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Enti locali
Il riordino delle Province è incostituzionale. Salva la Bat
Ventola esulta: «Sono stato tra i primi a dirlo. Ora recuperiamo il tempo perso». Il presidente della Provincia preme per un incontro col governatore della Regione
Trani - giovedì 4 luglio 2013
13.39
La Provincia Bat è salva. Lo dice la Consulta che ha preso in esame i 17 ricorsi presentati dalle Regioni interessate al cosiddetto riordino messo in moto dal governo Monti che, in nome della spending review, aveva dichiarato l'intenzione di diminuire il numero degli Enti provinciali, annullandone alcuni che di fatto sarebbero stati accorpati ad altre amministrazioni.
La Barletta Andria Trani sarebbe stata tra quelle cancellate in quanto inferiore ai 2.500 chilometri di estensione. Ma in queste ore è giunta la sentenza della Consulta che giudica la riforma incostituzionale: il riordino violerebbe gli articoli 117 (secondo comma) e 133 (primo comma), della Costituzione. Il decreto legge in questione, destinato a fronteggiare casi di necessità e urgenza straordinarie - spiega la Consulta – non da diritto a realizzare una riforma organica e di sistema come quella prevista dalla riforma Monti: in sintesi, non si possono cancellare le Province con un decreto legge.
Esulta Francesco Ventola. «Non è per immodestia – dice il presidente della Bat - ma sono stato tra i primi ad evidenziare la illegittimità costituzionale delle decisioni assunte sul riordino delle Province. Quello che mi interessava allora e che continua ad interessarmi oggi, non è l'aspetto formale quanto, invece, quello sostanziale. Le disposizioni del decreto legge, e di tutto quello che ne è conseguito, oggi azzerate dalla Corte Costituzionale, hanno creato solo una confusione enorme all'interno di un assetto costituzionale, normativo ed amministrativo lasciando seri dubbi sull'efficacia concreta degli obiettivi di riduzione della spesa. Fermi i punti di vista e le considerazioni di ognuno sulla riforma più utile dell'assetto degli enti territoriali, fondamentale è che le decisione finali in materia siano attuate nelle forme previste ed in maniera puntuale e razionale. Diversamente si crea solo disordine del sistema dei servizi, disagio a carico dei cittadini e contrapposizione inutile e dannosa tra i diversi livelli istituzionali. Per quanto ci riguarda più direttamente, urge ora che le Province pugliesi incontrino il governatore Nichi Vendola. Sono numerose le questioni da chiarire per superare l'impasse creata dalla fase transitoria e di incertezza dell'ultimo periodo».
La Barletta Andria Trani sarebbe stata tra quelle cancellate in quanto inferiore ai 2.500 chilometri di estensione. Ma in queste ore è giunta la sentenza della Consulta che giudica la riforma incostituzionale: il riordino violerebbe gli articoli 117 (secondo comma) e 133 (primo comma), della Costituzione. Il decreto legge in questione, destinato a fronteggiare casi di necessità e urgenza straordinarie - spiega la Consulta – non da diritto a realizzare una riforma organica e di sistema come quella prevista dalla riforma Monti: in sintesi, non si possono cancellare le Province con un decreto legge.
Esulta Francesco Ventola. «Non è per immodestia – dice il presidente della Bat - ma sono stato tra i primi ad evidenziare la illegittimità costituzionale delle decisioni assunte sul riordino delle Province. Quello che mi interessava allora e che continua ad interessarmi oggi, non è l'aspetto formale quanto, invece, quello sostanziale. Le disposizioni del decreto legge, e di tutto quello che ne è conseguito, oggi azzerate dalla Corte Costituzionale, hanno creato solo una confusione enorme all'interno di un assetto costituzionale, normativo ed amministrativo lasciando seri dubbi sull'efficacia concreta degli obiettivi di riduzione della spesa. Fermi i punti di vista e le considerazioni di ognuno sulla riforma più utile dell'assetto degli enti territoriali, fondamentale è che le decisione finali in materia siano attuate nelle forme previste ed in maniera puntuale e razionale. Diversamente si crea solo disordine del sistema dei servizi, disagio a carico dei cittadini e contrapposizione inutile e dannosa tra i diversi livelli istituzionali. Per quanto ci riguarda più direttamente, urge ora che le Province pugliesi incontrino il governatore Nichi Vendola. Sono numerose le questioni da chiarire per superare l'impasse creata dalla fase transitoria e di incertezza dell'ultimo periodo».
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