Referendum Giustizia. <span>Foto Tonino Lacalamita</span>
Referendum Giustizia. Foto Tonino Lacalamita
Attualità

Scusate il disturbo | Affluenza Referendum: Trani non dorme ed il 42,86% è un avvertimento ai candidati sindaco

Cambia il clima della campagna elettorale e qualcuno farebbe bene a preoccuparsi

Alla vigilia dell'ultimo giorno in cui c'è la possibilità di votare per il Referendum Costituzionale, si inizia alle ore 07:00 per chiudere alle 15:00, proviamo a riflettere, nella prospettiva delle prossime Amministrative di maggio 2026, sulla base dei dati diffusi alle 23:00 dal Ministero dell'Interno circa l'affluenza alle urne.

Il dato che emerge subito è di come la Puglia appaia subito per quella che è: una regione stanca, poco coinvolta, frenata da una partecipazione che si è fermata al 39,01%. La BAT non ha fatto molto meglio: 39,21% in un quadro provinciale uniforme diremmo quasi rassegnato dove, in quella mappa di numeri bassi, è spuntata una città che ha deciso di non allinearsi: Trani, 42,86%. Prima nella provincia e ben sopra la media regionale, quasi in linea con il dato nazionale del 46,07%: un'anomalia positiva, certo, ma soprattutto un segnale politico che pesa sulle prossime Amministrative.

Una città che non si lascia trascinare
Trani ha votato più della Puglia, più della BAT e più di molte città del Sud e in alcune sezioni, la numero 8, ha superato addirittura il 53%, un livello che in questa consultazione si è visto quasi solo al Nord ed è come se la città avesse voluto dire: "Non siamo spettatori. Siamo presenti." e questo, in un referendum percepito come tecnico e lontano, racconta molto più di quanto sembri.

Un dato che entra di forza nella campagna elettorale
Il 42,86% non è un numero da archivio, è un numero che entra nella campagna elettorale di maggio come un vento improvviso, capace di cambiare l'orientamento delle vele , perché una città che partecipa così, quando tutto intorno si ferma, è una città che vuole scegliere, non subire e i candidati sindaco, volenti o nolenti, devono farci i conti.

Il centrodestra: un'opportunità, ma non un assegno in bianco
Per il centrodestra, un'affluenza così alta può essere letta come un segnale favorevole: l'elettorato più strutturato si muove, e si muove bene, nell'accezione di una Trani che è definita dagli osservatori come "ontologicamente di centro destra". Ma non basta perché una città che vota più della media regionale è anche una città che pretende coerenza, visione, credibilità. Pretende una candidatura solida, non improvvisata. Pretende risposte tecniche e non slogan. Il dato dice: "Vi stiamo ascoltando", ma ascoltare non significa approvare.

Il centrosinistra: una città che può ancora essere conquistata
Per il centrosinistra, il 42,86% è un invito a non arrendersi all'idea di una città "difficile" perchè Trani non è una città addormentata: è una città che vuole essere coinvolta e questo può diventare un vantaggio per chi punta su partecipazione, ascolto, proposte strutturate e sul rinnovamento di un centrosinistra che ha governato a Trani negli ultimi 11 anni e vorrebbe continuare a farlo in una continuità regionale, ma per questo serve una cosa che negli ultimi anni è mancata: una unità di messaggio perchè una città vigile non perdona le divisioni.

Le liste civiche ed indipendenti: il terreno più fertile
Le civiche, a Trani, hanno sempre avuto un ruolo decisivo e un'affluenza così alta, in un referendum così complesso, dice che c'è spazio per un voto libero, non ideologico, non legato ai partiti. Attenzione è il voto di chi vuole scegliere la persona, non la bandiera, è il voto di chi cerca affidabilità, non appartenenza, è il voto che può spostare gli equilibri.

Una città che manda un messaggio chiaro
Il 42,86% non è solo un dato ma è un avvertimento, Trani non è una città che si lascia trascinare dalla corrente, è una città che osserva, valuta, partecipa chi partecipa, pretende. A maggio non basterà presentarsi: bisognerà convincere. Non basterà parlare: bisognerà essere credibili. Non basterà promettere: bisognerà dimostrare. Il referendum non ha scelto il sindaco, ma ha scelto il clima e il clima, oggi, dice una cosa molto semplice: Trani è sveglia e chi vuole governarla deve esserlo altrettanto.
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