rifiuti sul porto
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Vita di città

Conferimento rifiuti, i locali del porto propongono il nuovo piano regolatore

Sanzioni e maggiori controlli nella somministrazione di alcolici

Isole ecologiche centralizzate per la raccolta differenziata, lavaggi più frequenti dell'area portuale e regole più certe per la vendita di bevande alcoliche. Sono in tutto 15 le richieste avanzate da Confesercenti Bat e Confocommercio Imprese per l'Italia di Trani per i locali del porto di Trani, così come emerso una riunione svoltasi lo scorso 22 settembre i presidenti di Confersecenti Bat, Acquaviva e di Confocommercio Imprese, Caffarella, insieme con il coordinatore Confesercenti di Trani, Perna.

La prima proposta prevede - come si legge nel documento inoltrato al sindaco Bottaro, all'assessore alla Polizia Urbana, Di Michele, all'assessore alle attività produttive, Bologna, al comandante dei Vigili Urbani, Cuocci, e alla dirigente Asl, Albrizio - «l'individuazione di almeno due aree, baricentriche rispetto al bacino portuale, dove, a cura degli esercenti, con proprio personale, poter conferire i rifiuti in differenziata oltre chiaramente al pieno funzionamento, se possibile h 24, dell'isola ecologica cui poter comunque sempre conferire i rifiuti in forma differenziata». La seconda invece «l'istituzione di una "tessera punti" che possa, raggiungendo determinati punteggi, premiare coloro i quali conferiscono i rifiuti in differenziata (vetro, plastica, alluminio, carta, cartone, polistirolo, ecc) con sconti in bolletta a fine anno». E ancora la necessità di provvedere «ad altri punti di raccolta rifiuti in forma differenziata in altre zone del centro storico» e aumentare a quattro i passaggi giornalieri per la raccolta dell'umido per la stagione primaverile estiva, tre per quella invernale, uno per quella differenziata.

Altro tema toccato è quello dell'igiene: le categorie propongono che venga effettuato «per il bacino portuale un lavaggio frequentissimo di sola acqua, quantomeno per rinfrescare l'area e, per quanto possibile, rimuovere polvere ed un minimo di detriti presenti sulle strade dell'area portuale». Stesso discorso vale per il porticato di via Statuti Marittimi (con adeguata cartellonistica che avvisi gli esercenti di tenere sgombra la zona) e anche per altri ambienti urbani, «quantomeno quelli centrali e più frequentati, ove vi sono porticati, oltre alla galleria di piazza della Repubblica/via Moro». Ancora, gli esercenti hanno chiesto d'intervenire sul piano informativo e cioè «rivedere ed aggiornare gli opuscoli predisposti da Amiu, non esaustivi in alcuni passaggi informativi» e organizzare alcune giornate formative sulla raccolta differenziata.

Precisa la regolamentazione proposta sulla vendita di bibite d'asporto in lattine: gli esercenti del porto, rifuggendo assolutamente dalla proposta di vietarne la vendita dopo le ore 20, propongono di predisporre sanzioni severe per i consumatori che non rispettino un'eventuale ordinanza del sindaco che preveda che i clienti a consumino sul posto le bibite in vetro/lattina e ad utilizzino gli appositi contenitori per riporre il vuoto e di un maggior controllo da parte delle Forze dell'Ordine «agli esercizi di distribuzione automatica di bibite ed alimenti (i cosiddetti h24), ai supermercati ed agli esercizi di vendita di generi alimentari nei quali è possibile acquistare (in estate anche fino alle ore 23.00) bibite, bevande, birre ed anche superalcolici (no h24)».

Ravvisata la necessità di regolamentare anche pizzerie, panetterie e gastronomie dove vengono vendute anche le bevande (vietato per le pizzerie artigianali, spesso dotate di distributori automatici per aggirare la norma) che andrebbero comunque portate via, insieme al prodotto da forno, per consumarle a domicilio. A tal proposito si specifica nel documento che anche «a seguito del processo di liberalizzazione in atto, la differenza tra un pubblico esercizio di somministrazione di alimenti e bevande ed uno di vendita al dettaglio e/o di attività artigianale, è molto sottile e spesso considerata una pura formalità, dimenticandone i risvolti di carattere igienico sanitario (oltreché fiscale/tributario/previdenziale, ecc.) e di predisposizione idonea e congrua dei locali e degli ambienti in cui vengono svolte le varie diverse tipologie di attività».

C'è poi l'esigenza di «concordare con la Asl Bat un piano di posizionamento dei bidoni per la raccolta differenziata, sia all'esterno che all'interno degli esercizi pubblici, nonché prevedere, con apposito provvedimento amministrativo, la possibilità di esentare l'occupazione di suolo pubblico effettuata da tali bidoni, meglio se camuffati da apposti contenitori/mobiletti, esteticamente più accettabili rispetto ai citati bidoni». L'ultimo punto riguarda la questione sicurezza, con un piano di intervento delle forze dell'ordine nelle aree a maggior rischio (per presidiarle almeno nelle ore di maggior affollamento), insieme ad un sistema di videosorveglianza urbano su cui poter innescare i sistemi di videosorveglianza degli esercenti. Utile potrebbe essere, infine, anche controllare i codici fiscali inseriti nelle macchine di distribuzione delle bevande degli h24.
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