Capondanno a Trani - Edoardo Bennato
Capondanno a Trani - Edoardo Bennato
Eventi e cultura

Trani accende il suo Capodanno più rock: Bennato trascina Piazza Quercia in una notte di musica, identità e futuro

Una piazza gremita, un rocker senza tempo, l’energia di Radio Selene: la città entra nel 2026 da protagonista

Non è stato il countdown a decretare l'inizio del nuovo anno, ma l'ingresso di Edoardo Bennato sul grande palco affacciato sul mare. Piazza Quercia era già un'unica onda compatta di voci e luci quando l'armonica del cantautore partenopeo, ha tagliato l'aria fredda di tramontana, trasformando la notte di San Silvestro in un rito collettivo che ha unito generazioni diverse sotto lo stesso cielo. Trani ha risposto con un entusiasmo che sembrava moltiplicarsi a ogni accordo, a ogni riff di chitarra, a ogni sorriso irriverente di Bennato, che ha portato in scena l'energia inconfondibile del suo "Sono solo canzonette Tour", celebrando i quarantacinque anni di un album che continua a parlare al presente.

Prima dell'arrivo dell'artista, la città aveva già mostrato il suo volto più vivo grazie al lavoro instancabile di Radio Selene, importante architrave dell'intera serata, che dalle 22:00 ha guidato la piazza in un crescendo di musica e partecipazione. Ad alternarsi sul palco e nella conduzione della lunga diretta radiofonica Maria Rita Minoia, Paola Cisternino e Stefano Alicchio, mentre il dj Dario Quagliarella ha costruito una trascinante magia sonora capace di scaldare anche la brezza marina. Le coreografie della crew South Klan del South Dance Center di Trani hanno aggiunto movimento e colore, aggiungendo brio a un concerto che si preannunciava memorabile.

Edoardo Bennato con il suo rock 'n roll insieme ribelle e scanzonato, politicamente scorretto e geniale, ha disegnato alcune indimenticabili pagine del migliore cantautorato italiano, magistralmente arrangiate ed eseguite dal virtuoso autore e polistrumentista partenopeo. L' impertinente Peter Pan, allergico a ogni etichetta, ha attraversato mode e generazioni, stagioni diverse e altalenanti scenari politici del Paese, con la sensibile curiosità e la sfrontata franchezza del testimone insolito e indomito del rocker.

A scandire il concerto l'armonica e il kazoo, la chitarra e il tamburello, le arie graffianti e i virtuosismi dell'eccelso funambolo delle note, scortato da una band formidabile che ha amplificato l'energia del suo live. Quando Bennato è salito sul palco, accompagnato da Giuseppe Scarpato e Gennaro Porcelli alle chitarre, Raffaele Lopez alle tastiere, Arduino Lopez al basso e Roberto Perrone alla batteria, la piazza è esplosa. Un vero "juke-box" di brani vecchi e nuovi contraddistinti da una peculiarità di stile e un'eterogeneità di influenze, tra rock, blues e folk, che ne hanno fatto il capostipite di una genia di irregolari della nostra canzone.
Un viaggio sonoro, quello di Trani, costruito come un'unica, lunga narrazione. Bennato ha scelto di aprire la serata in acustico, da solo sul palco, con un medley che ha subito acceso la piazza: una versione intensa di "Abbi dubbi", "Sono solo canzonette" e "Il gatto e la volpe" hanno introdotto subito il pubblico nel suo universo fiabesco e irriverente, mescolando ironia, memoria collettiva e quella leggerezza solo apparente che da sempre caratterizza la sua scrittura.

Da lì, il live si è trasformato in un flusso ininterrotto di travolgente energia: "Mangiafuoco" e "Mastro Geppetto" hanno riportato sul palco l'immaginario collodiano più iconico del cantautore, che da decenni accompagna la sua musica, seguiti da "È stata tua la colpa", "Nerone", "A cosa serve la guerra" e dalla poesia senza tempo della superba "L'isola che non c'è", che hanno intrecciato denuncia e disincanto. Con "A Napoli 55 è 'a musica", Bennato ha aperto una finestra autobiografica, raccontando la sua storia attraverso un brano che è già manifesto, mentre la piazza rispondeva con un entusiasmo. La città, illuminata dalle installazioni natalizie e dal riflesso del porto, sembrava respirare all'unisono con la musica.

Questa prima parte si è chiusa in un abbraccio collettivo, prima della ripresa del concerto, intorno alle 00.20, quando il palco si è trasformato in un'arena rock. Il ritorno di Bennato e della band ha inaugurato la seconda parte con il travolgente "Rock di Capitan Uncino", "Asia" e una sorprendente incursione nelle elegiache melanconie di "Una settimana…un giorno". A chiudere il live, in un clima di pura partecipazione, è stata "Nisida", sigillo emotivo di una notte che Trani ricorderà a lungo. Ad intervallare il concerto, il countdown, guidato da Radio Selene, che ha trasformato la piazza in un'esplosione di luci e coriandoli. A mezzanotte, il brindisi di rito assieme al sindaco della Città di Trani, Amedeo Bottaro, ha suggellato un passaggio simbolico tra un anno e l'altro, mentre il pubblico, ancora carico di energia, si preparava a vivere il prosieguo della notte più lunga dell'anno.Radio Selene ha continuato a far ballare la piazza fino a notte fonda, con un entusiasmo che non ha conosciuto pause.

A dare voce al sentimento diffuso è stato proprio il primo cittadino Amedeo Bottaro, che ha sottolineato come: «Fino a qualche anno fa sembrava impensabile poter vivere a Trani un Capodanno in piazza così partecipato e sentito. Le immagini della festa organizzata col sostegno della Regione Puglia raccontano anche per quest'anno una città che ha ritrovato fiducia in sé stessa e nella propria capacità di organizzare eventi di qualità, gratuiti e partecipati. È il frutto di un lavoro decennale sulla sicurezza, sulla programmazione culturale e sul coinvolgimento della comunità stessa. Trani dimostra di saper essere accogliente, viva e protagonista, non solo d'estate ma tutto l'anno. La scommessa del Capodanno in piazza, decisamente vinta, è un segnale forte di crescita e di futuro per la nostra città che si conferma tra le mete più gettonate della regione e con un calendario di eventi che non ha nulla da invidiare alle grandi città italiane». tl@
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