Manifestazione a Trani
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Cronaca

I "Forconi" contro tasse, Governo e amministrazioni

Tante motivazioni e caos. Gli organizzatori nazionali: «Avanti ad oltranza»

Poche certezze e tanti motivi per cui protestare ma una testa della mobilitazione spuntata e poco chiara. I "Forconi" d'Italia sono partiti dalla Sicilia ed hanno raggruppato attorno a loro una miriade di movimenti ed associazioni territoriali che hanno organizzato nelle città le proteste della giornata odierna. Nella Città di Andria, in particolare, numerose le sigle aderenti con comitati civici e movimenti indipendisti a farla da padrona. Ma la mobilitazione ha coinvolto diverse categorie di persone tra cui studenti e lavoratori nonché disoccupati. E le motivazioni della protesta sono diventate molteplici e più complesse da comprendere sino in fondo. Il blocco della Ferrovia "Bari-Nord" è solo l'ultimo dei gesti fatti in città.

A livello nazionale lo "Sciopero dei forconi" è stato pensato dal 9 dicembre al 13 dicembre 2013: lo stop deciso dalla Unatras, e non solo, per gli autostrasportatori «vuole rappresentare una protesta che va oltre singole decisioni del governo lesive per le categorie organizzatrici. Lo sciopero dei forconi del 9 dicembre è organizzato per dire basta alla politica italiana che "annienta" il futuro del paese e in aperta critica anche verso l'Unione Europea e il rapporto che l'Italia intrattiene con essa. Uno sciopero che vuole andare oltre le categorie con anche i cittadini comuni a collaborare con loro nel bloccare l'Italia». Queste le parole ufficiali della sigla che ha organizzato il blocco a livello nazionale assieme al portavoce dei Forconi che, bando alla serenità di protestare con tranquillità ha dichiarato all'ANSA poco fa: «Siamo in uno stato di polizia, non è possibile scioperare come possono fare invece i sindacati». Lo afferma il leader dei Forconi in Sicilia, Mariano Ferro.

A livello locale le cose cambiano e le tasse e in generale la protesta contro il Governo diventa molto più territoriale e centrata verso le amministrazioni pubbliche: «La gente ormai non arriva più a fine mese - dice ai nostri microfoni Giuseppe Di Corato, Segretario del Movimento Popolare Indipendente di Andria - i politici locali si devono sedere attorno ad un tavolo e spiegarci come fare a risolvere la situazione. Abbiamo aderito alla protesta sostanzialmente per questo. Bisogna abbassare le tasse e porre più controllo per chi deve pagare le tasse. Questo è il primario motivo della nostra protesta che chiede sostanzialmente soluzioni per il lavoro. Per domani non sappiamo cosa accadrà - conclude Di Corato - noi continueremo il nostro presidio in Piazza Catuma e cercheremo di organizzare cortei per sensibilizzare alla protesta collettiva». Ma nel corteo, poi, tante diverse anime hanno animato i cori che hanno interessato in primis i politici per poi giungere di gran carriera verso forze dell'ordine e cittadini di altre nazionalità per una protesta di cui non è più dato comprendere fino in fondo la matrice.

Sul portale AndriaViva l'intervista video a Giuseppe Di Corato, del Movimento Indipendentista di Andria.
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