
Cronaca
Agenzie di rating, rinviata la decisione del Gup per S&P e Fitch
Il giudice Angela Schiralli ha aggiornato al 22 settembre le richieste di rinvio a giudizio
Trani - venerdì 11 luglio 2014
Rinviata a dopo la pausa estiva la decisione del gup del Tribunale di Trani sulle richieste di rinvio a giudizio di alcune importanti figure di Standard&Poor e Fitch, le società di rating accusate di manipolazione del mercato pluriaggravata. Il giudice per l'udienza preliminare Angela Schiralli ha aggiornato al 22 settembre l'udienza di discussione su "S&P" ed al 28 ottobre quella su Fitch.
Per S&P sono sott'accusa: l'ex presidente (sino al 2011) Deven Sharma, indiano; il responsabile per l'Europa Jann Le Pallec; gli analisti Moritz Kraemer (tedesco, operante nella sede di Francoforte), Eileen Zhang e Frank Gill (britannici, operanti nella sede di Londra). L'agenzia avrebbe fornito "intenzionalmente ai mercati finanziari un'informazione tendenziosa e distorta in merito all'affidabilità creditizia ed alle iniziative di risanamento e rilancio economico adottate dal governo italiano, in modo da disincentivare l'acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il loro valore".
Per Fitch è invece imputato il britannico David Michael Willmoth Rilei. Nel mirino quelle che il pubblico ministero Michele Ruggiero ha ritenuto le irrituali anticipazioni che l'agenzia avrebbe fatto nei giorni precedenti l'ufficiale declassamento dell'Italia avvenuto il 27 gennaio 2012, che avrebbero provocato "effetti di turbolenza, volatilità e negatività dei titoli italiani" ancor prima dell'ufficiale retrocessione.
Per S&P sono sott'accusa: l'ex presidente (sino al 2011) Deven Sharma, indiano; il responsabile per l'Europa Jann Le Pallec; gli analisti Moritz Kraemer (tedesco, operante nella sede di Francoforte), Eileen Zhang e Frank Gill (britannici, operanti nella sede di Londra). L'agenzia avrebbe fornito "intenzionalmente ai mercati finanziari un'informazione tendenziosa e distorta in merito all'affidabilità creditizia ed alle iniziative di risanamento e rilancio economico adottate dal governo italiano, in modo da disincentivare l'acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il loro valore".
Per Fitch è invece imputato il britannico David Michael Willmoth Rilei. Nel mirino quelle che il pubblico ministero Michele Ruggiero ha ritenuto le irrituali anticipazioni che l'agenzia avrebbe fatto nei giorni precedenti l'ufficiale declassamento dell'Italia avvenuto il 27 gennaio 2012, che avrebbero provocato "effetti di turbolenza, volatilità e negatività dei titoli italiani" ancor prima dell'ufficiale retrocessione.
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