani/)
In testa alla classifica ci sono tante città del Nord Italia, mentre il capoluogo Barletta-Andria-Trani scende rovinosamente al 105° posto, risultando tra le ultime posizioni della graduatoria. Abbiamo sentito le opinioni di alcuni giovani abitanti della provincia, uno per ciascuna delle tre città del capoluogo.
GIANLUCA, 29 ANNI. BARLETTA
«Penso che essere giovani nel 2026 non sia semplice. Da un lato, i ragazzi hanno molte più opportunità rispetto al passato: possono studiare, informarsi e comunicare con il mondo intero grazie alla tecnologia. Dall'altro lato, però, devono affrontare molte pressioni e aspettative che spesso li fanno sentire insicuri sul proprio futuro. Ritengo anche che oggi sia più difficile immaginare il futuro con serenità. Le preoccupazioni economiche, i cambiamenti climatici e l'incertezza del lavoro possono generare ansia.
Nonostante questo, vedo nei giovani una grande forza: la capacità di adattarsi, di imparare rapidamente e di impegnarsi per migliorare la società. Per questo motivo penso che la cosa più importante sia non smettere di credere nei propri sogni e nelle proprie capacità. Gli errori e le difficoltà fanno parte della crescita e non devono essere considerati fallimenti, ma occasioni per imparare. Solo attraverso l'impegno, la determinazione e la fiducia in sé stessi i giovani possono costruire il proprio futuro e contribuire a rendere il mondo un posto migliore!»
ELIA, 26 ANNI. TRANI
«Secondo me la posizione della BAT in questa classifica è dura da vedere, però non posso dire che sia completamente lontana dalla realtà. Fa male leggere la nostra provincia così in basso, soprattutto perché chi vive qui conosce anche il lato bello di Trani e del territorio: il mare, il centro storico, una dimensione più tranquilla rispetto alle grandi città, i rapporti umani, le abitudini, il senso di casa.
Però, se parliamo di qualità della vita per i giovani, bisogna essere onesti: la bellezza del posto non basta.
Oggi la BAT viene vista spesso soprattutto come un luogo di divertimento estivo. D'estate arrivano forestieri, turisti, ragazzi dai paesi vicini, gente che viene per il mare, per i locali, per una serata, per qualche evento o per passare qualche giorno. Da fuori può sembrare un territorio vivo, pieno di movimento, locali e possibilità. Però per noi che ci viviamo tutto l'anno la percezione è diversa.
Città come Firenze, Trento, Bologna, Roma o Milano offrono molto di più, non solo dal punto di vista universitario o lavorativo, ma anche come qualità della vita, esperienze, stimoli, eventi, cultura, relazioni e crescita personale. Invece nella provincia non c'è una vera vita universitaria, non ci sono gli stessi spazi, gli stessi stimoli, la stessa idea di possibilità che trovi in città più grandi e meglio organizzate. Questo fa capire che la nostra provincia non riesce ancora a essere autonoma dal punto di vista culturale, sociale e ricreativo. Ci sono eventi, certo, ma spesso sono concentrati in estate o legati a iniziative isolate. Manca una programmazione continua, viva, pensata davvero anche per i giovani del posto.
Secondo me quindi la classifica rispecchia abbastanza la realtà, anche se non racconta tutto. Non racconta il legame che abbiamo con questi posti, la bellezza di Trani, il mare, la tranquillità, alcune relazioni umane che nelle grandi città spesso si perdono. Però racconta bene una cosa: per un giovane, qui, costruire qualcosa è più difficile.
La sensazione è che nella BAT si viva bene soprattutto se hai già una base: una famiglia, una casa, un'attività, una rete di conoscenze. Se invece sei un ragazzo che deve costruire tutto da zero, studiare, lavorare, fare esperienze, crescere e trovare una strada propria, allora diventa molto più complicato.
Per migliorare servirebbe una visione diversa: non pensare alla BAT solo come un territorio da riempire d'estate, ma come un posto in cui i giovani possano scegliere di restare anche d'inverno. Servirebbero lavoro qualificato, collegamenti migliori, spazi culturali, eventi continuativi, sport accessibile, servizi per il tempo libero, politiche giovanili vere e una maggiore attenzione alla formazione.
La classifica non è solo un numero, ma diventa il riflesso di una realtà che chi vive qui conosce bene. 1° posto alla bellezza, 105° per il futuro»
SARA, 23 ANNI. ANDRIA
«Forse sono controcorrente rispetto ai dati della graduatoria e all'opinione dei miei coetanei, ma penso che il terzultimo posto non rispecchi del tutto la realtà. Ovviamente i dati parlano e sono oggettivi.
La BAT è un territorio abbastanza lasciato a sé stesso. Tutto ciò che esiste e sopravvive è grazie e in mano ai privati, principalmente. Le istituzioni sono sempre lontane, nonostante percepisco un tentativo di avvicinamento, perlomeno ai giovani.
È vero, la situazione è difficile in tutti i campi, i pensieri rivolti al futuro non sono per nulla nitidi, le incertezze sono molteplici. Tutti gli indici analizzati da "Il Sole 24 Ore" sono concatenati tra loro, quindi se uno decresce o aumenta, lo fanno anche gli altri in modo abbastanza proporzionale. Basterebbe lavorare su alcuni di essi in modo tale che anche gli altri migliorino. Vorrei rimanere positiva e sperare che il 105° posto sia solo un ricordo il prossimo anno.»
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