
Politica
Sanità, botta e risposta tra Mennea (PD) e Fucci (FI)
Il centrosinistra parla di allarmismi, Forza Italia lamenta il silenzio della giunta regionale
Puglia - venerdì 7 novembre 2014
7.13
Chi attacca la Regione, chi getta acqua sul fuoco. Il presunto riordino ospedaliero, con la seguente chiusura del pronto soccorso di Trani, divide le parti politiche che si punzecchiano a colpi di comunicati stampa. «Chi si sta agitando contro la chiusura di un reparto o la soppressione di posti letto - afferma il consigliere regionale del Pd, Ruggiero Mennea - lo fa facendo in malafede, ben consapevole del fatto che non esiste alcun piano di riordino ospedaliero e che quindi nulla accadrà di quello che si sta dicendo». Per Mennea quella in circolazione è solo una bozza del piano di riordino suscettibile di modifiche ed integrazioni.
«Si sta infatti parlando - continua la nota -di nuovi tagli alle Regioni e, in particolare, alla sanità, che senso avrebbe dunque approvare ora un piano di riordino se poi si dovrà nuovamente rivederlo? Per questo il Partito Democratico ha invitato il governo regionale a sospendere qualsiasi provvedimento in tal senso. Anche perché, tra l'altro, non ha senso approvare un piano di riordino, che è una sorta di piano regolatore della sanità, a pochi mesi dalle elezioni regionali, che in un verso o nell'altro, segneranno un cambio alla guida della nostra Regione. E' giusto, dunque, che siano il nuovo governatore, il nuovo assessore alla sanità e il nuovo consiglio regionale a prendersi la responsabilità delle scelte».
Ad ogni modo Mennea sottolinea che «tutte le valutazioni degli ultimi giorni sono inappropriate». «Lanciare allarmismi è fuorviante», accusa il consigliere regionale del Pd, «un modo maldestro di strumentalizzare un argomento serio e sensibile, che non può essere manipolato in chiave elettoralistica».
«Sul pronto soccorso di Trani, invece, sono state dette delle inesattezze», prosegue il consigliere regionale del Pd. "Da una lettura attenta del piano emerge che il pronto soccorso è stato rafforzato, in quanto diventa pronto di primo intervento territoriale. Viene dunque potenziato e diventa un punto di riferimento per tutto il territorio, anche per riqualificare una struttura che negli anni è stata depotenziata e non certo per colpa del centrosinistra. Chi oggi accusa il governo regionale dovrebbe chiedersi che cosa è successo a Trani a partire da metà anni Novanta fino ai primi anni Duemila. Trani poteva avere un ruolo importante nel panorama sanitario della Bat, ma qualcuno ha preferito svendere alcuni pezzi importanti dell'ospedale. E di certo non c'era il centrosinistra alla guida della Regione in quegli anni».
Di tutt'altra opinione l'onorevole di Forza Italia, Benedetto Fucci, che lamenta l'assenza nel dibattito della Regione:« E' paradossale poichè si parla dell'ente che ha competenza diretta sull'organizzazione del sistema sanitario. Ma è anche la realtà dei fatti con la quale sia i cittadini che i medici e gli operatori sanitari, con una fortissima penalizzazione per la Bat, devono fare i conti.
Il Piano di riordino sanitario messo a punto dalla Giunta regionale sembra penalizzare fortemente la provincia Bat. Ho notato come perfino nelle fila della maggioranza venga evidenziato questo aspetto. Da un lato apprezzo questa obiettività, dall'altro non posso non sottolineare fatti gravi come, per esempio, la previsione nel Piano di inserimento di una struttura di pronto soccorso di secondo livello per i casi più complessi prevista nel nuovo Ospedale di Andria. Peccato che la Regione continui ad essere totalmente latitante sul fronte proprio del nuovo Ospedale. E' un'autentica beffa perché l'unica unità di pronto soccorso di questo genere destinata a servire non solo Andria ma l'intera provincia, pur prevista sulla carta, non potrà essere operativa per l'assenza della struttura ospedaliera che dovrebbe ospitarla.
Ma i danni per l'intero territorio provinciale non finiscono qui. Si pensi a Barletta, Trani e Canosa che avranno strutture fortemente depotenziate dal piano di riordino. Di qui il mio nuovo, ma temo vano visti i precedenti, appello alla Regione Puglia perché venga invertita la rotta».
«Si sta infatti parlando - continua la nota -di nuovi tagli alle Regioni e, in particolare, alla sanità, che senso avrebbe dunque approvare ora un piano di riordino se poi si dovrà nuovamente rivederlo? Per questo il Partito Democratico ha invitato il governo regionale a sospendere qualsiasi provvedimento in tal senso. Anche perché, tra l'altro, non ha senso approvare un piano di riordino, che è una sorta di piano regolatore della sanità, a pochi mesi dalle elezioni regionali, che in un verso o nell'altro, segneranno un cambio alla guida della nostra Regione. E' giusto, dunque, che siano il nuovo governatore, il nuovo assessore alla sanità e il nuovo consiglio regionale a prendersi la responsabilità delle scelte».
Ad ogni modo Mennea sottolinea che «tutte le valutazioni degli ultimi giorni sono inappropriate». «Lanciare allarmismi è fuorviante», accusa il consigliere regionale del Pd, «un modo maldestro di strumentalizzare un argomento serio e sensibile, che non può essere manipolato in chiave elettoralistica».
«Sul pronto soccorso di Trani, invece, sono state dette delle inesattezze», prosegue il consigliere regionale del Pd. "Da una lettura attenta del piano emerge che il pronto soccorso è stato rafforzato, in quanto diventa pronto di primo intervento territoriale. Viene dunque potenziato e diventa un punto di riferimento per tutto il territorio, anche per riqualificare una struttura che negli anni è stata depotenziata e non certo per colpa del centrosinistra. Chi oggi accusa il governo regionale dovrebbe chiedersi che cosa è successo a Trani a partire da metà anni Novanta fino ai primi anni Duemila. Trani poteva avere un ruolo importante nel panorama sanitario della Bat, ma qualcuno ha preferito svendere alcuni pezzi importanti dell'ospedale. E di certo non c'era il centrosinistra alla guida della Regione in quegli anni».
Di tutt'altra opinione l'onorevole di Forza Italia, Benedetto Fucci, che lamenta l'assenza nel dibattito della Regione:« E' paradossale poichè si parla dell'ente che ha competenza diretta sull'organizzazione del sistema sanitario. Ma è anche la realtà dei fatti con la quale sia i cittadini che i medici e gli operatori sanitari, con una fortissima penalizzazione per la Bat, devono fare i conti.
Il Piano di riordino sanitario messo a punto dalla Giunta regionale sembra penalizzare fortemente la provincia Bat. Ho notato come perfino nelle fila della maggioranza venga evidenziato questo aspetto. Da un lato apprezzo questa obiettività, dall'altro non posso non sottolineare fatti gravi come, per esempio, la previsione nel Piano di inserimento di una struttura di pronto soccorso di secondo livello per i casi più complessi prevista nel nuovo Ospedale di Andria. Peccato che la Regione continui ad essere totalmente latitante sul fronte proprio del nuovo Ospedale. E' un'autentica beffa perché l'unica unità di pronto soccorso di questo genere destinata a servire non solo Andria ma l'intera provincia, pur prevista sulla carta, non potrà essere operativa per l'assenza della struttura ospedaliera che dovrebbe ospitarla.
Ma i danni per l'intero territorio provinciale non finiscono qui. Si pensi a Barletta, Trani e Canosa che avranno strutture fortemente depotenziate dal piano di riordino. Di qui il mio nuovo, ma temo vano visti i precedenti, appello alla Regione Puglia perché venga invertita la rotta».
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