da sinistra: Architetti Francesca Onesti, Anita Guarnieri, Valentina Santoro, Monica Livadiotti e Nicola Martinelli. <span>Foto Adriana Fabrizio</span>
da sinistra: Architetti Francesca Onesti, Anita Guarnieri, Valentina Santoro, Monica Livadiotti e Nicola Martinelli. Foto Adriana Fabrizio
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L’architettura antica in un convegno della BAT a Palazzo “Covelli” a Trani tra passato, presente e futuro

Il convegno formativo tenutosi ieri è stato organizzato dall’Ordine degli Architetti PPC BAT e dalla Commissione Cultura e Pari Opportunità dell’Ordine

Nel pomeriggio di ieri Palazzo Covelli ha ospitato un importante evento formativo che ha avuto come tema centrale quello dell'architettura antica. Questo ramo dello studio dell'architettura, molto caro agli studiosi e agli accademici, può rivelarsi particolarmente utile nell'applicazione tecnica odierna, in particolar modo quando si tratta di recupero del patrimonio storico artistico.

La lectio magistralis, introdotta dalla Soprintendente ad interim della Soprintendenza archeologica delle Belle Arti e Paesaggio per le province Foggia e BAT, architetto Anita Guarnieri, ha visto come protagonisti le professoresse e architetti Monica Livadiotti e Valentina Santoro del Dipartimento ArCod Politecnico di Bari - architettura antica e il professor Nicola Martinelli, direttore della scuola di specializzazione in Beni architettonici dei Paesaggi POLIBA.

L' Architetto Francesca Onesti, Presidente della Commissione Cultura e Pari Opportunità dell'Ordine degli Architetti PPC Provincia Bat, spiega le motivazioni dell' evento formativo sull'architettura antica: " La nostra storia è la nostra mamma e, quindi, non dobbiamo mai dimenticare questo. Per conoscere il passato e affrontare il futuro; se non si conosce il passato, il futuro è molto incerto e anche discutibile, comepurtroppo - vediamo nelle periferie della nostra città: la sovrapposizione di cose terribili, per esempio a Canosa, che cosa è successo negli anni Sessante. Quindi, per la conoscenza non fine a se stessa, ma quella per l'amore per la professione abbiamo voluto mettere insieme le Istituzioni, che sono la Soprintendenza, l'Università e i professionisti, in modo tale che da questo scambio continuo ci sia un modo di intervenire su questo patrimonio meraviglioso che abbiamo ereditato in maniera cosciente e consapevole."

Ognuno dei docenti e degli architetti ha portato la propria esperienza e il proprio ambito di studio alla tavola rotonda di ieri, spiegando i vari passi in avanti che si sono fatti nello studio e nell'applicazione dell'architettura antica e in particolare dell'anastìlosi, come hanno spiegato ai nostri microfoni.
  • Sovrintendente Anita Guarnieri, qual è il ruolo delle istituzioni nel recupero del patrimonio storico artistico?
​"Oggi io qui sono, in realtà, in doppia veste, perché - in questo momento - sono sovrintendente ad interim della provincia BAT e Foggia, ma anche direttrice dei musei della Puglia. Quindi, la dirigente della Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia per conto, ovviamente, del Ministero della Cultura, quindi svolgo due funzioni: una mission legata alla tutela del patrimonio culturale mentre, in quanto direttrice dei musei, mi occupo di valorizzazione il patrimonio culturale. Due mission, ovviamente, strettamente interconnesse e legate, perché senza la conoscenza del patrimonio e, quindi, anche la valorizzazione, non si può fare tutela."

"Questa è una Provincia a cui io tengo molto - ha dichiarato - non a caso cerco di partecipare a tutti gli eventi organizzati dall'ordine; una provincia che ha un patrimonio molto ricco, soprattutto monumentale; abbiamo fatto, in questi quattro anni e mezzo, un grande lavoro di concertazione, innanzitutto con l'amministrazione comunale e, poi, con i tecnici del territorio, perché l'obiettivo era quello di cercare di lavorare insieme - non dando semplicemente delle prescrizioni su come intervenire e come migliorare i progetti proposti - ma salendoci a un tavolo, cercando di affrontare in maniera congiunta la risoluzione dei problemi in termini di progettazione e, devo dire, che abbiamo ottenuto grandi risultati. "

"Penso al grande successo dell'intervento su costa sud qui a Trani - fa detto infine la dott.ssa Guarnieri - che ci ha visto lavorare insieme con tanti sopralluoghi, ma anche tanti incontri fatti su un tavolo con degli elaborati grafici, non solo con l'amministrazione comunale, ma con gli architetti incaricati di portare avanti il progetto. La formula vincente, in quel caso, è stata la qualità progettuale che nasce proprio dalla bravura dei professionisti ma, anche, dal lavoro fatto in maniera congiunta. Per cui, penso che l'importanza del patrimonio è tanta ed è anche ben nota, però è importante sapere che per poter lavorare bene, anche in maniera consapevole su questo nostro patrimonio per poterlo tramandare al futuro, bisogna- oltre che conoscere e quindi studiare l'importanza della storia dei monumenti e la storia del territorio - è importante anche lavorare in maniera sinergica con tutti gli attori e con la comunità."
  • Architetto Valentina Santoro, cos'è l'anastilosi? L'Anastilosi è una specifica tecnica di restauro che si riferisce, in particolare, ai monumenti antichi; molto spesso ritroviamo questi contesti privi della loro forma originaria, ridotti in frammenti. A questo punto gli architetti specialisti in questo specifico settore analizzano e rilevano questi frammenti e li ricompongono per, appunto, restituire la forma originaria di questi monumenti.
  • Architetto Monica Livadiotti, due domande, la prima: come si concilia la ricerca storica con l'applicazione tecnica? La seconda come intendete preparare i giovani che si approcciano a questa professione?
​"Alla prima Le rispondo che la ricerca storica è alla base dell'applicazione tecnica; specialmente per quanto riguarda l'architettura antica, noi siamo in presenza di edifici allo stato di rudere, che sono stati a loro volta depredati e sono diventati cava di materiali da costruzione. Noi storici cerchiamo di raccogliere tutti i dati che possiamo ancora recuperare per ricostruire - prima di tutto graficamente - la loro immagine. Quindi, è un lungo lavoro di conoscenza del monumento che deve essere alla base di qualunque progetto di restauro che sia consapevole. Non può avvenire prima, deve avvenire dopo. "

"Per ciò che concerne la preparazione, - ha continuato la dott.ssa Livadiotti - beh la devo dirle che è una professione difficile, che richiede consapevolezza, richiede una grande cultura storica, richiede la capacità di dialogare anche con altre figure professionali, come con gli archeologi, soprattutto nel caso dell'architettura antica. Per cui, per esempio, nella nostra scuola di specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Bari, da noi fondata ormai da una decina d'anni, cerchiamo di preparare giovani che siano, appunto, in grado di affrontare temi così complicati come quelli dell'anastilosi, in cui si deve lavorare in équipe, in cui ci si deve basare su una consapevolezza storica di dettaglio molto approfondita prima di potersi approcciare al progetto che restaura. La scuola, concludo, è attiva ormai da tempo in tanti cantieri in Italia e anche all'estero: noi stiamo seguendo restauri in Grecia, stiamo seguendo restauri in Sicilia. I nostri ragazzi sono attivi su molti fronti e acquistano un'esperienza che io spero che riescano a riversare anche nella professione, quando poi si troveranno a farla."
  • Architetto Nicola Martinelli, quanto è importante nella nostra provincia e nel nostro territorio il recupero del patrimonio storico artistico? "Il recupero e la tutela sono un dettato costituzionale, quindi, questo è un territorio che fa parte dell'Italia e rispettare un dettato costituzionale è ovviamente un grande obiettivo, anche di qualità del territorio stesso. Poi, in un momento di crisi sull'overtourism, ovviamente, valorizzare il patrimonio per un turismo culturale significa dare un'alternativa a un turismo mordi e fuggi che lascia solo effetti negativi e impatti negativi sul territorio. Quindi, sicuramente, a maggior ragione, da continuare su questa linea di tendenza che sicuramente può aiutare nello sviluppo turistico la città di Trani per un turismo di qualità e orientato soprattutto alla cultura e al patrimonio."
6 fotoL'architettura antica a Palazzo Covelli
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