Ospedale, tagli alla sanità
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Politica

La Regione approva il piano ospedali, per noi nulla di nuovo

Ventola critico: «Subiremo un modello sempre più iniquo». Vani gli sforzi compiuti nei mesi: i posti letti non aumenteranno

La giunta regionale ha approvato la deliberazione numero 3006 sul riordino della rete ospedaliera, già modificata a giugno scorso. Francesco Ventola, presidente della Provincia Bat, ha commentato il provvedimento con toni fortemente critici. «A Bari – dice – hanno usato toni trionfali perché avrebbero tagliato meno del previsto. Effettivamente hanno ridotto i sacrifici stabiliti in precedenza, solo per il settore privato, però, e facendo qualche concessione dove scadenze elettorali ed opportunismi di partito, più forti di altri, consigliavano qualche carota per edulcorare le precedenti bastonate profuse. Per quanto ci riguarda più direttamente, nessuna attenzione è stata riservata alla condizione complessiva della Asl Bat, confermando o acuendo, casomai, alcune contrapposizioni locali».

A nulla sono serviti gli atti formali di contrarietà del Consiglio provinciale a favore della Asl Bat, discriminata per il suo bassissimo, insufficiente e perciò pericoloso indice dei posti letto: se la Puglia è autorizzata ad avere 3 posti letto per acuti e 0,7 per post-acuti ogni 1.000 abitanti, la nostra azienda sanitaria locale, invece, potrà disporre di appena l'1,7 e lo 0,15 circa, rispettivamente per acuti e post-acuti. «Per cui – spiega il presidente della Bat - continueremo ad avere quasi la metà dei posti letto cui avremmo diritto».

A nulla è anche servito il coinvolgimento dei consiglieri regionali del nostro territorio. A nulla sono serviti gli atti adottati dai Consigli comunali, di quelli di Trani e Canosa in particolare, o le civili manifestazioni per il sacrosanto diritto alla tutela della salute. A nulla è servito il richiamo a responsabilità per il venir meno dei livelli essenziali di assistenza che ha incontrato l'attenzione del prefetto e del procuratore della Repubblica, tra gli altri. «Per questo motivo – tuona Ventola - dopo le ultime decisioni di fine anno della Regione Puglia, continueremo a subire sempre di più un modello sanitario pugliese disomogeneo ed iniquo e, quel che è peggio, inadeguato e pericoloso».

Il nostro rappresentante provinciale spiega: «Si dismettono ospedali e si chiudono reparti senza capire o dare peso a cosa potrà succedere, senza farsi carico delle attuali condizioni limite delle strutture ospedaliere suppletive, senza aver preparato una rete di servizi sul territorio, nonostante il tanto tempo trascorso nella incipiente e perenne fase di riordino. E di tempo ce ne è stato per potervi provvedere.Ci si chiede, peraltro, cosa sia rimasto del processo di aziendalizzazione allorché l'unico principio condivisibile del corretto uso delle risorse con conti in ordine (come avvenuto nella gestione della Asl Bat), non premia ma penalizza chi lo osserva. Il governatore Nichi Vendola ha dichiarato che una buona parte dei suoi assessori e lui stesso lasceranno la Puglia per candidarsi al Parlamento. Sono stati forniti numeri che nascondono molte altre e diverse verità rispetto alle quali i pugliesi ed i cittadini della Provincia di Barletta Andria Trani ne pagheranno il prezzo. In sanità, forse, il costo più alto».
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