Flash mob in Piazza della Repubblica
Flash mob in Piazza della Repubblica
Scuola e Lavoro

Docenti in piazza per un flash mob contro DDL sulla riforma scolastica

Ieri, tanti lumini rossi per simboleggiare la morte della scuola pubblica

«La scuola statale è in lutto. La scuola statale è un patrimonio nazionale da difendere». Così recitava lo slogan del flash mob svoltosi ieri sera in Piazza della Repubblica dove docenti della scuola pubblica e personale Ata si sono dato appuntamento per manifestare il proprio dissenso contro il Disegno di Legge sulla riforma della scuola. Di innovativo, però, a detta degli interessati, il decreto non avrebbe proprio nulla perché andrebbe, anzi, a segnare un arretramento complessivo dell'idea di scuola così come intesa nella Costituzione.

In particolar modo sono cinque le questioni che i partecipanti controbattono, come ci spiega Marco Galiano, rappresentante della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil Bat, nonché docente presso il 2° circolo didattico "Mons. Petronelli" di Trani. Il primo riguarda la delega al governo: «Su tutti i temi in discussione nel disegno di legge (più molti altri, 13 in tutto) il Governo chiede al Parlamento una delega a legiferare. La scuola verrà stravolta senza che il Parlamento potrà dir nulla a riguardo, ci saranno una moltitudine di decreti legislativi su ogni tema: dal reclutamento e abilitazione degli insegnanti ai dirigenti scolastici, dalla revisione degli organi collegiali all'istruzione professionale sino alla ridefinizione del valore della scuola dell'infanzia e degli esami di Stato. La sovranità (che appartiene al popolo, secondo la Costituzione) viene ceduta al Governo senza che questo abbia il dovere di dar conto a nessuno (le commissioni parlamentari saranno "sentite")».

Secondo punto: gli albi territoriali, il reclutamento degli insegnanti (a cominciare dalle prime assunzioni), i piani dell'offerta formativa e gli organici triennali. «Il dirigente scolastico potrà, senza che nessuno possa dire o fare alcunché (se non essere "sentito"), decidere quale offerta formativa attuare, quali insegnamenti promuovere e quali insegnanti valorizzare e quali no. Il tutto ogni tre anni. Come avverrà tutto questo? Nessuno lo sa. Le scuole si contenderanno i docenti, a discapito dell'offerta formativa delle scuole più deboli. E si contenderanno, allo stesso modo, anche le risorse, con un danno prevedibile per le aree più svantaggiate».

Terzo punto contestato riguarda i contributi dei privati: donazioni libere e 5 per mille. «Facile: laddove vi saranno maggiori risorse ci saranno maggiori donazioni ed un gettito maggiore del 5 per mille, essendo quest'ultimo destinato alla singola scuola. A ciò si aggiunga che non tutte le scuole hanno la medesima appetibilità per un "donatore" (una scuola primaria potrebbe interessare nel caso in cui vi fossero figli o nipotini iscritti ma cosa accadrebbe in caso contrario? Ed è più conveniente donare qualcosa a chi mi assicura un ritorno, ad esempio un istituto tecnico o professionale, o un liceo classico?). E cosa significherà, in tutto questo, rendere le sponsorizzazioni centrali nel novero delle risorse complessive di un istituto scolastico?».

Quarto punto concerne poteri del Dirigente Scolastico. «Il DS potrà premiare il 5% dei docenti che lavorano meglio (sentito il consiglio d'istituto), a sua scelta; elaborerà e approverà (sempre sentiti collegio docenti e cons. d'istituto) il piano dell'offerta formativa triennale, quello che prevede chi insegnare in ogni scuola; selezionerà, dall'albo territoriale, i docenti che più gli aggradano, alla faccia di chi in quella scuola c'è già. Questo significa che la continuità andrà a farsi benedire».

Infine le assunzioni. «100.700 assunzioni. Sembra che sia una buona notizia ma non lo è, o, almeno, non come appare. Oggi, nella scuola, lavorano, solo sulle supplenze annuali, circa 100.000 docenti, cioè gli stessi che si andranno ad assumere (nessuna spesa in più). Poi ci sono quelli che lavorano sulle supplenze "temporanee", quelli che, per intenderci, vengono chiamati dalle scuole. E sono tanti anche loro. Tutti i docenti che, loro malgrado, non entreranno nel contingente dei 100.000 perderanno ogni titolo per lavorare nella scuola, anche come supplenti. Ci sono docenti che lavorano, in queste condizioni, da più di 10 anni ed hanno maturato, evidentemente, un'esperienza sul campo tale da renderli un patrimonio della scuola italiana. Per loro si profila, invece, ulteriore instabilità, precarietà, sofferenza».

In tanti si sono dati appuntamenti in Piazza della Repubblica. Alle 20.30 si è dato al via al flash mob che è consistito nell'indossare abiti "total black" e reggere tra le mani un lumino rosso. Cinque minuti di raccoglimento, scanditi dal suono di un fischietto, una sorta di veglia funerea per piangere la morte della scuola statale. I partecipanti hanno poi abbandonato la piazza mantenendo il silenzio come si conviene ad un funerale. Ne urla ne schiamazzi ma il simbolico gesto ha voluto colpire nel più profondo l'emotività e attirare l'interesse pubblico su un tema così importante ma ancora poco al centro dell'attenzione dei media.

«La scuola tutta è ad essere in lutto oggi - conclude Marco Galiano - e lo sarà ancora a lungo, finché questo DDL non verrà ritirato e non si avvierà un reale processo di riforma della scuola. Ci sono disegni di legge di iniziativa popolare, ci sono proposte di riforma presentati da associazioni e sindacati: le proposte ci sono e sono tante, non è vero che chi protesta sa solo dire di no».

La protesta del personale scolastico continuerà nei prossimi giorni in tutta Italia con diversi scioperi e ulteriori manifestazioni di sensibilizzazione.
Docenti in piazza in un flash mob contro DDL sulla riforma scolasticaDocenti in piazza in un flash mob contro DDL sulla riforma scolasticaDocenti in piazza in un flash mob contro DDL sulla riforma scolasticaDocenti in piazza in un flash mob contro DDL sulla riforma scolasticaDocenti in piazza in un flash mob contro DDL sulla riforma scolasticaDocenti in piazza in un flash mob contro DDL sulla riforma scolasticaDocenti in piazza in un flash mob contro DDL sulla riforma scolasticaDocenti in piazza in un flash mob contro DDL sulla riforma scolasticaDocenti in piazza in un flash mob contro DDL sulla riforma scolasticaDocenti in piazza in un flash mob contro DDL sulla riforma scolastica
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