
Politica
Fabrizio Ferrante battezza la stagione dei comizi
«Non sono un martire. Avanti nella battaglia di democrazia». Attacco frontale al gruppo del Pd che ha deciso di seguire Operamolla
Trani - domenica 18 marzo 2012
13.05
«Non voglio passare per un martire. La mia non è una battaglia per un simbolo, non è una battaglia personale, ma è una battaglia di democrazia e libertà. Vogliamo dimostrare che la politica non è tutta uguale, che la politica è servizio e non è schiava di schemi e imposizioni». Fabrizio Ferrante affila le armi ed in piazza della Repubblica, attorniato dai suoi alleati, si presenta ai tranesi per ribadire il suo «Non mollo». «Abbiamo intrapreso da anni un percorso politico nell'alveo delle regole e del codice etico del Partito Democratico. Chiediamo al partito, i cui valori sono quelli che accompagnano la nostra azione politica quotidiana, di fare chiarezza sul comportamento di taluni personaggi che, con una tessera di partito in tasca, hanno fatto e continuano a fare la politica dei propri interessi a discapito di quella del Pd. Il nostro percorso è legittimo ed è anche legittimato dal consenso popolare. Oggi presunte e tutte da dimostrare opportunità politiche, vorrebbero distorcere questo percorso sacrificando sull'altare di non so che cosa la volontà già espressa dai cittadini. La solidarietà trasversale che ho ricevuto mi rafforza come candidato e ci rafforza come coalizione. Schermaglie a parte, mi auguro che nei prossimi giorni si apra il confronto sui programmi e sui temi veri della città. Noi abbiamo un'idea ben chiara di governo e non abbiamo bisogno di apprendistato come altri per porla in essere».
Tommaso Laurora, segretario cittadino del Pd, ha aperto il comizio con un attacco frontale al gruppo del Pd che ha deciso di seguire Operamolla. «Il Pd finalmente stava riemergendo dalla crisi a cui l'avevano costretto tanti personaggi che oggi fortunatamente ritroviamo contro di noi. Mi riferisco ai vari Avantario, De Laurentis, Cuna, Fabbretti, Loporchio e Mazzilli, le stesse persone che hanno fatto fallire il governo di sinistra nella nostra città e che oggi si ripropongono per governare. Il nostro è sempre stato un percorso portato avanti nel rispetto delle regole e delle norme statutarie. Stiamo agendo nella piena trasparenza, al contrario di altri che invece stanno lavorando ad un progetto alternativo, concordato in stanze oscure di Roma e di Trani. Questo progetto ha origini ai più sconosciute, legate all'appartenenza ad una associazione (Italiani europei) della quale D'Alema è presidente e Operamolla è parte attiva. Altro che niente di personale, altro che candidatura proveniente dalla società civile, quella di Operamolla è una candidatura politica a tutti gli effetti».
Tommaso Laurora, segretario cittadino del Pd, ha aperto il comizio con un attacco frontale al gruppo del Pd che ha deciso di seguire Operamolla. «Il Pd finalmente stava riemergendo dalla crisi a cui l'avevano costretto tanti personaggi che oggi fortunatamente ritroviamo contro di noi. Mi riferisco ai vari Avantario, De Laurentis, Cuna, Fabbretti, Loporchio e Mazzilli, le stesse persone che hanno fatto fallire il governo di sinistra nella nostra città e che oggi si ripropongono per governare. Il nostro è sempre stato un percorso portato avanti nel rispetto delle regole e delle norme statutarie. Stiamo agendo nella piena trasparenza, al contrario di altri che invece stanno lavorando ad un progetto alternativo, concordato in stanze oscure di Roma e di Trani. Questo progetto ha origini ai più sconosciute, legate all'appartenenza ad una associazione (Italiani europei) della quale D'Alema è presidente e Operamolla è parte attiva. Altro che niente di personale, altro che candidatura proveniente dalla società civile, quella di Operamolla è una candidatura politica a tutti gli effetti».





















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