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Vita di città
Revoca della nomina di Guadagnuolo in Amiu, il Consiglio comunale si oppone
Il sindaco: «Tanto rumore per nulla. Nelle mie mani ho già le sue dimissioni»
Trani - giovedì 27 settembre 2018
Con 5 voti favorevoli, 18 voti contrari e un astenuto, il Consiglio comunale ha detto "No" alla revoca in autotutela per la conferma della nomina dell'amministratore unico di Amiu, Alessandro Guadagnuolo. La richiesta di sfiducia era stata avanzata dalle consigliere Antonella Papagni e Luisa Di Lernia. Quello di Guadagnuolo è un nome che negli ultimi giorni è tornato ad essere protagonista della cronaca locale.
L'amministratore unico, infatti, è stato rinviato a giudizio per l'inchiesta sulla condotta sottomarina del depuratore tranese. Nel 2012 era stato nominato consulente con lo specifico compito di redigere atti tecnici necessari per la soluzione di problematiche legate alla mancata esecuzione dei lavori della condotta. Secondo l'accusa, l'amministratore unico di Amiu avrebbe percepito dal Comune un compenso senza aver redatto alcun atto.
Con la riconferma del noto ingegnere ad essere violato, per le consigliere del M5S di Trani, sarebbe l'articolo 19 della Carta di avviso pubblico, il codice etico della buona politica. «L'amministratore - ha spiegato Di Lernia - non può conferire nomine o incarichi a soggetti rinviati a giudizio o sottoposti a misure di prevenzione personale e patrimoniale. Considerato ciò, nessuno in questa assemblea, né il sindaco, né gli assessori né i dirigenti delle municipalizzate possono sottrarsi al rispetto di questa regola. È un dovere soprattutto degli amministratori che la trasparenza nella pubblica amministrazione non sia una parola priva di significato. Affermare la pratica della trasparenza porta all'efficenza. Per questo - ha concluso - crediamo che la nostra iniziativa sia utile a tutti i cittadini e a tutelarli. Si chiede dunque al Consiglio comunale di affermare questo principio e di condividere con noi questa proposta».
Così, tuttavia, ha replicato il primo cittadino, Amedeo Bottaro. «Avete appena dipinto un mostro con l'ipocrisia politica. Non parte la differenziata, è colpa di Guadagnuolo. I bidoni sono nel portone, è colpa di Guadagnuolo. La discarica è aperta o chiusa? È colpa di Guadagnuolo. La città è sporca, è colpa di Guadagnuolo. In lungo e largo questo uomo è stato criticato fino ad offendere. Quale norma io abbia violato, non l'ho capito. Non ho violato, come è stato detto, l'articolo 97 della Costituzione. Ha svolto un buon lavoro? Certo. Sicuramente poteva fare meglio, ma non è corretto attribuirgli tutte le colpe, tra cui il mancato avvio della raccolta differenziata.
Sembra quasi che si voglia impedire la gestione pubblica per chissà quale motivo. Se non mi fossi costituito parte civile avrei condannato la città di Trani ad un possibile risarcimento. Se dovessi esprime una mia valutazione morale, io lo riconfermerei altre 10 volte. Ho guardato tutto l'incartamento di accusa e difesa e mi assumo le mie responsabilità. Si tratta di una riconferma temporale, lo ribadisco, mi sono sentito più tutelato, negli interessi dell'azienda e della città, nel chiedere a Guadagnuolo di proseguire temporaneamente avendo già discusso con lui le sue dimissioni. Guadagnuolo, su mia richiesta, ha già consegnato nelle mie mani le sue dimissioni. Ho solo chiesto di mantenere il suo incarico in attesa di darci la possibilità di sostituirlo. Guadagnuolo ha, con tutta la maggioranza, un rapporto di fiducia. Osserverò il codice etico, semplicemente mi sono dato un tempo per poter far partire la differenziata entro la fine dell'anno. Al termine di questo periodo, Guadagnuolo si dimetterà e io protocollerò quelle dimissioni insieme a lui. Tanto rumore per nulla».
L'amministratore unico, infatti, è stato rinviato a giudizio per l'inchiesta sulla condotta sottomarina del depuratore tranese. Nel 2012 era stato nominato consulente con lo specifico compito di redigere atti tecnici necessari per la soluzione di problematiche legate alla mancata esecuzione dei lavori della condotta. Secondo l'accusa, l'amministratore unico di Amiu avrebbe percepito dal Comune un compenso senza aver redatto alcun atto.
Con la riconferma del noto ingegnere ad essere violato, per le consigliere del M5S di Trani, sarebbe l'articolo 19 della Carta di avviso pubblico, il codice etico della buona politica. «L'amministratore - ha spiegato Di Lernia - non può conferire nomine o incarichi a soggetti rinviati a giudizio o sottoposti a misure di prevenzione personale e patrimoniale. Considerato ciò, nessuno in questa assemblea, né il sindaco, né gli assessori né i dirigenti delle municipalizzate possono sottrarsi al rispetto di questa regola. È un dovere soprattutto degli amministratori che la trasparenza nella pubblica amministrazione non sia una parola priva di significato. Affermare la pratica della trasparenza porta all'efficenza. Per questo - ha concluso - crediamo che la nostra iniziativa sia utile a tutti i cittadini e a tutelarli. Si chiede dunque al Consiglio comunale di affermare questo principio e di condividere con noi questa proposta».
Così, tuttavia, ha replicato il primo cittadino, Amedeo Bottaro. «Avete appena dipinto un mostro con l'ipocrisia politica. Non parte la differenziata, è colpa di Guadagnuolo. I bidoni sono nel portone, è colpa di Guadagnuolo. La discarica è aperta o chiusa? È colpa di Guadagnuolo. La città è sporca, è colpa di Guadagnuolo. In lungo e largo questo uomo è stato criticato fino ad offendere. Quale norma io abbia violato, non l'ho capito. Non ho violato, come è stato detto, l'articolo 97 della Costituzione. Ha svolto un buon lavoro? Certo. Sicuramente poteva fare meglio, ma non è corretto attribuirgli tutte le colpe, tra cui il mancato avvio della raccolta differenziata.
Sembra quasi che si voglia impedire la gestione pubblica per chissà quale motivo. Se non mi fossi costituito parte civile avrei condannato la città di Trani ad un possibile risarcimento. Se dovessi esprime una mia valutazione morale, io lo riconfermerei altre 10 volte. Ho guardato tutto l'incartamento di accusa e difesa e mi assumo le mie responsabilità. Si tratta di una riconferma temporale, lo ribadisco, mi sono sentito più tutelato, negli interessi dell'azienda e della città, nel chiedere a Guadagnuolo di proseguire temporaneamente avendo già discusso con lui le sue dimissioni. Guadagnuolo, su mia richiesta, ha già consegnato nelle mie mani le sue dimissioni. Ho solo chiesto di mantenere il suo incarico in attesa di darci la possibilità di sostituirlo. Guadagnuolo ha, con tutta la maggioranza, un rapporto di fiducia. Osserverò il codice etico, semplicemente mi sono dato un tempo per poter far partire la differenziata entro la fine dell'anno. Al termine di questo periodo, Guadagnuolo si dimetterà e io protocollerò quelle dimissioni insieme a lui. Tanto rumore per nulla».

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