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Enti locali
Lavori fermi sul litorale est, il Comune nomina un consulente
Incarico a Gianni Capone, già assessore nella giunta Avantario. L'architetto dovrà mediare con la Soprintendenza
Trani - sabato 11 febbraio 2012
10.00
Un consulente per mediare con la Soprintendenza ed ottenere le autorizzazioni necessarie per poter completare i lavori di sistemazione di un segmento consistente del litorale est (dalla caletta compresa tra il lido Colonna e la seconda spiaggia) da tempo a rischio crollo. L'amministrazione, attraverso una determina dirigenziale, ha affidato l'incarico all'architetto Gianni Capone, già assessore nella giunta Avantario.
Come si ricorderà, con una nota del 9 marzo scorso dell'ingegnere deputato al coordinamento della sicurezza di quei luoghi (Vittoriano Picca) fu segnalata la pericolosità di quel tratto, presentata dalla veloce erosione della falesia. Il tecnico incaricato dal Comune aveva anche previsto un possibile interessamento del fenomeno di erosione alla retrostante unità abitativa.
L'assessore ai lavori pubblici, Piero Di Savino, ad aprile del 2010 corse ai ripari portando in giunta un provvedimento da quasi 2 milioni di euro. L'opera, finanziata con un contributo regionale di 1 milione e 900mila euro, prevedeva interventi di puntellamento e di presidio statico delle attuali strutture murarie e della falesia. Il progetto (in variante) avrebbe consentito la mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico.
A luglio però la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici di Puglia aveva dichiarato «di particolare interesse» le aree oggetto di lavori, imponendo all'amministrazione tranese di valutare e definire le scelte che si intendevano realizzare. Per uscire dai meandri pericolosi dei vincoli, il dirigente della quarta ripartizione ha deciso di affidare una consulenza all'architetto Gianni Capone. A lui spetterà il compito di curare i rapporti con la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici di Puglia ed in particolare con la sempre zelante Soprintendenza per i beni archeologici per ricercare modalità e soluzioni condivise propedeutiche all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni. L'incarico prevede un compenso per il professionista di 8mila euro, somme già inserite in fase di approvazione del progetto definitivo.
Come si ricorderà, con una nota del 9 marzo scorso dell'ingegnere deputato al coordinamento della sicurezza di quei luoghi (Vittoriano Picca) fu segnalata la pericolosità di quel tratto, presentata dalla veloce erosione della falesia. Il tecnico incaricato dal Comune aveva anche previsto un possibile interessamento del fenomeno di erosione alla retrostante unità abitativa.
L'assessore ai lavori pubblici, Piero Di Savino, ad aprile del 2010 corse ai ripari portando in giunta un provvedimento da quasi 2 milioni di euro. L'opera, finanziata con un contributo regionale di 1 milione e 900mila euro, prevedeva interventi di puntellamento e di presidio statico delle attuali strutture murarie e della falesia. Il progetto (in variante) avrebbe consentito la mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico.
A luglio però la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici di Puglia aveva dichiarato «di particolare interesse» le aree oggetto di lavori, imponendo all'amministrazione tranese di valutare e definire le scelte che si intendevano realizzare. Per uscire dai meandri pericolosi dei vincoli, il dirigente della quarta ripartizione ha deciso di affidare una consulenza all'architetto Gianni Capone. A lui spetterà il compito di curare i rapporti con la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici di Puglia ed in particolare con la sempre zelante Soprintendenza per i beni archeologici per ricercare modalità e soluzioni condivise propedeutiche all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni. L'incarico prevede un compenso per il professionista di 8mila euro, somme già inserite in fase di approvazione del progetto definitivo.
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