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Politica
Terremoto giudiziario alla BAT, Ventola (FdI) non fa sconti: «Lodispoto si dimetta subito»
L'indagine per presunta corruzione sugli appalti stradali travolge i vertici dell'ente. L'europarlamentare: «Gestione fallimentare e personalistica»
Trani - mercoledì 7 gennaio 2026
06.55
Una bufera giudiziaria e politica si è abbattuta sulla Provincia di Barletta-Andria-Trani. La notizia dell'indagine che vede coinvolto il presidente della Provincia e sindaco di Margherita di Savoia, Bernardo Lodispoto (74 anni), ha innescato l'immediata reazione di Fratelli d'Italia, che per voce dell'europarlamentare Francesco Ventola chiede le dimissioni immediate del vertice dell'ente.
L'inchiesta: appalti e strade nel mirino
Secondo quanto emerso nelle ultime ore e riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, la Procura di Trani ha aperto un fascicolo per concorso in corruzione. Oltre a Lodispoto, risulterebbero indagati l'ex vicepresidente della Provincia ed ex segretario provinciale del Pd, Lorenzo Marchio Rossi (70 anni), e il consigliere comunale di Andria Emanuele Sgarra (64 anni). Al centro dell'attività investigativa della Guardia di Finanza, che avrebbe effettuato perquisizioni già lo scorso dicembre, ci sarebbero presunte irregolarità legate ad alcuni appalti per la manutenzione delle strade provinciali. Il presunto corruttore sarebbe un imprenditore della zona. Un quadro accusatorio che, se confermato, getterebbe un'ombra pesante sulla gestione dei lavori pubblici nell'ente.
L'affondo di Ventola: "Dimissioni atto dovuto, non solo per l'indagine"
Se sul fronte giudiziario si attendono gli sviluppi, su quello politico la sentenza di Fratelli d'Italia è già scritta. Francesco Ventola, in una nota di fuoco, ha chiarito che la richiesta di dimissioni non nasce solo dall'inchiesta in corso — per la quale ribadisce "massima fiducia nell'operato della magistratura" — ma è il culmine di un giudizio politico totalmente negativo sull'operato di Lodispoto. Ventola stila un vero e proprio decalogo del fallimento, accusando Lodispoto di aver trasformato la Provincia da ente di coordinamento territoriale a "dopolavoro autoreferenziale e ben remunerato". Ecco, in sintesi, i 10 motivi per cui, secondo FdI, Lodispoto deve lasciare la poltrona:
1. Non gode più (da molto tempo) della fiducia dei colleghi sindaci;
2. Non ha più la fiducia della stragrande maggioranza dei consiglieri provinciali
3. Perché ha ridotto la provincia in un ente burocratico privo di qualsiasi autorevolezza;
4. Perché ha trasformato la provincia da un ente che coordinava le politiche del territorio in sintonia con i sindaci ad un suo dopolavoro autoreferenziale e ben remunerato;
5. Perché ha condizionato psicologicamente ed emotivamente i collaboratori e dipendenti della provincia, demotivandoli, "costringendo" molti di loro a trasferirsi altrove;
6. Perché con la sua condotta ha determinato lo stallo delle attività principali della provincia: manutenzione strade e scuole ed ambiente in primis;
7. Perché con la sua condotta c'è stato un aumento esponenziale del contenzioso a scapito della realizzazione di opere;
8. Perché con la sua condotta non si è proceduto ai concorsi nonostante fossero stati programmate e finanziate numerose assunzioni;
9. Perché non è stato in grado di candidare progetti utili al territorio ai diversi canali di finanziamento al contrario di altre province pugliesi;
10. Perché con la sua condotta sono stati definanziati interventi per il territorio quali strade ed il centro ricerche Bonomo.
L'appello al Centrosinistra e la stoccata sulla Legge Delrio
L'europarlamentare non risparmia critiche agli alleati politici di Lodispoto: "Rivolgo un appello a tutti i partiti e movimenti di centrosinistra che hanno determinato la sua duplice vittoria. Si attivino affinché si ponga fine a questa esperienza dannosa per l'intero territorio". Per Ventola, la percezione dei cittadini è ormai compromessa: la Provincia BAT è vista come "un problema piuttosto che una opportunità". La conclusione della nota è una sfida diretta e una critica al sistema elettorale delle province (Legge Delrio). "Se non ci fosse stata la legge scellerata a tutelarlo, non godendo più della maggioranza, sarebbe decaduto? CERTAMENTE!" attacca Ventola, che chiude con un invito perentorio: "Presidente Lodispoto, si faccia da parte. Dimostri di non essere attaccato alla poltrona e consenta al territorio di autodeterminarsi". tl@
L'inchiesta: appalti e strade nel mirino
Secondo quanto emerso nelle ultime ore e riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, la Procura di Trani ha aperto un fascicolo per concorso in corruzione. Oltre a Lodispoto, risulterebbero indagati l'ex vicepresidente della Provincia ed ex segretario provinciale del Pd, Lorenzo Marchio Rossi (70 anni), e il consigliere comunale di Andria Emanuele Sgarra (64 anni). Al centro dell'attività investigativa della Guardia di Finanza, che avrebbe effettuato perquisizioni già lo scorso dicembre, ci sarebbero presunte irregolarità legate ad alcuni appalti per la manutenzione delle strade provinciali. Il presunto corruttore sarebbe un imprenditore della zona. Un quadro accusatorio che, se confermato, getterebbe un'ombra pesante sulla gestione dei lavori pubblici nell'ente.
L'affondo di Ventola: "Dimissioni atto dovuto, non solo per l'indagine"
Se sul fronte giudiziario si attendono gli sviluppi, su quello politico la sentenza di Fratelli d'Italia è già scritta. Francesco Ventola, in una nota di fuoco, ha chiarito che la richiesta di dimissioni non nasce solo dall'inchiesta in corso — per la quale ribadisce "massima fiducia nell'operato della magistratura" — ma è il culmine di un giudizio politico totalmente negativo sull'operato di Lodispoto. Ventola stila un vero e proprio decalogo del fallimento, accusando Lodispoto di aver trasformato la Provincia da ente di coordinamento territoriale a "dopolavoro autoreferenziale e ben remunerato". Ecco, in sintesi, i 10 motivi per cui, secondo FdI, Lodispoto deve lasciare la poltrona:
1. Non gode più (da molto tempo) della fiducia dei colleghi sindaci;
2. Non ha più la fiducia della stragrande maggioranza dei consiglieri provinciali
3. Perché ha ridotto la provincia in un ente burocratico privo di qualsiasi autorevolezza;
4. Perché ha trasformato la provincia da un ente che coordinava le politiche del territorio in sintonia con i sindaci ad un suo dopolavoro autoreferenziale e ben remunerato;
5. Perché ha condizionato psicologicamente ed emotivamente i collaboratori e dipendenti della provincia, demotivandoli, "costringendo" molti di loro a trasferirsi altrove;
6. Perché con la sua condotta ha determinato lo stallo delle attività principali della provincia: manutenzione strade e scuole ed ambiente in primis;
7. Perché con la sua condotta c'è stato un aumento esponenziale del contenzioso a scapito della realizzazione di opere;
8. Perché con la sua condotta non si è proceduto ai concorsi nonostante fossero stati programmate e finanziate numerose assunzioni;
9. Perché non è stato in grado di candidare progetti utili al territorio ai diversi canali di finanziamento al contrario di altre province pugliesi;
10. Perché con la sua condotta sono stati definanziati interventi per il territorio quali strade ed il centro ricerche Bonomo.
L'appello al Centrosinistra e la stoccata sulla Legge Delrio
L'europarlamentare non risparmia critiche agli alleati politici di Lodispoto: "Rivolgo un appello a tutti i partiti e movimenti di centrosinistra che hanno determinato la sua duplice vittoria. Si attivino affinché si ponga fine a questa esperienza dannosa per l'intero territorio". Per Ventola, la percezione dei cittadini è ormai compromessa: la Provincia BAT è vista come "un problema piuttosto che una opportunità". La conclusione della nota è una sfida diretta e una critica al sistema elettorale delle province (Legge Delrio). "Se non ci fosse stata la legge scellerata a tutelarlo, non godendo più della maggioranza, sarebbe decaduto? CERTAMENTE!" attacca Ventola, che chiude con un invito perentorio: "Presidente Lodispoto, si faccia da parte. Dimostri di non essere attaccato alla poltrona e consenta al territorio di autodeterminarsi". tl@
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