Polizia di Stato
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Scuola e Lavoro

La Polizia di Stato incontra gli studenti di due scuole

Le iniziative fra i progetti sulla diffusione della legalità tra i giovani

Nei giorni scorsi, personale del Commissariato di Trani, unitamente ai colleghi dell'ANPS (Associazione Nazionale Polizia di STATO) di Trani, ha partecipato a due incontri sulla legalità con gli alunni di alcune scuole della città.

Dette iniziative, che rientrano fra i progetti sulla diffusione della legalità fra i più giovani, sono state organizzate dall' Istituto scolastico Professionale "Cosmai" e dal Liceo Scientifico "V. Vecchi", ed in particolare dai referenti per i suddetti progetti: il professor Vessio ed il dirigente scolastico del liceo, professoressa Tannoia.

Sabato 12 novembre, davanti a un centinaio di studenti del terzo anno, c'è stato il primo degli incontri con le classi dell'Istituto Professionale "Cosmai" dove il dirigente del commissariato tranese, Vice Questore Claudio Spadaro, ed il presidente ANPS della sezione di Trani, commissario in quiescenza Giuseppe Bovino, relatori dell'incontro, hanno illustrato i temi del bullismo e del cyber bullismo, spiegando poi quali sono i rischi connessi all'uso scorretto della rete, tra cui è emerso quello del cyber bullismo. Durante il dibattito gli alunni hanno partecipato con interesse ed entusiasmo, ponendo a loro volta numerose domande ai relatori. "Non bisogna aver paura del bullo, lo si deve guardare negli occhi; bisogna avere il coraggio di confrontarsi e di raccontare agli adulti (un familiare, l'insegnante, un rappresentante delle forze dell'ordine) quanto sta accadendo". Alla fine dell'incontro, unanime è stata la conclusione degli alunni e dei relatori circa l'importanza di fare gioco di squadra e di non fare sentire sola la vittima di bullismo, condizioni fondamentali per affrontare il problema.

Il 26 novembre è stata la volta del liceo scientifico " Valdemaro Vecchi "; l'incontro si è svolto nell'aula magna della scuola, davanti ad una platea che ha richiamato diverse centinaia di ragazzi del quarto anno. Anche in questo caso i suddetti relatori, dopo aver spiegato l'importanza della legalità all'interno di una società - dove i ragazzi hanno un ruolo importante e rappresentano la classe dirigente del domani - hanno illustrato i concetti di bullismo, cyber bullismo e della violenza di genere. "Le nuove tecnologie non possono essere demonizzate, esse rappresentano il nostro presente e il nostro futuro, bisogna però educare le giovani generazioni a un uso più consapevole e critico, anche per evitare serie conseguenze". Ai giovani è stato spiegato che la rete internet, se da un lato ha cancellato i confini geografici aprendo per tutti enormi potenzialità di comunicazione, scambio e contatto tra le persone, al contempo ha aperto anche la strada a nuovi rischi e nuovi reati. Da queste premesse i consigli di non dare informazioni personali o mandare foto a persone conosciute su internet; informare subito le istituzioni se si legge o vede qualcosa su internet che crea disagio o spaventa. Durante il dibattito si è parlato anche del tema della violenza di genere e degli strumenti di contrasto previsti dalla attuale normativa, illustrando gli aspetti salienti della legge meglio nota come "codice rosso". Oltre a spiegare quali sono le funzioni svolte dalla polizia in occasione di un caso di atti persecutori o di maltrattamenti in famiglia si è sottolineata l'importanza che per contrastare il problema occorre agire soprattutto in chiave preventiva, mediante un gioco di squadra che vede coinvolte non solo le forze dell'ordine ma anche le istituzioni, le associazioni, la scuola, la famiglia ed i giovani stessi, che spesso partecipano indirettamente al fenomeno subendo i riflessi negativi delle violenze domestiche.

Le iniziative suddette devono essere viste, quindi, come una forma di attività di prevenzione e hanno come scopo principale far conoscere ai più giovani le funzioni della Polizia e creare con questi un rapporto di fiducia e collaborazione. Occorre far comprendere l'idea che solo attraverso un'azione di squadra – che coinvolge sia le forze dell'ordine che gli stessi cittadini - è possibile migliorare il livello di legalità e innalzare la sicurezza, condizione fondamentale per lo sviluppo della società intera.
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