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Compagnia "Camomilla a Colazione" - Visciano. Foto Tonino Lacalamita
Spettacolo

Il riscatto sociale corre sul filo dell'ironia: la compagnia Camomilla a Colazione sbanca Palazzo Beltrani con "Venerdì 17"

Il terzo appuntamento di “Teatro a Corte” ha raccontano la forza di una commedia che combatte la camorra a colpi di emozioni, in attesa del gran finale con il “Gran Varietà”

La caccia al Premio Nazionale "Giovanni Macchia" è entrata nel vivo nella suggestiva cornice di Palazzo delle Arti Beltrani. Sabato 11 luglio, la Corte "Davide Santorsola" ha ospitato il terzo e attesissimo appuntamento della quinta edizione di «Teatro a Corte», registrando un ottimo riscontro di pubblico per il ritorno a Trani della pluripremiata compagnia campana Camomilla a Colazione. La formazione di Visciano (NA) ha portato in scena «Venerdì 17 - Due preti di troppo», commedia di Antonio Grosso diretta da Felice D'Onofrio. Si è trattato di un ritorno particolarmente atteso per il collettivo, che proprio a Trani ha già conquistato il prestigioso riconoscimento per ben due volte nelle passate edizioni.
La rassegna, prodotta da Delle Arti Odv Ets in collaborazione con la Compagnia dei Teatranti Aps di Bisceglie-Trani e con il patrocinio gratuito dell'Unione Italiana Libero Teatro, si avvia così alle sue battute finali nell'ambito della decima stagione artistica del Palazzo. Al termine della rappresentazione, gli spettatori hanno espresso il proprio voto: spetterà infatti alle preferenze della platea decretare il vincitore del riconoscimento dedicato a Giovanni Macchia (Trani, 1912 – Roma, 2001), illustre critico letterario e scrittore tranese a cui si è voluto intitolare il premio cinque anni fa.

Una commedia tra risate e impegno sociale. Al centro della pièce, una chiesa distrutta e una comunità di periferia che prova a rialzarsi. Due sacerdoti dai caratteri e dalle visioni diametralmente opposti, affiancati da una suora determinata, si sono trovati ad affrontare le dure dinamiche di un quartiere segnato dalla presenza della camorra. Attraverso una galleria di personaggi complessi – un giovane attratto dalla malavita locale, un tossicodipendente al limite del baratro e un boss infastidito dal cambiamento –, lo spettacolo ha saputo alternare abilmente l'ironia tagliente alla riflessione profonda, dimostrando come fede, onestà e impegno concreto possano diventare potenti strumenti di riscatto.
Il cast, composto da Luigi Scafuro, Emanuela Carifi, Antonio La Manna, Ilaria D'Elia, Giusy La Manna, Felice D'Onofrio, Gianfranco Santorelli e Nicola Pandico, ha regalato una prova attoriale di grande ritmo e affiatamento, supportata dalla cura tecnica di Carmine La Manna alle luci e audio, e dai costumi e trucco firmati da Emilia Carifi.

Le Voci dei Protagonisti: la forza dello spettacolo. A fine serata, il gradimento della platea ha trovato conferma nelle parole degli stessi artisti, che hanno sottolineato la profonda identità civile e il grande lavoro emotivo che si celano dietro il successo di questo lavoro.
  • Felice D'Onofrio (Attore, Regista e Presidente dell'Associazione). Il regista ha evidenziato la perfetta coerenza tra l'opera e la missione della compagnia, da sempre schierata sul fronte della promozione della legalità: «Si tratta di uno spettacolo molto importante a cui siamo legatissimi e ci teniamo tantissimo. Quando lo portiamo fuori la gente si accorge di questo legame che tocca da vicino le radici storiche dei nostri territori. Uno dei valori cardine del nostro statuto è proprio la legalità e la promozione territoriale, insieme alla rinascita: intendiamo il teatro come un risveglio sano, proprio come una camomilla la mattina. Molte persone si immedesimano nei personaggi ed entrano totalmente nella storia. Ci hanno fatto complimenti particolari dicendoci che sembra quasi un film. Il segreto? C'è un insieme di elementi: si balla, si canta, si coinvolge il pubblico anche con l'abbattimento della quarta parete, ma rimanendo sempre ancorati al teatro classico senza esagerare. Le persone vogliono vedere spettacoli fatti bene e con qualche elemento di novità, e se ne accorgono subito
  • Gianfranco Santorelli (Attore e V.Presidente dell'Associazione). Alla domanda su un possibile "triplete" di vittorie al Premio Macchia, l'attore ha risposto spostando il focus sull'alto valore sociale della messa in scena: «Lo speriamo, ma non è quella la cosa più importante. Per noi l'obiettivo non è raggiungere un premio o una menzione, ma veicolare il messaggio che ci proponiamo ad ogni commedia: un messaggio di divertimento, di pace, di lotta e di speranza. Con questo copione volevamo rompere i luoghi comuni legati a territori troppo spesso liquidati con la sbrigativa etichetta di illegalità. Quando siamo partiti, ci abbiamo lavorato tanto insieme a tutto il gruppo. Felice D'Onofrio è un regista molto democratico, prende gli spunti di tutti anche se poi la decisione finale spetta a lui. Ci proponiamo proprio di andare in quelle zone dove è impossibile combattere da soli: in gruppo e attraverso lo strumento del teatro possiamo far camminare questi messaggi, perché uniti si può fare tutto.»
  • Luigi Scafuro (Attore). Scafuro si è soffermato sulla complessità interpretativa di ruoli che non lasciano mai indifferenti né gli attori né il pubblico: «Interpretare questi personaggi non è mai neutro, devi stare costantemente sul pezzo. Non si tratta delle solite commedie tradizionali o delle classiche farse; ci sono momenti drammatici intensi alternati a momenti in cui devi spezzare la tensione, altrimenti la commedia diventerebbe troppo dura. Questo ritmo altalenante è la vera forza e stasera è andata davvero molto bene
  • Antonio La Manna (Attore). Sul segreto dell'immedesimazione e del successo della pièce, l'attore ha offerto una profonda riflessione psicologica: «L'importante è comprendere il gioco delle emozioni. Lo definisco "gioco" perché in effetti per me rappresenta una palestra, un insegnamento che si rinnova ad ogni replica e ad ogni prova. Quello che ci impegniamo a portare sul palco è una vera e propria educazione alle emozioni: solo attraverso questa via possiamo parlare di meno e dire di più. Il trionfo di questo spettacolo sta proprio nel trasporto emotivo. Affrontiamo temi complessi come la droga e facciamo espliciti rinvii a figure storiche come Don Peppe Diana; sono le emozioni di questi grandi personaggi che amplificano il senso del contesto che portiamo sulla scena. È questo che rende il lavoro impegnativo, ma è proprio dall'impegno profuso fin dalle prove che si sviluppa il successo: più emozioni carichi e più il contesto è forte, più lo spettacolo arriva al pubblico.»
  • Ilaria D'Elia (Attrice). L'attrice, protagonista di un applauditissimo momento canoro, ha svelato l'importanza del legame personale dietro le quinte: «Il mio personaggio ha il compito di giocare e spezzare la trama seria della commedia, de-ritmando il palco quando serve allentare la tensione. Per calibrare questi passaggi in uno spettacolo così "estremo" – dove si ride e si riflette continuamente su un confine sottilissimo – servono tantissimo affiatamento e un ritmo perfetto. Questo è a tutti gli effetti un teatro di questione sociale che porta messaggi positivi. Il segreto della nostra sintonia? Oltre che sul palco, siamo grandi amici anche nella vita fuori dal teatro, e questa complicità ci permette di comunicare benissimo dietro le quinte per poi trasmetterla direttamente al pubblico
Il gran finale della rassegna "Teatro a Corte" e la visione della direzione artistica. Archiviato con successo anche questo terzo appuntamento, la quinta edizione di «Teatro a Corte» si concluderà ufficialmente sabato 25 luglio con lo spettacolo fuori concorso «Gran varietà», curato direttamente dalla Compagnia dei Teatranti di Bisceglie-Trani. Sarà una serata multiforme ispirata all'avanspettacolo d'altri tempi che saluterà il pubblico tra musica, poesie, sketch e grandi emozioni.
A presentare questa serata finale e a tracciare un bilancio della stagione è il condirettore artistico della rassegna, Enzo Matichecchia (che cura la direzione insieme a Lella Mastrapasqua): «"Gran Varietà" sarà una vera e propria rivisitazione di quegli storici spettacoli di arte varia che si facevano originariamente in teatro. Specialmente quando c'era il Supercinema, le compagnie di varietà venivano a proporre show ricchi di battute e musica. Noi proporremo un mix di cabaret, poesie, macchiette e canzoni interamente cantate dal vivo, strettamente legate al mondo del teatro e del cinema. Il segreto del successo di questa edizione di Teatro a Corte risiede nell'aver voluto presentare quattro generi teatrali completamente diversi tra loro. Piuttosto che prendere tre o quattro spettacoli unicamente brillanti – soluzione che sarebbe stata molto più facile – abbiamo voluto proporre una reale cultura teatrale, offrendo al pubblico la possibilità di gustare le varie sfaccettature del palcoscenico. Questa scelta è stata apprezzatissima dal pubblico, la cui straordinaria presenza e partecipazione ha decretato la riuscita dell'iniziativa. Con tutto il cuore, la città si augura che questo percorso continui: la passione e la voglia non mancano. Quest'anno siamo ritornati a Palazzo Beltrani grazie al direttore artistico della struttura, Niki Battaglia; ora cerchiamo di avviare proficue interazioni con la nuova Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Marco Galiano anche per la diciassettesima edizione di "Venerdì a Teatro". Siamo decisamente fiduciosi.»

Informazioni e biglietti: I tagliandi per la serata finale del 25 luglio sono disponibili sulle piattaforme online di Vivaticket, presso il botteghino del Palazzo delle Arti Beltrani (aperto dal martedì alla domenica dalle 16:00 alle 21:00) o tramite prenotazione rapida WhatsApp al numero +39 392 3892767.
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  • Palazzo Beltrani
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