Enti locali
Trani, a rischio chiusura la sede dell'Acquedotto pugliese?
Lettere del sindaco di Trani e del presidente della provincia Bat
Trani - martedì 13 aprile 2010
Pubblichiamo una lettera del sindaco Giuseppe Tarantini indirizzata al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e all'assessore regionale alle opere pubbliche Fabiano Amati:
«Apprendo con sconcerto la notizia di un imminente trasferimento del capo compartimento di Trani dell'Acquedotto Pugliese, ing. Trimigliozzi. Sulla notizia nutro forti perplessità, poiché in una struttura di un Ente strategico, quale appunto l'Acquedotto Pugliese, generalmente al trasferimento di un Capo di Compartimento, corrisponde un graduale smantellamento della struttura stessa. Infatti è difficile immaginare la sussistenza di un Compartimento senza un responsabile a capo dello stesso.
Per questo Vi chiedo, se vi sia in atto una disattivazione del sistema di Acquedotto Pugliese nella Bat, e se così fosse, avendo già sentito il Presidente della Provincia Francesco Ventola che si è dichiarato disponibile ad attivarsi immediatamente, Vi annuncio che ci approntiamo a mettere in atto contromisure a carattere Istituzionale per evitare un progressivo smantellamento dai nostri territori della organizzazione periferica di Enti di vitale importanza, quali appunto Acquedotto Pugliese».
Anche il presidente della provincia, Francesco Ventola, ha chiesto rassicurazioni in merito, auspicando un incontro prima di ogni ipotetica modifica dell'attuale assetto delle sedi. E' sostanzialmente questo il contenuto della missiva inviata stamane dal presidente della Bat all'amministratore unico dell'Acquedotto pugliese, Ivo Monteforte, al vicepresidente vicario dell'ambito territoriale ottimale (ATO) Michele Emiliano ed all'assessore regionale Amati.
«Ci giungono notizie - scrive Ventola - di un possibile riassetto in seno all'Acquedotto Pugliese, attraverso l'eliminazione dell'unità territoriale della Provincia di Barletta, Andria e Trani, con sede a Trani, ed il relativo trasferimento delle competenze e ditcirca venti unità lavorative all'Ufficio Territoriale di Bari. Se tale eventualità dovesse trovare conferma, sarebbe in evidente contrasto con le intese precedentemente intercorse con tutti i Comuni interessati, ma anche in controsenso con il lavoro fin qui svolto ai fini del riconoscimento di un territorio che vuole qualificarsi sempre di più anche attraverso i servizi offerti all'utenza».
«Apprendo con sconcerto la notizia di un imminente trasferimento del capo compartimento di Trani dell'Acquedotto Pugliese, ing. Trimigliozzi. Sulla notizia nutro forti perplessità, poiché in una struttura di un Ente strategico, quale appunto l'Acquedotto Pugliese, generalmente al trasferimento di un Capo di Compartimento, corrisponde un graduale smantellamento della struttura stessa. Infatti è difficile immaginare la sussistenza di un Compartimento senza un responsabile a capo dello stesso.
Per questo Vi chiedo, se vi sia in atto una disattivazione del sistema di Acquedotto Pugliese nella Bat, e se così fosse, avendo già sentito il Presidente della Provincia Francesco Ventola che si è dichiarato disponibile ad attivarsi immediatamente, Vi annuncio che ci approntiamo a mettere in atto contromisure a carattere Istituzionale per evitare un progressivo smantellamento dai nostri territori della organizzazione periferica di Enti di vitale importanza, quali appunto Acquedotto Pugliese».
Anche il presidente della provincia, Francesco Ventola, ha chiesto rassicurazioni in merito, auspicando un incontro prima di ogni ipotetica modifica dell'attuale assetto delle sedi. E' sostanzialmente questo il contenuto della missiva inviata stamane dal presidente della Bat all'amministratore unico dell'Acquedotto pugliese, Ivo Monteforte, al vicepresidente vicario dell'ambito territoriale ottimale (ATO) Michele Emiliano ed all'assessore regionale Amati.
«Ci giungono notizie - scrive Ventola - di un possibile riassetto in seno all'Acquedotto Pugliese, attraverso l'eliminazione dell'unità territoriale della Provincia di Barletta, Andria e Trani, con sede a Trani, ed il relativo trasferimento delle competenze e ditcirca venti unità lavorative all'Ufficio Territoriale di Bari. Se tale eventualità dovesse trovare conferma, sarebbe in evidente contrasto con le intese precedentemente intercorse con tutti i Comuni interessati, ma anche in controsenso con il lavoro fin qui svolto ai fini del riconoscimento di un territorio che vuole qualificarsi sempre di più anche attraverso i servizi offerti all'utenza».
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