
Cronaca
Morte chef Casale, il 14 marzo il Giudice deciderà sulla richiesta di archiviazione
Papà Felice: «Chi ha manipolato la verità su mio figlio?»
Trani - mercoledì 28 dicembre 2022
8.25
Il Giudice per le indagini preliminari, dott.ssa Lucia Anna Altamura, ha fissato per il 14 marzo 2023 una nuova udienza per la decisione sulla richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero nell'ambito delle indagini sulla morte dello chef Raffaele Casale scomparso nel 2017.
Esattamente un anno fa il giudice rigettò l'archiviazione e prolungò di altri sei mesi lei indagini a seguito delle incongruenze fatte notare dai legali della famiglia della vittima. Nel procedimento giudiziario attualmente in atto risulta indagata un'unica persona ma secondo la famiglia Casale ci sono altre evidenti manchevolezze da parte di tutte le indagini effettuate dal 2017 ad oggi e che meritano chiarimenti a 360 gradi.
Intanto, sul luogo dove lo chef perse la vita, in via Martiri di Palermo, è stato affisso un nuovo striscione che ritrae il giovane intento a donare il sangue in occasione della tragedia ferroviaria sulla tratta Andria-Corato e una scritta che recita: "Lui aveva donato il sangue per voi! Eppure lui vi amava!". Una chiara provocazione che si aggiunge ai tanti interrogativi di papà Felice, da poco diventato nonno del suo primo nipote: «Questo striscione sta a dimostrare la bontà e la sua vicinanza ad una città in cui Raffaele aveva riposto il suo futuro lavorativo e sogni di un ragazzo di soli 29 anni. Adesso con questa nuova udienza camerale che si sovrappone a tutto il castello di fascicoli mi chiedo perché nell'immediatezza dell'inchiesta contro ignoti del 2017 non si è fatto emergere tutto quello che solamente adesso emerge? Perché nessuno ha difeso mio figlio? Perché si è insabbiata la verità? Chi ha manipolato la verità sulla morte di mio figlio?». Domande a cui papà Felice cerca una risposta da oltre cinque anni.
Esattamente un anno fa il giudice rigettò l'archiviazione e prolungò di altri sei mesi lei indagini a seguito delle incongruenze fatte notare dai legali della famiglia della vittima. Nel procedimento giudiziario attualmente in atto risulta indagata un'unica persona ma secondo la famiglia Casale ci sono altre evidenti manchevolezze da parte di tutte le indagini effettuate dal 2017 ad oggi e che meritano chiarimenti a 360 gradi.
Intanto, sul luogo dove lo chef perse la vita, in via Martiri di Palermo, è stato affisso un nuovo striscione che ritrae il giovane intento a donare il sangue in occasione della tragedia ferroviaria sulla tratta Andria-Corato e una scritta che recita: "Lui aveva donato il sangue per voi! Eppure lui vi amava!". Una chiara provocazione che si aggiunge ai tanti interrogativi di papà Felice, da poco diventato nonno del suo primo nipote: «Questo striscione sta a dimostrare la bontà e la sua vicinanza ad una città in cui Raffaele aveva riposto il suo futuro lavorativo e sogni di un ragazzo di soli 29 anni. Adesso con questa nuova udienza camerale che si sovrappone a tutto il castello di fascicoli mi chiedo perché nell'immediatezza dell'inchiesta contro ignoti del 2017 non si è fatto emergere tutto quello che solamente adesso emerge? Perché nessuno ha difeso mio figlio? Perché si è insabbiata la verità? Chi ha manipolato la verità sulla morte di mio figlio?». Domande a cui papà Felice cerca una risposta da oltre cinque anni.

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