
Attualità
Editoriale | La paralisi di Ponte Lama: dalla propaganda del 2025 all’atto di accusa dei cittadini. Residenti e commercianti presentano una formale istanza al Prefetto e al Sindaco di Trani
Un’ampia ricostruzione di dieci mesi di promesse disattese, cantieri fantasma e rassicurazioni svanite nel nulla. In calce, il testo integrale dell'istanza-comunicato che chiede trasparenza e la riapertura immediata
Trani - mercoledì 22 luglio 2026
10.34
Ci sono opere pubbliche che smettono di essere semplici infrastrutture e si trasformano in specchi deformanti della politica locale. Il caso del Ponte Lama – il viadotto borbonico su Lama Paterna che da oltre due secoli unisce le comunità di Trani e Bisceglie – è l'emblema perfetto di questa metamorfosi. Per comprendere la rabbia, la frustrazione e la determinazione con cui oggi oltre un migliaio fra cittadini e commercianti tranesi hanno depositato una formale istanza al Prefetto della BAT e al Sindaco di Trani, è necessario riavvolgere il nastro e guardare la cronologia di un calvario che dura ormai da troppo tempo.
La cronistoria di un problema serio. Tutto ha inizio nel lontano gennaio del 2023. Sulla base di una consulenza scientifica del Politecnico di Bari, commissionata dal Comune di Bisceglie (ente titolare del viadotto per competenza territoriale), vennero riscontrate criticità strutturali tali da richiedere misure immediate. Fu scelto il compromesso del buonsenso: divieto ai mezzi pesanti sopra le 3,5 tonnellate e istituzione di un senso unico alternato regolato da semafori. Per quasi tre anni, quella formula ha retto. Ha permesso alle auto di circolare, ai mezzi di soccorso di transitare e alle economie delle due città di rimanere connesse. Il punto di rottura, politico e logistico, si consuma nell'autunno del 2025. Il 27 settembre 2025 viene annunciato il via a un progetto "storico": un finanziamento da 5 milioni di euro (fondi MIT transitati dalla Regione Puglia) per il restauro definitivo e l'ampliamento ciclopedonale del ponte. Una passerella inaugurale in grande stile in cui i proclami si sprecavano. Tuttavia, dietro i sorrisi da conferenza stampa si celava già una profonda frattura istituzionale.
La cronaca del tempo racconta che la chiusura di Ponte Lama, inizialmente fissata a giugno 2025, fu l'innesco di uno scontro istituzionale senza sconti tra il sindaco di Bisceglie Angarano e l'allora primo cittadino di Trani, Amedeo Bottaro. Fu proprio quest'ultimo a congelare il provvedimento in Prefettura, pretendendo garanzie inscalfibili: stop al transito solo a fronte di un cantiere effettivo e un cronoprogramma di 24 mesi per ridurre i disagi. Una prova di forza che spinse il Comune di Bisceglie a elargire ampie e solenni rassicurazioni. Rassicurazioni che oggi, alla prova dei fatti, risultano totalmente tradite.
La realtà dei mesi successivi ha preso però una direzione opposta. Già nel novembre 2025, le opposizioni politiche biscegliesi, avverse alla amministrazione Angarano, denunciavano lo spettro di un "cantiere fantasma", rimasto deserto e incustodito all'indomani dell'inaugurazione propagandistica. A inizio 2026, il grido d'allarme si è fatto ancora più drammatico: ex amministratori e movimenti civici fotografavano un'area di cantiere desolatamente vuota, parlando di un "vergognoso immobilismo" che nel frattempo isolava Trani dal suo unico presidio di emergenza, l'Ospedale di Bisceglie, dilatando i tempi dei soccorsi in codice rosso fino a 45 minuti. A febbraio dello stesso anno, persino i circoli di Legambiente erano costretti a intervenire per chiedere la messa in sicurezza urgente delle dissestate strade interne delle cave, trasformatesi nell'unica e pericolosissima alternativa a una Statale 16 bis costantemente in tilt. Fino ad arrivare ai giorni nostri. Oggi, a dieci mesi dalla chiusura e con la scadenza teorica del cantiere (ottobre 2027) che incombe a soli 14 mesi di distanza, il velo di Maya è caduto: sul ponte sono state realizzate solo opere preliminari, i lavori strutturali non sono mai partiti e le rassicurazioni istituzionali si sono trasformate in un preoccupante muro di silenzio.
Per questo motivo, la comunità dei residenti e dei commercianti della zona sud di Trani ha deciso di dire basta. Lo ha fatto depositando un'istanza ufficiale, firmata da oltre un migliaio di cittadini, il cui testo viene di seguito integralmente riportato per dovere di cronaca e trasparenza.
IL COMUNICATO / Il testo dell'Istanza depositata dai cittadini
OGGETTO: ISTANZA DI RESIDENTI E COMMERCIANTI IN RIFERIMENTO ALLE CRITICITA' DERIVANTI DALLA CHIUSURA DEL PONTE LAMA.
Con la presente i sottoscritti nella qualità di residenti e/o commercianti del quartiere a sud della città di Trani espongono quanto segue.
A far data dal gennaio 2023 il Sindaco del Comune di Bisceglie, con ordinanza, per motivi di sicurezza, disponeva talune limitazioni alla circolazione stradale sull'infrastruttura che collega le città di Trani e Bisceglie, ovvero il ponte borbonico di Lama Paterna, meglio conosciuto come ponte Lama, da valere sino all'ultimazione dei lavori di messa in sicurezza e ristrutturazione del predetto ponte in virtù di un finanziamento di circa 5 milioni ottenuto all'epoca. Le limitazioni, a valere sino all'ultimazione dei lavori di ristrutturazione, consistevano nel divieto di circolazione ai mezzi pesanti con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate e nell'istituzione del senso unico alternato per il transito delle sole autovetture, veicoli di soccorso, veicoli delle forze dell'ordine, motocicli, velocipedi e autobus, attuato mediante l'installazione di idoneo impianto semaforico. Tali limitazioni venivano stabilite, in via del tutto cautelare, accogliendo a scopi preventivi quanto evidenziato nella consulenza scientifica del dipartimento di ingegneria civile del Politecnico di Bari così come commissionata dal Comune di Bisceglie. Senonché, diversamente da quanto inizialmente previsto e disposto, a far data dal 27 settembre 2025 il Ponte Lama è stato interdetto al traffico veicolare in virtù di quello che all'epoca si definiva l'imminente avvio di lavori di restauro e ampliamento del suddetto ponte. Invero l'avvio dei predetti lavori e conseguentemente l'interdizione al traffico veicolare del predetto ponte erano già stati annunciati come imminenti a partire dal mese di giugno 2025. Senonché, per quel che si è appreso dalla stampa, a seguito di un tavolo tecnico tenutosi in Prefettura, il Sindaco del Comune di Trani all'epoca in carica richiedeva espressamente che la chiusura del ponte, vista la sua importanza strategica nel collegamento tra le due città, dovesse avvenire in concomitanza con il reale ed effettivo inizio dei lavori. Inoltre, il medesimo Sindaco della città di Trani, nell'ambito del medesimo tavolo tecnico, richiedeva un puntuale cronoprogramma di inizio e fine lavori evidenziando la necessità che gli stessi si sarebbero dovuti svolgere con la massima celerità in modo da poter limitare l'enorme disagio derivante dalla chiusura del ponte. Nell'occasione, alla presenza del Prefetto e dei vertici provinciali di tutte le forze dell'ordine oltre che della stessa ASL BT, il Sindaco del comune di Bisceglie forniva ampie rassicurazioni sulla celerità dei lavori comunicando un cronoprogramma di 24 mesi a far data dall'inizio degli stessi. All'esito del tavolo tecnico svolto in Prefettura, la chiusura del ponte, inizialmente prevista per il mese di giugno 2025, venne rimandata al 27 settembre 2025 nella evidente consapevolezza che a quella data non erano ancora state definite tutte le procedure amministrative per dare effettivo e concreto inizio ai lavori. A distanza di circa 10 mesi non solo i lavori sul ponte non sembrano ancora essere "entrati nel vivo", ma soprattutto è calato un preoccupante silenzio da parte dell'amministrazione comunale di Bisceglie circa l'effettivo rispetto del cronoprogramma e quindi l'effettiva riapertura del ponte prevista per il mese di ottobre 2027. Si consideri che la chiusura del ponte ha provocato enormi disagi sul traffico veicolare ove si consideri che l'unica via di collegamento tra le due città è rappresentata dalla strada statale 16 bis peraltro spesso oggetto di lavori e comunque già di per sé ad elevato traffico veicolare. Né tantomeno la vecchia strada di collegamento tra Trani e Bisceglie può essere considerata un percorso alternativo di collegamento tra le due città ove si consideri che la stessa, anche e soprattutto in ragione della presenza di numerose cave di pietra in coltivazione, versa in condizioni di assoluto dissesto. Si aggiunga, infine, che l'intero quartiere a sud della città di Trani, e quindi soprattutto tutte le attività commerciali ivi ubicate, ha da sempre beneficiato del ponte Lama quale rapido e agevole collegamento tra le due città, in grado di consentire ai residenti della città di Bisceglie di poter agevolmente usufruire dei servizi e delle attività commerciali food e no food della zona sud di Trani, perché facilmente raggiungibili. Del resto, come facilmente comprovabile, tutte le attività commerciali ubicate nella zona sud della città di Trani, ed in particolar modo quelle più a sud, verso Bisceglie, a far data dalla chiusura del ponte Lama, hanno subito e continuano a subire un considerevole e preoccupante calo di fatturato. Alle evidenti ragioni di natura commerciale devono aggiungersi quelle relative alla salute pubblica. Non v'è dubbio che l'assenza di un Pronto Soccorso nella città di Trani, soprattutto nel periodo estivo, con il grande afflusso di forestieri, ha da sempre determinato un grave disagio per la città, parzialmente colmato dalla presenza del Pronto Soccorso della città di Bisceglie, la cui ubicazione all'ingresso della città di Bisceglie (lato Trani) ha da sempre rappresentato un valido ed efficace rimedio all'assenza di un Pronto Soccorso cittadino, soprattutto per i residenti e i fruitori delle attività commerciali ubicate nella zona sud di Trani. Al contrario la chiusura del Ponte Lama ha di fatto annullato anche questo "rimedio", allungando notevolmente i tempi di accesso al Pronto Soccorso di Bisceglie e quindi rendendo più difficoltosa e quindi più pericolosa, se non addirittura vana, per la salute pubblica, la cosiddetta "corsa verso il Pronto Soccorso". In ultimo, si precisa che pur nella consapevolezza dell'importanza dei lavori di restauro del Ponte Lama e della indifferibilità degli stessi, le preoccupazioni dei sottoscritti derivano dalla palese contraddittorietà tra le dichiarazioni rassicuranti rese dal Sindaco della città di Bisceglie circa il rispetto del termine per la fine lavori (settembre 2027) e quanto riscontrabile "ictu oculi" circa l'andamento dei lavori a 14 mesi dalla presunta fine degli stessi. Non v'è dubbio che, a distanza di 10 mesi, il mancato inizio dei lavori di consolidamento della struttura (sono state avviate solo opere preliminari all'avvio effettivo degli stessi) pone numerosi interrogativi circa possibili difficoltà amministrative, tecniche ed economiche riscontrate tali da rendere l'opera pubblica di difficile (se non impossibile) esecuzione e quindi di durata indefinita. Per tutte le motivazioni sopra esposte, i sottoscrittori della presente nota chiedono al Sindaco della città di Trani di rappresentare al Sindaco della Città di Bisceglie tutte le predette criticità, ed in particolare richiedendo a quest'ultimo:
Una riflessione finale. Perché questa iniziativa merita il massimo sostegno. L'iniziativa intrapresa dal comitato spontaneo dei residenti e commercianti della zona sud di Trani non è una semplice lamentela di quartiere, né una strumentalizzazione politica di parte: è un atto di legittima difesa civica. È il grido d'allarme di una comunità stanca di pagare il prezzo dell'inefficienza altrui. È inaccettabile che nel 2026 un'infrastruttura strategica che unisce due centri da oltre cinquantamila abitanti venga sbarrata per dieci mesi senza che si veda l'ombra di un cantiere strutturale. Non si tratta solo di code sulla Statale 16 bis o di un navigatore che segna venti minuti di ritardo. Qui si parla di imprese familiari che rischiano il collasso a causa di fatturati dimezzati dall'oggi al domani. Si parla, cosa ancor più grave, di minuti preziosi sottratti alle ambulanze dirette al Pronto Soccorso di Bisceglie; minuti che in medicina d'urgenza tracciano la linea sottile tra la vita e la morte. Chiedere la trasparenza del "Giornale dei Lavori" è un diritto sacrosanto di chiunque paghi le tasse. Chiedere la riapertura a senso unico alternato – una soluzione che ha già ampiamente dimostrato di funzionare in totale sicurezza dal 2023 al 2025 – non è un capriccio, ma l'unica via d'uscita logica per evitare il deserto economico e logistico. L'istanza presentata al Prefetto Anania e al Sindaco Galiano merita il sostegno compatto di tutta la cittadinanza di Trani (e anche di quella di Bisceglie, altrettanto penalizzata). È tempo che le istituzioni escano dal silenzio e diano risposte reali: la vita e il lavoro di un territorio non possono restare sospesi in un buco nero burocratico. Scusate il disturbo
La cronistoria di un problema serio. Tutto ha inizio nel lontano gennaio del 2023. Sulla base di una consulenza scientifica del Politecnico di Bari, commissionata dal Comune di Bisceglie (ente titolare del viadotto per competenza territoriale), vennero riscontrate criticità strutturali tali da richiedere misure immediate. Fu scelto il compromesso del buonsenso: divieto ai mezzi pesanti sopra le 3,5 tonnellate e istituzione di un senso unico alternato regolato da semafori. Per quasi tre anni, quella formula ha retto. Ha permesso alle auto di circolare, ai mezzi di soccorso di transitare e alle economie delle due città di rimanere connesse. Il punto di rottura, politico e logistico, si consuma nell'autunno del 2025. Il 27 settembre 2025 viene annunciato il via a un progetto "storico": un finanziamento da 5 milioni di euro (fondi MIT transitati dalla Regione Puglia) per il restauro definitivo e l'ampliamento ciclopedonale del ponte. Una passerella inaugurale in grande stile in cui i proclami si sprecavano. Tuttavia, dietro i sorrisi da conferenza stampa si celava già una profonda frattura istituzionale.
La cronaca del tempo racconta che la chiusura di Ponte Lama, inizialmente fissata a giugno 2025, fu l'innesco di uno scontro istituzionale senza sconti tra il sindaco di Bisceglie Angarano e l'allora primo cittadino di Trani, Amedeo Bottaro. Fu proprio quest'ultimo a congelare il provvedimento in Prefettura, pretendendo garanzie inscalfibili: stop al transito solo a fronte di un cantiere effettivo e un cronoprogramma di 24 mesi per ridurre i disagi. Una prova di forza che spinse il Comune di Bisceglie a elargire ampie e solenni rassicurazioni. Rassicurazioni che oggi, alla prova dei fatti, risultano totalmente tradite.
La realtà dei mesi successivi ha preso però una direzione opposta. Già nel novembre 2025, le opposizioni politiche biscegliesi, avverse alla amministrazione Angarano, denunciavano lo spettro di un "cantiere fantasma", rimasto deserto e incustodito all'indomani dell'inaugurazione propagandistica. A inizio 2026, il grido d'allarme si è fatto ancora più drammatico: ex amministratori e movimenti civici fotografavano un'area di cantiere desolatamente vuota, parlando di un "vergognoso immobilismo" che nel frattempo isolava Trani dal suo unico presidio di emergenza, l'Ospedale di Bisceglie, dilatando i tempi dei soccorsi in codice rosso fino a 45 minuti. A febbraio dello stesso anno, persino i circoli di Legambiente erano costretti a intervenire per chiedere la messa in sicurezza urgente delle dissestate strade interne delle cave, trasformatesi nell'unica e pericolosissima alternativa a una Statale 16 bis costantemente in tilt. Fino ad arrivare ai giorni nostri. Oggi, a dieci mesi dalla chiusura e con la scadenza teorica del cantiere (ottobre 2027) che incombe a soli 14 mesi di distanza, il velo di Maya è caduto: sul ponte sono state realizzate solo opere preliminari, i lavori strutturali non sono mai partiti e le rassicurazioni istituzionali si sono trasformate in un preoccupante muro di silenzio.
Per questo motivo, la comunità dei residenti e dei commercianti della zona sud di Trani ha deciso di dire basta. Lo ha fatto depositando un'istanza ufficiale, firmata da oltre un migliaio di cittadini, il cui testo viene di seguito integralmente riportato per dovere di cronaca e trasparenza.
IL COMUNICATO / Il testo dell'Istanza depositata dai cittadini
OGGETTO: ISTANZA DI RESIDENTI E COMMERCIANTI IN RIFERIMENTO ALLE CRITICITA' DERIVANTI DALLA CHIUSURA DEL PONTE LAMA.
Con la presente i sottoscritti nella qualità di residenti e/o commercianti del quartiere a sud della città di Trani espongono quanto segue.
A far data dal gennaio 2023 il Sindaco del Comune di Bisceglie, con ordinanza, per motivi di sicurezza, disponeva talune limitazioni alla circolazione stradale sull'infrastruttura che collega le città di Trani e Bisceglie, ovvero il ponte borbonico di Lama Paterna, meglio conosciuto come ponte Lama, da valere sino all'ultimazione dei lavori di messa in sicurezza e ristrutturazione del predetto ponte in virtù di un finanziamento di circa 5 milioni ottenuto all'epoca. Le limitazioni, a valere sino all'ultimazione dei lavori di ristrutturazione, consistevano nel divieto di circolazione ai mezzi pesanti con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate e nell'istituzione del senso unico alternato per il transito delle sole autovetture, veicoli di soccorso, veicoli delle forze dell'ordine, motocicli, velocipedi e autobus, attuato mediante l'installazione di idoneo impianto semaforico. Tali limitazioni venivano stabilite, in via del tutto cautelare, accogliendo a scopi preventivi quanto evidenziato nella consulenza scientifica del dipartimento di ingegneria civile del Politecnico di Bari così come commissionata dal Comune di Bisceglie. Senonché, diversamente da quanto inizialmente previsto e disposto, a far data dal 27 settembre 2025 il Ponte Lama è stato interdetto al traffico veicolare in virtù di quello che all'epoca si definiva l'imminente avvio di lavori di restauro e ampliamento del suddetto ponte. Invero l'avvio dei predetti lavori e conseguentemente l'interdizione al traffico veicolare del predetto ponte erano già stati annunciati come imminenti a partire dal mese di giugno 2025. Senonché, per quel che si è appreso dalla stampa, a seguito di un tavolo tecnico tenutosi in Prefettura, il Sindaco del Comune di Trani all'epoca in carica richiedeva espressamente che la chiusura del ponte, vista la sua importanza strategica nel collegamento tra le due città, dovesse avvenire in concomitanza con il reale ed effettivo inizio dei lavori. Inoltre, il medesimo Sindaco della città di Trani, nell'ambito del medesimo tavolo tecnico, richiedeva un puntuale cronoprogramma di inizio e fine lavori evidenziando la necessità che gli stessi si sarebbero dovuti svolgere con la massima celerità in modo da poter limitare l'enorme disagio derivante dalla chiusura del ponte. Nell'occasione, alla presenza del Prefetto e dei vertici provinciali di tutte le forze dell'ordine oltre che della stessa ASL BT, il Sindaco del comune di Bisceglie forniva ampie rassicurazioni sulla celerità dei lavori comunicando un cronoprogramma di 24 mesi a far data dall'inizio degli stessi. All'esito del tavolo tecnico svolto in Prefettura, la chiusura del ponte, inizialmente prevista per il mese di giugno 2025, venne rimandata al 27 settembre 2025 nella evidente consapevolezza che a quella data non erano ancora state definite tutte le procedure amministrative per dare effettivo e concreto inizio ai lavori. A distanza di circa 10 mesi non solo i lavori sul ponte non sembrano ancora essere "entrati nel vivo", ma soprattutto è calato un preoccupante silenzio da parte dell'amministrazione comunale di Bisceglie circa l'effettivo rispetto del cronoprogramma e quindi l'effettiva riapertura del ponte prevista per il mese di ottobre 2027. Si consideri che la chiusura del ponte ha provocato enormi disagi sul traffico veicolare ove si consideri che l'unica via di collegamento tra le due città è rappresentata dalla strada statale 16 bis peraltro spesso oggetto di lavori e comunque già di per sé ad elevato traffico veicolare. Né tantomeno la vecchia strada di collegamento tra Trani e Bisceglie può essere considerata un percorso alternativo di collegamento tra le due città ove si consideri che la stessa, anche e soprattutto in ragione della presenza di numerose cave di pietra in coltivazione, versa in condizioni di assoluto dissesto. Si aggiunga, infine, che l'intero quartiere a sud della città di Trani, e quindi soprattutto tutte le attività commerciali ivi ubicate, ha da sempre beneficiato del ponte Lama quale rapido e agevole collegamento tra le due città, in grado di consentire ai residenti della città di Bisceglie di poter agevolmente usufruire dei servizi e delle attività commerciali food e no food della zona sud di Trani, perché facilmente raggiungibili. Del resto, come facilmente comprovabile, tutte le attività commerciali ubicate nella zona sud della città di Trani, ed in particolar modo quelle più a sud, verso Bisceglie, a far data dalla chiusura del ponte Lama, hanno subito e continuano a subire un considerevole e preoccupante calo di fatturato. Alle evidenti ragioni di natura commerciale devono aggiungersi quelle relative alla salute pubblica. Non v'è dubbio che l'assenza di un Pronto Soccorso nella città di Trani, soprattutto nel periodo estivo, con il grande afflusso di forestieri, ha da sempre determinato un grave disagio per la città, parzialmente colmato dalla presenza del Pronto Soccorso della città di Bisceglie, la cui ubicazione all'ingresso della città di Bisceglie (lato Trani) ha da sempre rappresentato un valido ed efficace rimedio all'assenza di un Pronto Soccorso cittadino, soprattutto per i residenti e i fruitori delle attività commerciali ubicate nella zona sud di Trani. Al contrario la chiusura del Ponte Lama ha di fatto annullato anche questo "rimedio", allungando notevolmente i tempi di accesso al Pronto Soccorso di Bisceglie e quindi rendendo più difficoltosa e quindi più pericolosa, se non addirittura vana, per la salute pubblica, la cosiddetta "corsa verso il Pronto Soccorso". In ultimo, si precisa che pur nella consapevolezza dell'importanza dei lavori di restauro del Ponte Lama e della indifferibilità degli stessi, le preoccupazioni dei sottoscritti derivano dalla palese contraddittorietà tra le dichiarazioni rassicuranti rese dal Sindaco della città di Bisceglie circa il rispetto del termine per la fine lavori (settembre 2027) e quanto riscontrabile "ictu oculi" circa l'andamento dei lavori a 14 mesi dalla presunta fine degli stessi. Non v'è dubbio che, a distanza di 10 mesi, il mancato inizio dei lavori di consolidamento della struttura (sono state avviate solo opere preliminari all'avvio effettivo degli stessi) pone numerosi interrogativi circa possibili difficoltà amministrative, tecniche ed economiche riscontrate tali da rendere l'opera pubblica di difficile (se non impossibile) esecuzione e quindi di durata indefinita. Per tutte le motivazioni sopra esposte, i sottoscrittori della presente nota chiedono al Sindaco della città di Trani di rappresentare al Sindaco della Città di Bisceglie tutte le predette criticità, ed in particolare richiedendo a quest'ultimo:
- Di rendere pubblico il cronoprogramma dei lavori, con l'effettivo stato di avanzamento degli stessi, documentato dal "giornale dei lavori", unico effettivo strumento in grado di monitorare l'andamento tecnico ed economico dell'opera pubblica;
- In attesa di rendere pubblico l'effettivo andamento dei lavori e l'effettiva tempistica degli stessi, disporre l'immediata riapertura del ponte Lama a quelle medesime condizioni di sicurezza che per circa 3 anni hanno consentito l'utilizzo dello stesso;
- In ogni caso, di chiarire le motivazioni per cui (sempre se esistenti) l'esecuzione dei lavori, come accade per la stragrande maggioranza dei viadotti, non sia stata prevista e progettata in modo da mantenere l'apertura del ponte alle medesime condizioni di sicurezza disposte nel 2023 anche durante l'esecuzione degli stessi, limitandone la chiusura alle sole operazioni di massima invasività.
Una riflessione finale. Perché questa iniziativa merita il massimo sostegno. L'iniziativa intrapresa dal comitato spontaneo dei residenti e commercianti della zona sud di Trani non è una semplice lamentela di quartiere, né una strumentalizzazione politica di parte: è un atto di legittima difesa civica. È il grido d'allarme di una comunità stanca di pagare il prezzo dell'inefficienza altrui. È inaccettabile che nel 2026 un'infrastruttura strategica che unisce due centri da oltre cinquantamila abitanti venga sbarrata per dieci mesi senza che si veda l'ombra di un cantiere strutturale. Non si tratta solo di code sulla Statale 16 bis o di un navigatore che segna venti minuti di ritardo. Qui si parla di imprese familiari che rischiano il collasso a causa di fatturati dimezzati dall'oggi al domani. Si parla, cosa ancor più grave, di minuti preziosi sottratti alle ambulanze dirette al Pronto Soccorso di Bisceglie; minuti che in medicina d'urgenza tracciano la linea sottile tra la vita e la morte. Chiedere la trasparenza del "Giornale dei Lavori" è un diritto sacrosanto di chiunque paghi le tasse. Chiedere la riapertura a senso unico alternato – una soluzione che ha già ampiamente dimostrato di funzionare in totale sicurezza dal 2023 al 2025 – non è un capriccio, ma l'unica via d'uscita logica per evitare il deserto economico e logistico. L'istanza presentata al Prefetto Anania e al Sindaco Galiano merita il sostegno compatto di tutta la cittadinanza di Trani (e anche di quella di Bisceglie, altrettanto penalizzata). È tempo che le istituzioni escano dal silenzio e diano risposte reali: la vita e il lavoro di un territorio non possono restare sospesi in un buco nero burocratico. Scusate il disturbo

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