Politica

Servizi Sociali. Per Ferrante siamo "all'anno zero"

«Anche per il 2006 niente piano di zona»

«Abbiamo notato una certa "sensibilità" del centrodestra cittadino ad affrontare determinate questioni (vedi l'urbanistica, la realizzazione dell'inceneritore, ecc…) a scapito di altre. Ciò che ci lascia perplessi è il modo di gestire i servizi sociali, la cui delega di governo cittadino è stata affidata a quattro assessori diversi in tre anni di amministrazione e questo denota una scarsissima attenzione nei confronti di un settore che dovrebbe essere il fiore all'occhiello di una città civile e che ambisce a recitare un ruolo importante (non solo sulla carta in quanto capoluogo) nella nuova provincia. Ed invece anche per l'anno 2006 a Trani niente servizi sociali e niente piano di zona.
Il Piano di Zona è lo strumento di pianificazione e di regolamentazione nell'ambito dei servizi sociali, paragonabile ad un vero e proprio piano regolatore, di cui si dota un territorio per poter sviluppare progetti che investono l'area sociale e che spingono verso una maggiore integrazione dell'ambito sociale con quello sanitario. Uno strumento al servizio dei cittadini, del loro territorio. Uno strumento che invoca intese fra le parti, che invita le istituzioni, le agenzie pubbliche e private a concertare il modo di agire e di offrire servizi al passo con i tempi e soprattutto in grado di rispondere alle istanze dei cittadini. Il finanziamento dei servizi è garantito dai trasferimenti della Regione che ha messo a disposizione a partire dal 26/08/2004, Burp n. 103, dell'Ambito Trani/Bisceglie (con Trani capofila amministrativo) OLTRE DUE MILIONI EURO. (Oltre a circa un altro MILIONE DI EURO relativo al Fondo Nazionale annualità 2004 e Fondo Lotta alle tossicodipendenze in assegnazione in questi giorni).

Per ottenere questi fondi occorre far riferimento ad una procedura che prevede la redazione di un progetto di massima, approvato dal Comune di Trani il 14/07/2005 e di un progetto esecutivo relativo ai servizi da attivare sul territorio. Ora, a distanza di 10 mesi dall'approvazione del progetto di massima, il Comune di Trani non ha ancora presentato in Regione i progetti esecutivi che, tra l'altro, devono essere co-progettati, con appositi tavoli, con il Comune di Bisceglie, con l'Amministrazione Provinciale, con la ASL BAT/1, passando attraverso le organizzazioni sindacali, le realtà del terzo settore, le associazioni di volontariato, il mondo della scuola. Nessuna idea e/o proposta è stata vagliata nel corso di 10 mesi. Tutti i servizi relativi alle varie aree ( Responsabilità familiari, Minori, Persone anziane, Disabilità, Dipendenze, Salute mentale, Contrasto alla povertà ed Immigrazione ) sono ormai fermi da oltre due anni.
Inoltre risulta ancora non interamente costituito l'Ufficio tecnico di Piano, cioè l''Ufficio che dovrebbe garantire tecnicamente non solo la presentazione dei progetti, ma anche la predisposizione dei bandi di gara, dell'assegnazione dei servizi, del monitoraggio degli interventi e delle risorse finanziarie. L'assenza di interventi porta l'amministrazione a non decidere sulle priorità delle aree; aree che hanno bisogno di potenziare i servizi esistenti e di essere dotate di nuovi servizi. Nessuna attenzione è stata rivolta all'area anziani, così come all'area dei minori, pur avendo, il centro-destra, come riferimento principale per lo sviluppo politico, ma evidentemente solo a parole, la famiglia; famiglia che deve essere sostenuta e difesa nei momenti di disagio e con la quale deve essere sempre alto il grado di collaborazione. Non si attiveranno nel 2006 progetti per le aree della dipendenza e del disagio mentale, così come quelli relativi al fenomeno della immigrazione. Nessun servizio sarà attivato anche nell'anno in corso, nessuna risposta sarà data ai bisogni dei cittadini.Trani avrà mai il Piano di Zona dei servizi sociali? Quale conseguenza di questa incapacità? Il Comune potrà ricevere dalla Regione, come stabilito dalla Legge la 328/2000, Legge quadro sulla riforma dei servizi sociali, i finanziamenti ad esso collegati con la L.R. 17/2003? Quali processi di partecipazione avviare per rimediare a questa grave situazione? In quale situazione si trovano i servizi sociali del Comune di Trani?
Quale ruolo deve avere il Terzo Settore nel processo di partecipazione alla definizione delle priorità, di individuazione delle risposte e della organizzazione del sistema dei servizi, e di attuazione delle verifiche sull'efficacia delle prestazioni?Quale integrazione socio sanitaria e delle politiche degli altri assessorati che hanno competenze su temi trasversali come casa – lavoro – istruzione/formazione ?Quali e quante risorse necessitano per garantire i diritti di cittadinanza ed i livelli essenziali di assistenza sociale (LIVEAS)?Speriamo che il grado di sensibilità di chi attualmente amministra la città possa aumentare in modo tale da far si che anche Trani possa avere dei servizi sociali adeguati.»Fabrizio Ferrante
Segretario SDI
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