palazzo Nigretti, sede tribunale del lavoro e giudice di pace
palazzo Nigretti, sede tribunale del lavoro e giudice di pace
Enti locali

Riforma della magistratura, giudici di pace in sciopero

Un mese di protesta per dire no al decreto legislativo dal 15 maggio

Elezioni Amministrative 2020
Candidati sindaco
Candidati al consiglio comunale
Elezioni Regionali 2020
Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri, in esame preliminare, un decreto legislativo che dovrebbe completare la riforma della magistratura onoraria, prevedendo ulteriori disposizioni sui giudici di pace e, per le toghe onorarie già in servizio, una disciplina transitoria. Una bocciatura senz'appello della riforma arriva dalle associazioni di categoria dei giudici di pace, che già annunciano uno sciopero di un mese a partire dal 15 maggio chiedendo di rivedere il teso alla radice. «Una riforma degradante», tuona l'Unione Nazionale dei giudici di pace, «che comporterà nel futuro livelli di corruzione all'interno della magistratura senza pari in nessun Paese civile del Mondo». La riforma è bollata addirittura come il «definitivo de prufundis della Giustizia in Italia, con l'80% della giurisdizione civile assegnata a dei magistrati privi di qualsiasi diritto che non potranno mai garantire ai cittadini un seppur minimo livello di terzietà, indipendenza e professionalità».

«Viene addirittura prevista – segnalano le associazioni di categoria – la riduzione delle dotazioni organiche dei giudici di pace e dei magistrati onorari di tribunale, dotazioni attualmente superiori a quelle dei magistrati di carriera con funzioni giudicanti di merito e senza incarichi direttivi, e carichi di lavoro per il futuro non inferiori al triplo degli attuali carichi (competenze per valore triplicate o sestuplicate, nuove competenze per materia e valore in centinaia di nuove fattispecie, compresi condominio, proprietà ed altri diritti reali e possessori, esecuzioni mobiliari, etc…, senza considerare le applicazioni nell'ufficio del processo del Tribunale e le relative competenze) ed un abbattimento delle indennità pari al 75% circa dei già miseri emolumenti».

Lo scenario dipinto dalle toghe onorarie è tragico. Nel futuro, prosegue la nota, i giudici di pace «dovranno lavorare come schiavi non a tempo pieno, ma tutti i giorni della settimana, festivi compresi, non meno di 10-12 ore al giorno, per percepire emolumenti netti mensili intorno ai 600-700 euro, ossia somme che neppure basterebbero loro per pagare bollette e le più elementari spese di sopravvivenza».

«Non serve avere l'intelletto di Einstein», seguita il comunicato, «per comprendere che nel futuro nessuno dei giudici di pace in servizio accetterà di mantenere l'incarico e che i futuri magistrati onorari dovranno avere due requisiti fondamentali: l'assoluta inidoneità all'inserimento nel mondo del lavoro anche nello svolgimento delle mansioni più umili ed un'elevata propensione alla corruzione, che diventerà la loro unica fonte di sostentamento».

Il sindacato dei giudici di pace rende inoltre noto che è stato richiesto alla Commissione Europea l'immediato deferimento del Governo italiano dinanzi alla Corte di Giustizia Europea, «sussistendone tutti i motivi di improcrastinabile urgenza».
  • Tribunale di Trani
Altri contenuti a tema
Tribunale di Trani, tornano le udienze dopo l'emergenza Coronavirus Tribunale di Trani, tornano le udienze dopo l'emergenza Coronavirus I magistrati fisseranno le nuove date dei processi
Inchiesta Le Lampare, sale a nove il numero degli indagati coinvolti Inchiesta Le Lampare, sale a nove il numero degli indagati coinvolti Il legale rappresentante della società accusato di concorso in abuso d’ufficio
Minacce a testimoni, avviso di fine indagine all'ex pm di Trani Michele Ruggiero Minacce a testimoni, avviso di fine indagine all'ex pm di Trani Michele Ruggiero Con lui indagato anche un poliziotto della Digos di Bari
Manca il braccialetto elettronico, Nardi e Di Chiaro lasciano il carcere dopo una settimana dall'ok Manca il braccialetto elettronico, Nardi e Di Chiaro lasciano il carcere dopo una settimana dall'ok Per il giudice e il poliziotto l'ok ai domiciliari era arrivato lo scorso 19 giugno
1 Nardi e Di Chiaro lasciano il carcere: andranno ai domiciliari Nardi e Di Chiaro lasciano il carcere: andranno ai domiciliari Accolte le istanze dei legali del magistrato e del poliziotto coinvolti nello scandalo sulla giustizia svenduta
Giustizia sospesa, il commento sul flash mob davanti al Tribunale di Trani Giustizia sospesa, il commento sul flash mob davanti al Tribunale di Trani «Manifestazione nata dall'illogica ed ingiustificata denegata giustizia nei confronti del cittadino»
«Noi parte essenziale del sistema produttivo», in Piazza Duomo il flash mob degli avvocati di Trani «Noi parte essenziale del sistema produttivo», in Piazza Duomo il flash mob degli avvocati di Trani La categoria chiede la ripresa effettiva delle attività e delle udienze in Tribunale dopo il lockdown
Udienze in Tribunale, gli avvocati di Trani chiedono la ripresa delle attività con un flash mob Udienze in Tribunale, gli avvocati di Trani chiedono la ripresa delle attività con un flash mob L’appuntamento è in piazza Duomo il 29 maggio 
© 2001-2020 TraniViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica telematica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
TraniViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.