avv. Sebastiano (Ninni) De Feudis
avv. Sebastiano (Ninni) De Feudis
Politica

La "Cura dell'avv. Ninni De Feudis": task force e shock burocratico per sbloccare Trani

Il candidato a Sindaco di Trani: "Basta o si cambia metodo o la città affonderà sotto il peso della burocrazia e degli interessi di parte"

Dalle parti dell'avv. Sebastiano "Ninni" de Feudis si parla la lingua dell'efficienza e della chiarezza e si afferma che: "Il centro-sinistra è 'un suicidio in continuità' e il centro-destra è una coalizione 'senza bussola tecnica': stop alla burocrazia ed alla politica degli assessori invisibili. Il 2026 sarà l'anno dello shock tecnico: o si cambia metodo o la città affonda sotto il peso dei cantieri persi e degli interessi di parte". In questa intervista esclusiva, l'avv. De Feudis non le manda a dire e smonta pezzo per pezzo la narrazione dell'attuale amministrazione — definendola "commissariata dai consiglieri" — e lancia un ultimatum: "Trani non ha bisogno di un sindaco che tagli nastri alle cerimonie, ma di un tecnico che sappia muoversi con urgenza. La stagione della mediocrità è finita".
  • Avvocato De Feudis, la sua candidatura sembra intercettare un sentimento particolare in città. Cosa sta succedendo tra i tranesi?

Le persone hanno timore per il proprio futuro e per quello dei loro cari, figli e nipoti compresi, visto il clima di incertezza dettato dalla crisi occupazionale ed economica, la bilancia qui pende purtroppo più verso gli esercizi che chiudono le saracinesche, piuttosto che verso le nuove attività. La gente ha paura, non si fida dei metodi della vecchia politica di apparato cercando invece la competenza e la giusta severità amministrativa per affrontare i problemi che attanagliano questa città che oggi ha bisogno di una squadra che, ben guidata, sappia dove mettere le mani per risolvere diverse complessità che non possono più essere gestite con la semplice amicalità o con i soliti compromessi politici.

  • L'attuale scenario delle amministrative di maggio vede contrapposti diversi candidati a Sindaco. Il centrodestra con Angelo Guarriello, il centrosinistra con Marco Galiano, un'area centrista con Giacomo Marinaro ed un blocco civico, ognuno a sé stante, con Angela Mercorio e Alessandro Moscatelli. Lei dove si colloca?

Io sono fuori da queste logiche e per questo il mio consenso cresce. La politica tranese è di fatto in completo commissariamento. Il candidato sindaco del centrodestra, noto per le due doti umane, non può essere giudicato sul piano politico perchè in tale ambito non ha mai operato. Registro le ingerenze dei vertici provinciali e regionali che hanno depotenziato i rappresentati del territorio oltre che indebolito la coalizione per le vicende, non ancora totalmente chiarite, legate alla fuoriuscita di storici rappresentati politici. Il centrosinistra, invece, pur nella scelta di un apprezzabile dirigente scolastico, non è riuscita a recuperare il gap politico al quale si è assistito: l'uscita dalla maggioranza di un importante numero di rappresentanti del Partito Democratico, una situazione politicamente imbarazzante, mai vista prima, registra di fatto un Sindaco in seria ed evidente difficoltà, penalizzato dal suo stesso metodo e da un'azione politica da molti considerata ai titoli di coda. Per il centro-sinistra, andare al voto in questa "continuità o pseudo rinnovamento", come viene dichiarato, dopo undici anni di governo, è un suicidio politico. I fatti, come il recente caos in Amet o i finanziamenti persi, parlano chiaro: quella stagione è chiusa. Apprezzo il coraggio di chi, come il Presidente del Consiglio, ha rotto con certi schemi, ma la mia intenzione è diversa: io devo dare a Trani una classe dirigente di qualità. Per quanto riguarda le liste civiche, guardo con attenzione l'impegno di cittadini che, ponendosi come alternativa civica alla politica tradizionale, hanno scelto di mettersi in gioco con passione, ponendosi nel dialogo politico come leaders riconosciuti, ciascuno, del proprio gruppo. Le criticità fisiologiche, legate alle proposte di governo che appaiono ancora vaghe e prive di indicazioni concrete circa l'attuazione degli obiettivi programmatici, la frammentazione del panorama politico locale e la mancanza di una significativa esperienza amministrativa dei suoi rappresentanti, rappresentano ostacoli non trascurabili. In particolare con Angela Mercorio che ho avuto occasione di conoscere personalmente, è nato un dialogo piacevolmente costruttivo che denota attenta capacità di analisi e volontà di crescita politica. Sarà responsabilità degli elettori valutare l'adeguatezza di queste visioni civiche per il territorio.

  • Avvocato, Lei ha espresso stima personale per i suoi avversari, in particolare per i candidati del centrodestra e centrosinistra, ma è molto critico sulla loro capacità gestionale

Nei giudizi politici, non vi è mai nulla di personale: sia il candidato sindaco del centrodestra che quello de centrosinistra, hanno ed avranno sempre il mio rispetto, ma chiedo loro: chi vi aiuterà il giorno dopo l'elezione? Un sindaco oggi deve conoscere le norme, la prassi amministrativa. Deve essere in grado di leggere un dossier e individuare immediatamente una soluzione: quando c'è la competenza, non serve tempo per fare ricerche o per esaminare atti per capire come muoversi, perché è l'esperienza che suggerisce quale, nel ventaglio delle soluzioni possibili, sia la più opportuna. E deve possedere lui per primo questa capacità tecnica, per essere in grado di guidare e supportare i dirigenti: se questo non è un bagaglio personale, mere operazioni di ratifica dell'operato di altri – che sfugge a qualsiasi possibilità di giudizio per le ragioni che ho evidenziato – diventano pericolosissime. Prima di tutto per la persona del sindaco stesso, e di riflesso per la Città. Chiedo di nuovo loro, quindi: siete consapevoli delle responsabilità gravissime cui andate incontro? Avete valutato con molta attenzione il valore e le competenze di coloro ai quali dovrete necessariamente affidarvi tecnicamente? Chi leggerà per voi le delibere? Avete esperti in appalti, turismo, gestione dei cantieri, fondi PNRR? E, soprattutto: saranno ancora una volta coloro i risultati del lavoro dei quali è già sotto gli occhi di tutti noi, da anni? Attenzione, perché saranno costoro, e solo costoro, ad avere in mano il controllo. A voi resteranno le responsabilità, di ogni genere e grado. Politicamente, poi, il sindaco è garante degli equilibri di governo: avete un metodo autorevole che vi consenta di non diventare ostaggio di una coalizione votata a gestire il consenso elettorale del singolo consigliere? Senza autorevolezza e una squadra tecnica pronta, non si arriva nemmeno a fine campagna elettorale: se si riesce ad arrivarci, e si vince, si inizia a governare già schiavi del sistema.

  • Come immagina i suoi primi 100 giorni a Palazzo di Città?

Niente cerimonie o tagli di nastri inutili. La prima cosa che farò sarà incontrare i miei tre predecessori (Tarantini, Riserbato e Bottaro) per fare il punto sulle criticità delle opere incompiute. Poi, istituirò una task force di professionisti esterni per azzerare in un mese tutte le pratiche edilizie. E per il commercio, basta vessazioni: i dehors avranno rinnovi automatici con addebito in conto corrente. Dobbiamo liberare i cittadini dalla burocrazia. Su Amet e le municipalizzate, invece, serve serietà: ricoprire un ruolo in un CDA è un onore, non un modo per trovare lavoro. Se un amministratore scappa perché la situazione è "complessa", è come un chirurgo che abbandona la sala operatoria. Chi non ha competenze non deve nemmeno concorrere per determinati ruoli.

  • Qual è la sua visione per il cuore antico di Trani?

Il nostro centro storico non può essere solo un "albergo diffuso" di B&B. Dobbiamo guardare a modelli europei come la Grecia o la Croazia, dove i centri storici sono dedali di artigianato e commercio. Dobbiamo finanziare chi resta e chi riqualifica, non rincorrere il commerciante per un tavolino in più. Trani è vocazionalmente portata al commercio, ma oggi gli imprenditori sono stanchi e terrorizzati dalle regole astruse. Io sarò il sindaco che gestisce i problemi di tutti: dai deboli agli imprenditori, passando per i giovani: hanno il diritto sacrosanto di scegliere di poter restare o tornare nella propria Città a spendere le competenze acquisite altrove. Il mio compito, da padre prima e da sindaco poi, è creare una realtà che faccia desiderare loro investire sé stessi, e costruire il loro futuro, qui, a Trani. Dove sono nati e cresciuti. E dove meritano di poter scegliere se crescere i loro figli domani, senza paure e senza incertezze.

  • Le sue tre liste sono pronte? Molti scommettono che si ritirerà

Le liste stanno benissimo e contano già figure di spessore. Non ho bisogno di fare "mercato" politico o di annunciare direttivi per affermare la mia esistenza in vita (politica). So quanto valgo e so come andrà a finire. Chi vuole dialogare con me è il benvenuto, ma con autorevolezza dico: ci sono regole e metodo da seguire e condividere. Trani non è più un gioco per dilettanti.

Nel congedarsi a fine intervista l'avv. Sebastiano De Feudis ha offerto una visione finale chiara: Trani è come una nave imponente ma incagliata, ferma in un cantiere navale a causa della mediocrità gestionale degli ultimi anni. La sua proposta non è una semplice verniciatura estetica per impressionare i passeggeri (vedi i turisti "mordi e fuggi"), ma una ristrutturazione profonda e, soprattutto, onesta, che parta dalle fondamenta:

"Per rimettersi in mare aperto – ha spiegato, completando la metafora – non basta un capitano che sappia stare al timone nelle parate. Serve un equipaggio di tecnici competenti, guidato dal "grido di dolore" di chi ama questa nave, capace di riattivare il motore dell'economia reale". "Solo attraverso questo rilancio produttivo, la città potrà generare – ha concluso - le risorse necessarie per prendersi cura dei deboli, degli ultimi, per proteggere i passeggeri più fragili e quelli più giovani che oggi rischiano di restare a terra."

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