
Politica
Pentassuglia: «Il pronto soccorso non chiuderà»
Sel: «Il pronto soccorso di Trani non si può salvaguardare solo con le parole»
Trani - venerdì 7 novembre 2014
10.55
Da giorni il tema della chiusura del pronto soccorso di Trani è al centro di dibattiti politici e di preoccupazioni da parte dei cittadini. Dopo l'allarme di una probabile futura assenza di un pronto soccorso in città, l'assessore Pentassuglia, come richiesto dal gruppo consiliare Regione Puglia di Sinistra Ecologia e Libertà e Pd, ha bloccato il piano di rientro 2. Pertanto, il pronto soccorso non chiuderà.
Il coordinatore Sel di Trani, Antonio Mazzilli, ha sottolineato che si tratterebbe di una decisione momentanea. «Se fossimo stati dei venditori di pentole o materassi, come molti altri politici locali, ci saremmo fermati a questa secca ed inconfutabile comunicazione, senza però aggiungere che è solo per ora». Mazzilli ricorda, infatti, che il Ministero sta per tagliare, per quasi 200 milioni di euro, i fondi destinati alla sanità pugliese.
«Per amore di chiarezza – aggiunge - e nel tentativo di fare le cose per bene sulla tragicomica vicenda dell'ospedale di Trani, abbiamo sempre detto di propendere per le politiche della salute e non per una sanità legata ad un mero calcolo tecnico-contabile. Salvaguardare a parole una cosa che non esiste più, ormai di fatto e da tempo, come l'attuale pronto soccorso di Trani, è demagogia alla stato puro. I comunicati stampa dei politici locali, termometri di visibilità personali più che di interesse collettivo, non bastano».
Per approfondire questa tematica, per capire cos'è un piano di rientro, da dove nasce, chi lo impone o come si struttura, il coordinatore Sel di Trani annuncia un imminente pubblico incontro con l'ex assessore regionale alla sanità, Ettore Attollini.

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