
Politica
Impianti sportivi al collasso e disagio giovanile. La proposta di Raffaella Merra
“Il Comune istituisca un plafond per sostenere lo sport agli under 18”
Trani - mercoledì 7 gennaio 2026
8.14 Comunicato Stampa
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma di Raffaella Merra già Assessore all' Ambiente e Consigliere Comunale della Città di Trani: «Mentre l'Amministrazione ed i politici di turno, spesso in clima elettorale, si riempiono la bocca rilasciando interviste, facendo post sui social, organizzando convegni e tavole rotonde sul disagio giovanile, le strutture sportive cadono a pezzi. È un'ipocrisia che non possiamo più accettare.
Ho letto sulla stampa locale, con un misto di rammarico e amara "soddisfazione", la precisa denuncia del concittadino Sante Varnavà, Presidente dell'ASD Oltre Sport. Le condizioni delle poche strutture agibili sono da terzo mondo. Il Palazzetto di via Falcone è chiuso da tempo immemore, mentre il tensostatico "Pala Ferrante" è una ghiacciaia priva di riscaldamento e ancora ostaggio di barriere architettoniche che umiliano l'utenza, specialmente quella con disabilità. Già lo scorso luglio avevo denunciato questo stato pietoso: mi chiedevo come fosse possibile mettere a gara strutture non a norma. Nulla è cambiato. Oggi non siamo soli a gridare contro questo disservizio, ma le società sportive sono allo stremo.
Ci lamentiamo dei ragazzi, delle loro fragilità, degli atti di vandalismo sempre più frequenti, gli ultimi eventi sono di Capodanno, della loro anaffettività e della dipendenza dai social. Poi però, quando si tratta di offrire loro l'unica vera alternativa, lo sport, l'Amministrazione scompare. Le palestre scolastiche, chiamate a surrogare la mancanza di impianti comunali, versano nella stessa, precaria situazione. È inutile organizzare tavole rotonde sul bullismo se poi non si garantiscono i luoghi fisici dove imparare il rispetto delle regole e dell'avversario. Per questo rivolgo una proposta concreta all'Assessore allo Sport: si riparta dalle basi.
Lo sport non si fa con le chiacchiere. Se il Comune non è in grado di garantire strutture dignitose, allora investa sulle persone. L'Amministrazione attivi immediatamente convenzioni con le palestre private cittadine e istituisca un plafond economico per farsi carico delle iscrizioni dei ragazzi under 18. Invece di spendere soldi in eventi effimeri, paghiamo lo sport ai nostri giovani. Basta volerlo. Altrimenti, ogni lamento sul "disagio giovanile" resterà solo lacrime di coccodrillo».
Ho letto sulla stampa locale, con un misto di rammarico e amara "soddisfazione", la precisa denuncia del concittadino Sante Varnavà, Presidente dell'ASD Oltre Sport. Le condizioni delle poche strutture agibili sono da terzo mondo. Il Palazzetto di via Falcone è chiuso da tempo immemore, mentre il tensostatico "Pala Ferrante" è una ghiacciaia priva di riscaldamento e ancora ostaggio di barriere architettoniche che umiliano l'utenza, specialmente quella con disabilità. Già lo scorso luglio avevo denunciato questo stato pietoso: mi chiedevo come fosse possibile mettere a gara strutture non a norma. Nulla è cambiato. Oggi non siamo soli a gridare contro questo disservizio, ma le società sportive sono allo stremo.
Ci lamentiamo dei ragazzi, delle loro fragilità, degli atti di vandalismo sempre più frequenti, gli ultimi eventi sono di Capodanno, della loro anaffettività e della dipendenza dai social. Poi però, quando si tratta di offrire loro l'unica vera alternativa, lo sport, l'Amministrazione scompare. Le palestre scolastiche, chiamate a surrogare la mancanza di impianti comunali, versano nella stessa, precaria situazione. È inutile organizzare tavole rotonde sul bullismo se poi non si garantiscono i luoghi fisici dove imparare il rispetto delle regole e dell'avversario. Per questo rivolgo una proposta concreta all'Assessore allo Sport: si riparta dalle basi.
Lo sport non si fa con le chiacchiere. Se il Comune non è in grado di garantire strutture dignitose, allora investa sulle persone. L'Amministrazione attivi immediatamente convenzioni con le palestre private cittadine e istituisca un plafond economico per farsi carico delle iscrizioni dei ragazzi under 18. Invece di spendere soldi in eventi effimeri, paghiamo lo sport ai nostri giovani. Basta volerlo. Altrimenti, ogni lamento sul "disagio giovanile" resterà solo lacrime di coccodrillo».
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