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Spettacolo
Teatro a Corte | Quando il caos diventa arte: l’improvvisazione di “Patatяak” abbatte ogni barriera tra scena e platea, sul palco la compagnia Teatro Irregolare di Bari
Riprogrammato a sabato 4 luglio, il secondo appuntamento di Palazzo Beltrani ha coinvolto e divertito il pubblico tranese
Trani - domenica 5 luglio 2026
18.51
Un'esplosione di energia, risate e imprevedibilità ha letteralmente conquistato la Corte "Davide Santorsola" di Palazzo delle Arti Beltrani, lo scorso sabato 4 luglio 2026 è andato in scena il secondo appuntamento di "Teatro a Corte - Premio nazionale Giovanni Macchia", la storica rassegna inserita all'interno della prestigiosa decima stagione artistica del centro culturale polifunzionale di Trani. Inizialmente previsto per la fine di giugno e poi riprogrammato, l'atteso evento ha visto come protagonista la compagnia Teatro Irregolare di Bari con la sua produzione originale "Patatяak", per la regia di Lorenzo Vicenti.
Il format dello spettacolo ha scardinato i classici schemi teatrali: nessun copione scritto, nessuna battuta predeterminata. Sul palco, cinque attori e un presentatore hanno trasformato istantaneamente in quadri scenici unici, comici e surreali, le suggestioni e le parole offerte in tempo reale dalla platea. Un vero e proprio esperimento di co-creazione in cui la cosiddetta "quarta parete" è stata completamente abbattuta. Il pubblico è diventato così parte integrante del processo creativo e, al tempo stesso, giudice della serata, chiamato a votare lo spettacolo per l'assegnazione del premio dedicato all'illustre critico letterario tranese Giovanni Macchia. A rendere perfettamente l'atmosfera vibrante, scanzonata e volutamente caotica della serata è il resoconto dell'intervista rilasciata dal regista Lorenzo Vicenti e dagli attori del collettivo.
L'intervista a "Teatro Irregolare"
Gli attori, bravi tutti, si sono mossi come acrobati della parola, traducendo ogni input della platea in sketch fulminei. Il risultato è stato un cortocircuito comico dove il controllo è un'illusione e il vero divertimento nasce proprio quando la scena rischia di deragliare. Le storie improvvisate sul palco sono state esilaranti, il merito (o la colpa) è stato tutto dei suggerimenti folli urlati dalle prime file — tra cui, si sussurra, una crisi esistenziale causata dal prezzo dei taralli e un drammatico inseguimento nel mercato del sabato a Trani. La compagnia Teatro Irregolare ha chiuso tra gli applausi a scena aperta, confermando che il pubblico tranese sa essere un ottimo co-autore.
Il viaggio di Teatro a Corte continua con i prossimi appuntamenti, la rassegna che vede come Direttori Artistici Lella Mastrapasqua e Enzo Matichecchia (prodotta da Delle Arti ODV ETS in collaborazione con la Compagnia dei Teatranti A.P.S. e il patrocinio UILT) prevede gli ultimi due appuntamenti imperdibili:
Il format dello spettacolo ha scardinato i classici schemi teatrali: nessun copione scritto, nessuna battuta predeterminata. Sul palco, cinque attori e un presentatore hanno trasformato istantaneamente in quadri scenici unici, comici e surreali, le suggestioni e le parole offerte in tempo reale dalla platea. Un vero e proprio esperimento di co-creazione in cui la cosiddetta "quarta parete" è stata completamente abbattuta. Il pubblico è diventato così parte integrante del processo creativo e, al tempo stesso, giudice della serata, chiamato a votare lo spettacolo per l'assegnazione del premio dedicato all'illustre critico letterario tranese Giovanni Macchia. A rendere perfettamente l'atmosfera vibrante, scanzonata e volutamente caotica della serata è il resoconto dell'intervista rilasciata dal regista Lorenzo Vicenti e dagli attori del collettivo.
L'intervista a "Teatro Irregolare"
- Il cuore di "Patatяak" è l'imprevisto totale. Tecnicamente e mentalmente, come ci si prepara a salire su un palco senza una sola riga di testo scritta? «Ci si prepara facendo un sacco di esercizi sul non rifiutare, sul non dire di no, sull'accettare qualunque stimolo provenga dai compagni. Questo spettacolo ha assoluto bisogno di ritmo, di creatività e di avere una mente allenata. Ci alleniamo apposta per questo: mente sveglia, reattiva e, soprattutto, pronta ad accettare. Perché una delle pochissime regole fondamentali dell'improvvisazione teatrale è proprio questa: accettare sempre le offerte.»
- Nello spettacolo create un flusso continuo di quadri comici, surreali ed emotivi. Quali sono le corde che vi prende di più toccare sul vivo? «Noi facciamo improvvisazione teatrale a tutto tondo, quindi le corde che tocchiamo sono esattamente le corde che improvvisiamo sul momento. Possiamo toccare le emozioni più profonde, così come possiamo concentrarci sulla pura costruzione estemporanea di una storia. Improvvisare vuol dire proprio questo: costruire storie all'istante. Nel farlo giochiamo tantissimo con le sfumature emotive, ci riscaldiamo molto con quelle. Ma la chiave principale di tutto è che giochiamo. Il nostro è, prima di tutto, un grande gioco.»
- Il testo di presentazione vi definisce "co-creatori" insieme al pubblico. C'è però un risvolto interessante: stasera il pubblico è anche il giudice che deve votarvi per il Premio Macchia. È una strategia pensata? «È tutto pensato! Se il pubblico stasera dà i suggerimenti sbagliati dal posto... beh, si giudicherà da solo! È colpa del pubblico! Scherzi a parte, la platea fa totalmente parte dello spettacolo perché ci nutre con i suoi spunti. Anzi, diciamo subito che se vinciamo il premio lo dedichiamo a loro, lo vince tutto il pubblico, è bene che lo sappiano.»
- C'è mai stata in passato una parola o uno stimolo dalla platea che vi ha messi davvero in seria difficoltà? E qual è la scena più assurda che abbiate mai improvvisato? «In realtà noi speriamo sempre di essere messi in difficoltà, perché ci divertiamo e ci attiviamo proprio con le difficoltà! La scena più assurda in assoluto? Quella dell'ospedale psichiatrico. Eravamo a Molfetta e durante lo spettacolo una signora del pubblico, uscita da un ospedale psichiatrico per davvero, è intervenuta chiedendoci se doveva "farsi" una puntura... e noi, al momento, abbiamo integrato e improvvisato anche su quello! È stato un momento totale!»
Gli attori, bravi tutti, si sono mossi come acrobati della parola, traducendo ogni input della platea in sketch fulminei. Il risultato è stato un cortocircuito comico dove il controllo è un'illusione e il vero divertimento nasce proprio quando la scena rischia di deragliare. Le storie improvvisate sul palco sono state esilaranti, il merito (o la colpa) è stato tutto dei suggerimenti folli urlati dalle prime file — tra cui, si sussurra, una crisi esistenziale causata dal prezzo dei taralli e un drammatico inseguimento nel mercato del sabato a Trani. La compagnia Teatro Irregolare ha chiuso tra gli applausi a scena aperta, confermando che il pubblico tranese sa essere un ottimo co-autore.
Il viaggio di Teatro a Corte continua con i prossimi appuntamenti, la rassegna che vede come Direttori Artistici Lella Mastrapasqua e Enzo Matichecchia (prodotta da Delle Arti ODV ETS in collaborazione con la Compagnia dei Teatranti A.P.S. e il patrocinio UILT) prevede gli ultimi due appuntamenti imperdibili:
- Sabato 11 luglio (ore 21:00): "Venerdì 17 - Due preti di troppo", una commedia brillante dall'alto valore educativo firmata dalla compagnia Camomilla a Colazione (Visciano, NA).
- Sabato 25 luglio (ore 21:00): "Gran Varietà", serata speciale fuori concorso a cura della Compagnia dei Teatranti di Bisceglie-Trani, tra musica, cabaret e atmosfere d'altri tempi.

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