Tommaso Laurora
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Politica

Piano urbanistico, Tommaso Laurora chiarisce l'iter dei permessi

E avverte: «E' ora che il Comune di Trani si adegui alle norme regionali»

«A seguito di presentazione di richieste di privati cittadini relative al rilascio di permessi di costruire per la realizzazione di manufatti nelle varie zone edificabili previste dal Piano urbanistico generale, dopo la relativa istruttoria da parte dell'ufficio tecnico, pervengono i pareri, a volte favorevoli al progetto presentato, con le richieste di adempimenti». Così il consigliere del Pd, Tommaso Laurora, interviene sulle questioni legate al Piano urbanistico generale.

«In occasione di parere favorevole – prosegue - tra gli adempimenti richiesti per il rilascio del permesso di costruire, appare anche il cosiddetto "atto di asservimento" notarile, regolarmente registrato e trascritto, dei suoli alla volumetria del fabbricato a realizzarsi. Si tratta di un adempimento la cui motivazione è comprensibile: definire in un atto pubblico l'utilizzo dell'area edificabile, in modo che non possa successivamente essere nuovamente utilizzata per un altro intervento edilizio. Si tratta di un adempimento logico e sacrosanto, ma che comporta comunque un esborso da parte dei cittadini».

«L'ufficio tecnico però – precisa - non tiene in conto la Legge Regionale n.9 del 30/3/2009, che ha modificato il 2^ comma dell'art. 29 della legge regionale 56/80, prevedendo all'art.1 che " per le sole zone tipizzate come "E" Agricole il rilascio del permesso di costruire e' subordinato alla trascrizione di atto d'obbligo ricevuto dal Segretario Generale competente, relativo all'asservimento al manufatto consentito dell'area che ha espresso la relativa volumetria. Lo stesso articolo 1 della legge regionale sancisce che per le altre zone territoriali omogenee il Comune istituisce un registro nel quale sono elencate le particelle catastali che hanno espresso volumetria relativa a titolo edilizio rilasciato o comunque formatosi. Ritengo dunque – conclude - che sia giunta l'ora che il Comune si adegui alle norme regionali vigenti, evitando un aggravio dei costi per i cittadini, in un momento di grande difficoltà del settore e dei professionisti».
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