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Vita di città

Il manifesto elettorale logora chi...lo guarda

Giungla di cartellonistica in vista delle prossime elezioni

Avevo promesso da tempo ai miei lettori, che in privato me lo chiedevano a gran voce, un pezzo di satira ( preventiva, ma non tanto) sulla "giungla" di manifesti tranesi, in vista delle elezioni. Il campionario, tra il bestiario e l'album delle figurine Panini ( per l'occasione ribattezzato "I Tranesini"), offre spunti di svago morale e riflessione linguistica ma anche freudiana.

Tommaso Laurora, candidato sindaco ed ex assessore di Bottaro, sfodera un dito rivolto verso l'elettore, ma inconsciamente proteso, nelle sue intenzioni effettive, verso il deretano di Bottaro.

Mimmo Santorsola, con la fronte idealmente madida di sudore dopo i duri 5 anni passati in Regione, ci aveva sorpreso con un manifesto che lo vedeva a bocca aperta e ridente, come se stesse per lanciarsi, sempre ridendo verso qualcuno o qualcosa, come le rock star che si buttano sul pubblico, o dando l'impressione che alle sue spalle ci fosse l'Uomo Ombra che gli facesse il solletico. Poi ha rivalutato la postura classica con un manifesto "normale" a bocca chiusa e appena sorridente. Qualcuno lo avrà avvisato che la prima postura destabilizzava l'elettorato di sinistra, che non apprezza gesti teatrali, alla D'Annunzio.

Roberto Gargiuolo, candidato con Fitto alla Regione, mentre a Trani al Comune sta con la coalizione di "Tommaso col dito proteso", che a sua volta appoggia Emiliano ( e mi vengono gli occhi strabici nel seguirli), si autoproclama "candidato alla nomina in Regione"; una piccola "contorsione" linguistica che non ci convince. Se viene votato dal popolo, come ci auguriamo, verrà direttamente eletto e non nominato. Lo sappiamo che lui vorrebbe essere ri- nominato alla Stp, come avvenne ai tempi del governo Riserbato, con conferma di Bottaro. E quella sì che fu una nomina del regno "Riserbottaro", oggi sarebbe un'elezione. Roberto, mi hai fatto fare il prof a Ferragosto, con lo straordinario.

Perché Bottaro si è fatto fare l'Avatar dalla sua agenzia di comunicazione? Non era abbastanza bello? Peccato, avremmo ammirato l'abbronzatura da gaudente e le grandi orecchie che tutto captano ( bastonando i nemici e premiando gli amici, e poi dice che è di sinistra... a me sembra più un Podestà di estrema destra... che ha imparato bene a destreggiarsi per mantenere il Potere, costi quel che costi).

Poi resta la pletora dei gregari, dei peones, su manifesto. Una doppia dozzina di anonimi in cerca del quarto d'ora di celebrità ( qui è del mesetto di notorietà su muro o costoso 6x3) senza speranze di elezione ma forse speranzosi di nomina a qualsiasi cosa, dal posticino in qualche polveroso ed inutile cda, fino al sogno dell'assessorato, che provoca polluzioni notturne negli aspiranti ( qui non c'è più l'inconscio gargiuoliano della nomina, ma la viva speranza di trovare uno straccio di stipendio, "nu' getton, na' poltron', na' femm'n- (ebbene sì, la politica serve pure a favorire gli accoppiamenti, non solo elettorali, ma anche carnali-).

Casalinghe prese al volo mentre erano ai fornelli ( "vin' signo' "), ospiti di bocciofila ( vin' pur tu, ce ste a fe' a pird' tiemp' do'?); commensali di birrerie e bar, presi al volo ancora con la Peroni ghiacciata "n'gann" ( "aspe', ca' firnisc' de verve e veng a farm' la fotografia"- "stac' bun?"); doppiogiochisti che hanno passato 5 anni a fare un po' finta opposizione per avere la chance da offrire al popolo bue e dire che si è fatta ostruzione a Bottaro, per quelli non soddisfatti, un po' si è leccato il Bottaro stesso in tutta la sua lunghezza e votato tutto il votabile, porcate comprese, per poi gettrasi ai piedi dello stesso AB elemosinando una ricandidatura.

Una pletora di "aspiranti a" qualcosa purché sia, ( tra un po' tornerà un auge il famoso motto nobiliare: ce ste pe' me?), giovani vecchi in cerca di consacrazione da salotto buono, giovani disoccupati in cerca di sistemazione (" ou' ie' magghia spuse' "), ex arnesi della vecchia politica mai stanchi e senza vergogna, pronti a riciclarsi a vita, manovrando giovanotti e giivinotte allo sbaraglio, gente che non sa manco cosa sia una delibera. La commedia umana è pronta da vedere solo cin le figure, sui manifesti. È la politica che logora chi la guarda. Cioè noi.
  • Elezioni 2020
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