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Il PD nazionale invoca le primarie, ma a Trani è no: l'osservazione di Marinaro
"Le primarie dovrebbero essere un pilastro di partecipazione, invece diventano una leva interna"
Trani - venerdì 27 marzo 2026
Comunicato Stampa
A seguito del risultato del referendum del 23 e 24 marzo, il "campo largo" ha esultato dichiarando di voler puntare sulle primarie come strumento di rilancio politico. Una manifestazione di consenso che, per il Partito Democratico, rappresenta non un'opzione ma un principio fondativo della propria democrazia interna. A Trani, però, non è così.
A denunciarlo è Giacomo Marinaro, candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, supportato da liste civiche. Nelle scorse settimane Marinaro aveva chiesto al suo precedente partito, il PD, di aprire alla partecipazione e affidare agli elettori la scelta della candidatura alla carica di primo cittadino.
"Le primarie sono uno strumento nobile – commenta Marinaro – ma a Trani vengono utilizzate in modo intermittente. Si invocano quando si è fuori dai giochi e spariscono quando si è nelle stanze dove si decide davvero. Così non si rafforza la democrazia: la si svuota. Le primarie dovrebbero essere un pilastro di partecipazione, invece diventano una leva interna, una bandierina da agitare per riequilibrare rapporti di forza o guadagnare visibilità. E quando non servono più, si archivia tutto senza spiegazioni".
A Trani, uno dei tre poli istituzionali della sesta provincia pugliese (BAT), non si sono mai svolte primarie per scegliere il candidato sindaco. Le nomine sono sempre state definite attraverso accordi interni, decisioni di partito o percorsi civici. Le cronache politiche locali confermano una tendenza consolidata: le primarie non sono mai diventate una prassi stabile, ma restano un'eccezione opportunistica.
"Serve una scelta chiara – conclude Giacomo Marinaro –. O si decide di farle sempre, con regole certe e trasparenti, oppure si smette di evocarle solo quando conviene. Continuare così significa alimentare sfiducia e retorica. I cittadini lo hanno capito da tempo".
A denunciarlo è Giacomo Marinaro, candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, supportato da liste civiche. Nelle scorse settimane Marinaro aveva chiesto al suo precedente partito, il PD, di aprire alla partecipazione e affidare agli elettori la scelta della candidatura alla carica di primo cittadino.
"Le primarie sono uno strumento nobile – commenta Marinaro – ma a Trani vengono utilizzate in modo intermittente. Si invocano quando si è fuori dai giochi e spariscono quando si è nelle stanze dove si decide davvero. Così non si rafforza la democrazia: la si svuota. Le primarie dovrebbero essere un pilastro di partecipazione, invece diventano una leva interna, una bandierina da agitare per riequilibrare rapporti di forza o guadagnare visibilità. E quando non servono più, si archivia tutto senza spiegazioni".
A Trani, uno dei tre poli istituzionali della sesta provincia pugliese (BAT), non si sono mai svolte primarie per scegliere il candidato sindaco. Le nomine sono sempre state definite attraverso accordi interni, decisioni di partito o percorsi civici. Le cronache politiche locali confermano una tendenza consolidata: le primarie non sono mai diventate una prassi stabile, ma restano un'eccezione opportunistica.
"Serve una scelta chiara – conclude Giacomo Marinaro –. O si decide di farle sempre, con regole certe e trasparenti, oppure si smette di evocarle solo quando conviene. Continuare così significa alimentare sfiducia e retorica. I cittadini lo hanno capito da tempo".
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