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Cronaca
Di male in peggio: sassaiole sui passanti e le auto dal boschetto della villa
Le denunce su alcuni post delle vittime che passeggiavano sul lungomare
Trani - venerdì 6 maggio 2022
10.03
Non è proprio il caso di chiamarle bravate di giovani: ci sono mine vaganti, purtroppo sempre più diffuse nella nostra città, che ora lanciano i sassi con le fionde ai passanti e alle automobili.
L'ultimo episodio ieri poco dopo le 21, coperti dalle ombre della sera e del folto del boschetto. Una delle vittime scrive sulla propria pagina: "Dopo essere stata sfiorata da un sasso di almeno 5 cm vengo raggiunta, e per fortuna non colpita, da una vera e propria pioggia di pietre".
La raffica di sassi è poi continuata, accompagnata dal vociare di giovanissimi che, coperti dal folto del boschetto e avendo scoperto l'uso incivile di un arma antica per trascorrere del tempo vuoto, non si preoccupano minimamente che quel gioco stupido può ferire, anche a morte: un sasso lanciato con una fionda è un vero e proprio proiettile, che, raggiunta la testa o gli occhi, può fare davvero del male.
Il tiro al bersaglio, anche di automobili in transito su quel tratto di lungomare, è stato prontamente denunciato alla polizia dalla vittima che commenta: "Non voglio fare considerazioni sul vuoto valoriale di questa generazione di ipodotati mentali, ma qualche domanda sulla gestione della sicurezza a Trani sarebbe il caso che qualcuno se la facesse". E ai furti delle auto, negli appartamenti, agli arredi pubblici vandalizzati ora si aggiunge il tiro al bersaglio con fionda.
Sia ben chiaro, non c'è alcuna differenza tra questi giovinastri e quelli che anni fa provocarono la morte di diverse persone lanciando i sassi dai ponti delle autostrade.
Aspettiamo le prime vittime ferite, magari tra i bambini, magari mentre chiedono di salire sulle giostrine?
Un'altra osservazione: in quel gioiello di Villa Comunale, orgoglio della città ma che evidentemente Trani non merita, proprio quella parte del boschetto - famigerata da sempre davvero come una terra di nessuno in balia di sporcizia, teppisti, tossici e gioventù bruciata che ieri sera ha preso a sassate i passanti e le auto - attende da decenni di essere illuminata, riqualificata, valorizzata, compreso quel piccolo anfiteatro che chiede di vivere di teatro, musica, cinema all'aperto.
Là dove c'è l'abbandono, è lì che il degrado si nutre e prolifera. E di abbandoni e inefficienze, vista la situazione tranese relativa alla sicurezza che vacilla ormai ovunque, ne stanno emergendo sempre di più.
E l'abbandono non è solo di un bel giardino nel centro della città: è nella incapacità di riempire gli spazi vuoti di una comunità che presenta conti sempre più salati con questi risultati. È un fatto generale, nazionale, mondiale? Certo, ma non è un'attenuante: le ripartenze da qualche parte devono cominciare, e Trani con la sua storia, le risorse inutilizzate, sprecate, i tanti giovani di valore, potrebbe anche ambire a diventare, da modello di disagio e criminalità, come sta avvenendo, a modello di recupero.e rinascita.
L'ultimo episodio ieri poco dopo le 21, coperti dalle ombre della sera e del folto del boschetto. Una delle vittime scrive sulla propria pagina: "Dopo essere stata sfiorata da un sasso di almeno 5 cm vengo raggiunta, e per fortuna non colpita, da una vera e propria pioggia di pietre".
La raffica di sassi è poi continuata, accompagnata dal vociare di giovanissimi che, coperti dal folto del boschetto e avendo scoperto l'uso incivile di un arma antica per trascorrere del tempo vuoto, non si preoccupano minimamente che quel gioco stupido può ferire, anche a morte: un sasso lanciato con una fionda è un vero e proprio proiettile, che, raggiunta la testa o gli occhi, può fare davvero del male.
Il tiro al bersaglio, anche di automobili in transito su quel tratto di lungomare, è stato prontamente denunciato alla polizia dalla vittima che commenta: "Non voglio fare considerazioni sul vuoto valoriale di questa generazione di ipodotati mentali, ma qualche domanda sulla gestione della sicurezza a Trani sarebbe il caso che qualcuno se la facesse". E ai furti delle auto, negli appartamenti, agli arredi pubblici vandalizzati ora si aggiunge il tiro al bersaglio con fionda.
Sia ben chiaro, non c'è alcuna differenza tra questi giovinastri e quelli che anni fa provocarono la morte di diverse persone lanciando i sassi dai ponti delle autostrade.
Aspettiamo le prime vittime ferite, magari tra i bambini, magari mentre chiedono di salire sulle giostrine?
Un'altra osservazione: in quel gioiello di Villa Comunale, orgoglio della città ma che evidentemente Trani non merita, proprio quella parte del boschetto - famigerata da sempre davvero come una terra di nessuno in balia di sporcizia, teppisti, tossici e gioventù bruciata che ieri sera ha preso a sassate i passanti e le auto - attende da decenni di essere illuminata, riqualificata, valorizzata, compreso quel piccolo anfiteatro che chiede di vivere di teatro, musica, cinema all'aperto.
Là dove c'è l'abbandono, è lì che il degrado si nutre e prolifera. E di abbandoni e inefficienze, vista la situazione tranese relativa alla sicurezza che vacilla ormai ovunque, ne stanno emergendo sempre di più.
E l'abbandono non è solo di un bel giardino nel centro della città: è nella incapacità di riempire gli spazi vuoti di una comunità che presenta conti sempre più salati con questi risultati. È un fatto generale, nazionale, mondiale? Certo, ma non è un'attenuante: le ripartenze da qualche parte devono cominciare, e Trani con la sua storia, le risorse inutilizzate, sprecate, i tanti giovani di valore, potrebbe anche ambire a diventare, da modello di disagio e criminalità, come sta avvenendo, a modello di recupero.e rinascita.
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