
Cronaca
Patrick Zaki, cittadino onorario di Trani, resta in carcere: rinnovata la custodia cautelare
Lo studente si trova in carcere in Egitto in condizioni disumane. A giugno gli fu conferita la cittadinanza onoraria tranese
Trani - lunedì 23 agosto 2021
14.54
Molti erano rimasti perplessi alla notizia del conferimento a giugno della cittadinanza onoraria tranese a Patrick Zaki. A cosa può servire, in tanti si erano chiesti, sia tra alcuni esponenti di forze politiche locali che tra i cittadini?
La risposta che ci si è dato, magari non in molti ma almeno in alcuni, era probabilmente nella forza dei media di risuonare manifestandosi magari compatta e numerosa per contribuire a smuovere una situazione drammatica come quella della ingiusta detenzione di un giovane legato al nostro paese a doppio filo dallo studio, dalla costruzione di futuro, dall'investimento intellettuale e universitario.
Un filo legato - con questo conferimento di cittadinanza onoraria - anche a Trani che, magari, con comunicati e sistemi mediatici, si sarebbe unito per questo alla voce dei familiari e degli amici di Patrick e di Amnesty International, nonché degli stati coinvolti.
Ma qualcosa evidentemente sfugge visto che da quel conferimento la voce di Trani è stata comunque debole e fioca a ogni rinnovo di detenzione del nostro concittadino onorario Patrick: anche ieri, quando è stata data notizia su quasi tutti i media nazionali del prolungamento della misura detentiva al trentenne per il quale è stata iniziata la procedura di attribuzione di cittadinanza italiana.
Tutto tace. È vero, questa volta ci sono di mezzo anche le ferie estive...ma intanto un giovane che ha un legame con Trani è ancora in carcere in maniera ingiusta; e se continuano a non arrivare o essere inviati comunicati ufficiali dalla città di Trani, i cittadini che stanno seguendo le vicende di questo ragazzo non possono far altro che partecipare in maniera più intensa col cuore, nel silenzio delle istituzioni, magari, chi ha fede, dicendo una preghiera in più per lui.
Del resto, comunque, Patrick è un concittadino tranese e un giorno, ci si augura da uomo libero, sarebbe bello sapesse che al di là dei conferimenti anche un po' di tranesi lo hanno avuto nel cuore.
La risposta che ci si è dato, magari non in molti ma almeno in alcuni, era probabilmente nella forza dei media di risuonare manifestandosi magari compatta e numerosa per contribuire a smuovere una situazione drammatica come quella della ingiusta detenzione di un giovane legato al nostro paese a doppio filo dallo studio, dalla costruzione di futuro, dall'investimento intellettuale e universitario.
Un filo legato - con questo conferimento di cittadinanza onoraria - anche a Trani che, magari, con comunicati e sistemi mediatici, si sarebbe unito per questo alla voce dei familiari e degli amici di Patrick e di Amnesty International, nonché degli stati coinvolti.
Ma qualcosa evidentemente sfugge visto che da quel conferimento la voce di Trani è stata comunque debole e fioca a ogni rinnovo di detenzione del nostro concittadino onorario Patrick: anche ieri, quando è stata data notizia su quasi tutti i media nazionali del prolungamento della misura detentiva al trentenne per il quale è stata iniziata la procedura di attribuzione di cittadinanza italiana.
Tutto tace. È vero, questa volta ci sono di mezzo anche le ferie estive...ma intanto un giovane che ha un legame con Trani è ancora in carcere in maniera ingiusta; e se continuano a non arrivare o essere inviati comunicati ufficiali dalla città di Trani, i cittadini che stanno seguendo le vicende di questo ragazzo non possono far altro che partecipare in maniera più intensa col cuore, nel silenzio delle istituzioni, magari, chi ha fede, dicendo una preghiera in più per lui.
Del resto, comunque, Patrick è un concittadino tranese e un giorno, ci si augura da uomo libero, sarebbe bello sapesse che al di là dei conferimenti anche un po' di tranesi lo hanno avuto nel cuore.
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